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piscina romana

A Gabii trovata un’enorme piscina romana scavata nella roccia

Questa scoperta inaspettata arriva dall’antica città romana di Gabii, situata a est di Roma. Qui gli archeologi guidati dal professor Marcello Mogetta dell’Università del Missouri hanno riportato alla luce i resti di un’enorme piscina rivestita in pietra, scavata in parte anche nella roccia madre.

La piscina romana di Gabii

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Crediti foto: @Marcello Mogetta

La piscina romana in questione pare che risalga al 250 a.C., anche se alcune parti potrebbero essere persino più antiche. Tale struttura potrebbe tranquillamente classificarsi come uno dei primi esempi di architettura monumentale romana, insieme ai templi e alle mura cittadine.

Mogetta ha spiegato che il valore di questa piscina va oltre quello architettonico. Infatti ci fornisce anche qualche indicazione su come i primi Romani si occupassero della pianificazione urbana.

La piscina, infatti, sorgeva proprio al centro della città, vicinissima al crocevia principale. Per questo motivo si pensa che potesse essere una piscina monumentale che faceva parte del foro cittadino.

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Crediti foto: @Marcello Mogetta

Non è certo la prima volta che questo team di archeologi si era occupato degli scavi a Gabii. Per esempio, in precedenza avevano lavorato nell’Area F Building, un complesso terrazzato scavato proprio nel pendio di un antico cratere vulcanico attorno al quale si era sviluppata la città.

La città di Gabii è particolarmente importante per scoprire qualcosa di più sulla storia romana. I primi strati della città di Roma sono sepolti sotto secoli e secoli di costruzioni successive. Ma Gabii, un tempo città vicina e rivale di Roma, con insediamenti che risalgono all’inizio dell’età del Ferro, fu abbandonata entro il 50 a.C. Certo, la occuparono nuovamente in seguito, ma su scala ridotta. Per tali motivi le strade e le fondamenta degli edifici di Gabii sono stranamente ben conservati.

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Crediti foto: @Marcello Mogetta

Ma la scoperta di questa piscina romana, rivestita in pietra e scavata in parte nella roccia, non ha fermato gli scavi. La prossima estate, infatti, partiranno nuovi scavi per scoprire cosa ci sia nel bacino e nell’area circostante, comprensiva di un’ampia zona lastricata in pietra. Ed è possibile che indagheranno anche una strana anomalia trovata vicino al bacino e individuata tramite scansioni termografiche. Le prime ipotesi sostengono che questa anomalia potrebbe essere un tempio o un qualche altro grande edificio civico.