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Perché nei dipinti rinascimentali le persone hanno fronti così alte?

Fateci caso: i dipinti del Rinascimento presentano una caratteristica assai peculiare. Stiamo parlando delle fronti alte. Ma non con una semplice attaccatura di capelli un po’ altina, ma una fronte che sembra una pista di atterraggio, un po’ in stile Bene Jesserit, per intenderci. Ma perché dipingevano in questo modo le fronti?

Le fronti alte del Rinascimento

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Crediti foto: @Petrus Christus, Public domain, via Wikimedia Commons

Il Rinascimento europeo coprì un arco temporale che andò avanti dal XIV al XVII secolo. Sappiamo che durante tale lasso di tempo le arti prosperarono, producendo nomi del calibro di Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Raffaello e Botticelli.

Ma oltre a questi nomi, nelle nostre menti sono rimaste impresse le fronti eccessivamente alte raffigurate in molti dipinti dell’epoca. Soprattutto le raffigurazioni femminili presentavano fronti molto alte, sottolineate spesso da cappelli, copricapi e sopracciglia.

Pittori come Roiger vn der Weyden, Petrus Christus o anche Jan van Eyck erano soliti dipingere così le donne aristocratiche. E anche i dipinti sacri si presentavano così. Quante Madonne con fronte chilometrica ci sono, nell’arte? Tantissime.

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Crediti foto: @Workshop of Rogier van der Weyden, Public domain, via Wikimedia Commons

Ebbene, il motivo di questo stilema non era frutto di un’esagerazione creativa. Semplicemente i pittori si limitavano a portare su tela i canoni di bellezza dell’epoca. Durante il Rinascimento, infatti, una fronte alta e ampia era considerata un segno distintivo di bellezza, virtù e anche intelligenza femminile.

Tutto ciò forniva anche un aspetto più infantile ai visi delle persone, forse nel tentativo di immortalarne i valori di purezza e innocenza ricercati in quel periodo.

Non si sa dove e perché tale tendenza sia emersa, ma forse fu anche la letteratura a influenzarla, con particolare riferimento alla poesia. Nel XIV secolo, per esempio, Petrarca scrisse più di 300 sonetti alla sua amata Laura, descrivendone spesso la sua fronte.

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Crediti foto: @Jan van Eyck, Public domain, via Wikimedia Commons

Anche nel Prologo generale dei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, scritti fra il 1387 e il 1400, l’autore descrive una suora indicando alcuni canoni di bellezza tipici del Rinascimento: il naso fine, la bocca piccola e la fronte ampia.

Influenze poetiche come queste potrebbero aver reso popolare, soprattutto negli ambienti aristocratici, il fatto che avere una fronte ampia fosse segno di bellezza.

Anche Agnolo Firenzuola nel suo Dialogo delle bellezze delle donne intitolato Celso, dedicato alle donne pratesi, sottolinea come la fronte doveva essere ampia e alta, fornendo anche misure precise: “Molti preferiscono che l’altezza, misurata dall’attaccatura dei capelli al bordo delle sopracciglia e del naso, sia un terzo del viso”.