Questa scoperta arriva dalla Turchia. Qui gli archeologi hanno scoperto che un’antica piscina in origine era un santuario dedicato al dio Asclepio. Il che ci sta, considerando che questa piscina di epoca romana era considerata un santuario di guarigione e che Asclepio era il dio greco della medicina.
La piscina curativa di Asclepio

La piscina in questione si trova a Tyana (Tuwana durante l’età del Ferro), un’antica città della zona anatolica della Cappadocia, in Turchia. Durante il periodo romano, la città era una delle quattro principali comunità della regione. Inoltre era anche un importante centro commerciale, visto che collegava l’Anatolia con la Cilicia.
Si è ipotizzato che la piscina in questione, costruita o durante il regno dell’imperatore Traiano o durante il regno dell’imperatore Adriano (comunque sia sempre nel II secolo d.C.), facesse parte del sistema di approvvigionamento idrico della città.
Solo che, ad un certo punto, qualcuno deve aver ben pensato che questa piscina potesse fungere da spazio sacro per favorire la guarigione. Che questa piscina fosse un santuario dedicato alla salute lo provano recenti scavati condotti dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Aksaray.

Questi scavi, infatti, hanno permesso di riportare alla luce un antico altare annesso alla piscina. L’altare era decorato con motivi a serpente, simbolo di guarigione e ringiovanimento. Secondo il professor Osman Doganay questi simboli erano dedicati ad Asclepio, il dio della medicina della mitologia greca.
Nella stessa zona, poi, gli archeologi hanno ritrovato anche altri frammenti di sculture raffiguranti sempre dei serpenti. Tutti questi ritrovamenti, insieme ad alcuni resti architettonici scoperti lungo il lato orientale della vasca, hanno permesso di ipotizzare che la piscina fosse un santuario o un complesso templare dedicato ad Asclepio.

Questi santuari erano diffusi in tutto il mondo greco-romano e mischiavano insieme la devozione religiosa con pratiche terapeutiche. Quello che i pellegrini facevano era cercare la guarigione tramite bagni rituali, intonando intanto preghiere ad Asclepio e lasciando per lui doni votivi.




