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statuette ushabti

Scoperta eccezionale in Egitto: a Tanis trovate 225 statuette reali ushabti

Questa è stata definita come la scoperta più importante fatta nell’antica capitale della Sharqiya sin dal 1946. Gli archeologi, infatti, hanno trovato ben 225 statuette reali ushabti nel sito di San El-Hagar, a Tanis. E pare che queste statuette appartenesse al re Shoshenq III della XXII dinastia.

Cosa se ne faceva il faraone di tutte queste statuette ushabti?

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Gli archeologi, guidati da Frédéric Payraudeau dell’Università della Sorbona (la missione archeologica è francese), hanno scoperto questa incredibile collezione di statuette ushabti all’interno della camera settentrionale nella tomba del re Osorkon II.

Fra l’altro le statuette, oltre a essere numerosissime, erano assai ben conservate. Probabilmente i diversi strati di limo in cui giacevano sepolte le avevano conservate bene. Le statuette in questione si trovavano vicino a un sarcofago di granito non decorato. Per lungo tempo il proprietario di tale sarcofago rimase ignoto.

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Anzi: da decenni gli archeologi si interrogavano sul nome del proprietario del sarcofago ritrovato nel sito archeologico del distretto di Husseiniya, nel governatorato di Sharqiya. Il sito, storicamente parlando, si trovava su un ramo del Nilo ormai interrato.

Tuttavia nuove prove hanno fatto ipotizzare che il sarcofago appartenesse a Shoshenq III, uno dei sovrani più influenti della XXII dinastia. Inoltre questo re era noto anche per le numerose opere architettoniche costruite a Tanis.

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La scoperta del proprietario del sarcofago, però, non ha posto fine alle domande. Assumendo che si trattasse proprio di Shoshenq III, perché mai lo seppellirono nella toma di Osorkon II? Si trattò di un caso di riciclo di tombe? Oppure di un trasloco forzato dei corredi funerari in modo da proteggerli?

Gli archeologi devono ancora stabilire cosa sia accaduto effettivamente all’epoca. Ma l’analisi e la traduzione di nuove iscrizioni trovate nella medesima camera (e precedentemente sconosciute) si spera che possano fornire ulteriori indizi su come le tombe reali erano allestite, utilizzate e adattate durante quel periodo storico.