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L’epoca Regency non era esattamente così come la immaginiamo

Quando pensiamo all’epoca Vittoriana, è facile definirla: in pratica coincise con il regno della regina Vittoria. Tuttavia è un tantino più complicato riuscire a definire l’epoca Regency. Questo perché probabilmente ci siamo fatti delle idee sbagliate, basandoci un po’ troppo sui romanzi di Jane Austen.

Come era veramente l’epoca Regency?

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Crediti foto: @Evert Duykinck, Public domain, via Wikimedia Commons

L’epoca Regency fu un periodo alquanto breve, ma assi influente per la storia britannica. Solitamente lo ricordiamo per i suoi balli, per le mode passeggere, per l’arte, per il glamour e per la ricerca del romanticismo. Tuttavia questa immagine alla Bridgerton, diciamo così, non corrisponde esattamente alla verità. Ci sono infatti alcuni miti e luoghi comuni che ancora gettano ombra sull’epoca Regency, distorcendone la sua percezione nelle nostre menti.

Durata dell’epoca Regency – L’epoca Regency in realtà non durò solamente per il periodo vero e proprio della Reggenza, quello dal 1811 al 1820 in cui il Principe di Galles, figlio maggiore di re Giorgio III, dovette diventare reggente a causa della malattia del sovrano.

L’epoca Regency si estese oltre la Reggenza, ma non tutti sono concordi sulla sua durata. Qualcuno sostiene che si sovrappose anche a parte dell’epoca Georgiana, iniziata nel 1714 da re Giorgio I, il primo sovrano della Casa di Hannover.

Altri storici sostengono che iniziò durante il regno di Giorgio III, il primo degli Hannover a nascere in Inghilterra. Il suo regno fu caratterizzato da grandi eventi, come la Rivoluzione francese, la Rivoluzione americana, la Rivoluzione industriale e le guerre napoleoniche.

Giorgio III rimase in carica per 59 anni, ma nel 1788 la sua malattia mentale iniziò ad aggravarsi. La popolazione britannica era sostanzialmente all’oscuro della gravità della malattia del re, anche perché durante le brevi fasi di ripresa, i sudditi si affezionarono tantissimo a lui. Ma a porte chiuse il governo iniziò a discutere della Reggenza anni prima rispetto al suo reale inizio.

Giorgio III morì poi nel 1820, nominando il principe reggente come nuovo re Giorgio IV. Quest’ultimo era dedito a lussi e alla ricerca del piacere. Amava bere, mangiare e intrattenere, facendo costruire diversi palazzi reali dove poteva dedicarsi a questi hobby. Solo che si disinteressò del tutto della politica. Forse anche a causa dei suoi eccessi, morì nel 1830. Al suo posto salì al trono il fratello minore, Guglielmo IV, causando così il declino anche dell’atmosfera dell’epoca Regency.

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Crediti foto: @ Thomas Lawrence, Public domain, via Wikimedia Commons

Jane Austen ci ha traviato – Balli di gruppo, uomini e donne ambiziosi alla ricerca del matrimonio perfetto, flirt educati, incontri galanti con chaperon da guardia… I romanzi di Jane Austen hanno dipinto un quadro dell’epoca Regency che non è del tutto esatto.

Certo, queste cose accadevano, ma solamente per una ristretta fetta di facoltosi britannici. L’epoca Regency si caratterizzò per una serie di sconvolgimenti sociali e politici che non trovano spazio nelle atmosfere alla Austen. La Gran Bretagna era in guerra con la Francia sin dal 1803, per cercare di bloccare Napoleone. E tale conflitto si concluse solamente nel 1815 con la battaglia di Waterloo.

La vittoria causò una grave recessione nel Regno Unito, tanto che nel 1815 il Parlamento dovette approvare le Corn Laws, norme non molto amate che imponevano dazi elevati sulle importazioni del grano per proteggere i contadini inglesi. Ma questo causò una carenza di grano, portando il prezzo del pane alle stelle.

Scoppiarono così delle rivolte, con i manifestanti che non solo protestavano per l’alto prezzo del cibo, ma anche perché non erano rappresentati nel governo (all’epoca potevano votare praticamente solo i ricchi proprietari terrieri).

Nel 1819 a Manchester ci fu il cosiddetto massacro di Peterloo (l’ironico riferimento a Waterloo era voluto): i manifestanti furono attaccati da una milizia armata di sciabole e pagata dai cittadini più facoltosi. Una dozzina di persone furono uccise e centinaia rimasero ferite. Ma fu così che si intraprese la strada che portò alle Leggi di Riforma del 1832, le quali estesero anche il diritto di voto e riorganizzarono il Parlamento.

L’epoca Regency si caratterizzò anche per il tentativo di abolire la schiavitù in Gran Bretagna, tentativo che ebbe il suo culmine con l’Abolition of the Slave Trade Act nel 1807. E nei salotti raccontati da Jane Austen non si faceva neanche cenno alla grave crisi climatica che stava flagellando l’Europa. Piogge e freddo estivi nel 1816, causati dall’eruzione del Monte Tambora in Indonesia l’anno precedente, distrussero i raccolti.

Giorgio IV non combatté contro Napoleone – O meglio: diede l’ordine, ma non era certo in prima linea. Molti ritratti di Giorgio IV lo mostrano con la divisa militare, spesso atteggiandosi in pose marziali. Questi ritratti furono poi esposti a Londra, in modo da far pensare alla popolazione che il loro re fosse effettivamente sceso in campo per difendere la Gran Bretagna dalla Francia.

Ma non andò esattamente così. A Giorgio IV non fu permesso di andare in guerra in quanto all’epoca era l’erede al trono. Bisogna garantire la sua sicurezza e preservare la linea di successione. Tuttavia il sovrano aveva notato che i personaggi più ammirati della società erano eroi militari come Horatio Nelson, trionfatore della battaglia di Trafalgar nel 1805 e Arthur Wiesley, il Duca di Wellington che sconfisse Napoleone a Waterloo.

Considerando che il re era anche il bersaglio preferito dei vignettisti britannici che si dilettavano nel realizzare vignette satiriche sottolineando il suo amore per il vino, il cibo e la moda e paragonandolo in negativo al padre, ecco che il sovrano cercò in qualche modo di ripristinare la propria immagine creando ritratti che lo mostravano in altre vesti.

Il re voleva che gli inglesi lo vedessero come un eroe schierato in loro difesa, forse anche nel tentativo di evitare che i cittadini inglesi si facessero venire in mente strane idee, come quelle che condussero alla Rivoluzione Francese. In fin dei conti lui al suo collo ci teneva.

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Crediti foto: @Thomas Lawrence, Public domain, via Wikimedia Commons

I corsetti in epoca Regency – Circola questa idea secondo la quale in epoca Regency le donne smisero di usare i corsetti che, invece, erano tanto di moda durante l’epoca Vittoriana. Ebbene, non è proprio così. Durante questa epoca sia uomini che donne usavano i corsetti, ma non certo per ottenere il classico look Vittoriano.

La moda femminile Regency era assai diversa dagli elaborati costumi del XVIII secolo. Gli abiti erano più morbidi e meno strutturati, in stile “impero” (con punto vita appena sotto il seno) e gonne a colonna. Le scollature erano più ampie e le maniche più corte, mostrando così un po’ più di pelle.

Ma mentre la moda femminile si ammorbidiva, ecco che l’abbigliamento maschile divenne più enfatizzato. I pizzi e ricami del XVIII secolo scomparvero, ma la silhouette maschile divenne più esagerata: spalle e fianchi dovevano apparire larghi, mentre il busto doveva essere molto stretto. Per enfatizzare ciò, presero piede abiti a vita alta.

Il tipico abbigliamento maschile Regency prevedeva l’uso di pantaloni attillati al ginocchio (o almeno di pantaloni affusolati), gilet corti e camicie decorate con una sciarpa di seta annodata attorno a un colletto a punto. Al di sopra dell’abito, gli uomini indossavano soprabiti con spacchi laterali e falde più lunghe sul retro.

E sia donne che uomini usavano i corsetti, in modo da far risaltare le forme. I corsetti delle donne, però, non erano più quelle rigide forme a imbuto di epoca Vittoriana, che fra l’altro appiattivano il seno, ma divennero indumenti di supporto più morbidi, corredati di due coppe. Il suo scopo era quello di fornire un supporto, senza però stringere il busto in forme non naturali.

Gli uomini, invece, li indossavano per cercare di ottenere un look ancora più snello e attillato, in stile uniforme militare. Alcuni vignettisti arrivarono a dire che gli uomini utilizzassero anche spalline e supporti per le cosce. Comunque sia, c’era anche chi usava corsetti per scopi più pratici: soldati e operai a volte li utilizzavano per sostenere la schiena mentre cavalcavano o sollevavano oggetti pesanti.