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specchio ossidiana

Raro specchio di ossidiana di 8.500 anni fa trovato in Turchia

Quello che vedete in foto (e che assomiglia terribilmente allo Scudo Specchio del DLC di Elden Ring) è in realtà un rarissimo specchio di ossidiana risalente a 8.500 anni fa e trovato a Canhasan, nella Turchia centrale. Perché rarissimo? Perché non è così frequente imbattersi in questa tipologia di specchi nel Vicino Oriente.

Lo specchio di ossidiana di Canhasan

specchio ossidiana
Crediti foto: @ Squadra di scavi archeologici di Canhasan

Considerate che finora gli archeologi hanno trovato solamente 56 specchi di questo tipo nel Vicino Oriente. I ricercatori si sono imbattuti in questo specchio durante la seconda fase degli scavi condotti presso i tumuli di Canhasan, nel villaggio di Alacati, a Karaman.

Il team di archeologi guidati dal professore associato Adnan Baysal dell’Università di Ankara, oltre allo specchio, ha ritrovato anche diverse punte di freccia in ossidiana, finemente incise con decorazioni uniche nella zona.

Ma torniamo allo specchio di ossidiana. Gli archeologi si sono sempre chiesti perché questi specchi fossero così rari. Solamente a inizio 2025 i ricercatori hanno capito che Tepecik Ciftlik, nella zona della Cappodocia, era il principale centro di produzione di questi strani ed enigmatici manufatti.

In effetti Tepecik Ciftilik aveva un accesso diretto ai giacimenti di ossidiana di Nenezida e Gulludag. Occupata fra il 7000 e il 6000 a.C., la cittadina sviluppò un’industria specializzata proprio nella lavorazione dell’ossidiana.

specchio
Crediti foto: @Canhasan Archaeological Excavation Team

L’eccezionalità di tale sito è che non solo presentava specchi finiti, ma anche specchi in diverse fasi di lavorazione. Il che ha permesso ai ricercatori di ricostruire tutta la sequenza produttiva. Secondo lo studio pubblicato sul Journal of Archaelogical Science: Reports, questo processo di fabbricazione prevedeva almeno otto fasi ben distinte. Ciascuna di esse necessitava di conoscenze specialistiche e un alto grado di abilità.

Come prima cosa gli artigiani selezionavano i frammenti di ossidiana, prediligendo quelli con superfici piatte e forme più o meno circolari. Poi eliminavano gli spigoli e le creste. Solo a questo punto iniziava il processo di lucidatura.

Tale processo era alquanto sofisticato. Inizialmente utilizzavano pietre a grana grossa, proseguendo con abrasivi progressivamente sempre più fini, fra cui anche sabbia o cenere mescolati con acqua, grasso e cuoio.

specchio ossidiana turchia
Crediti foto: @Canhasan Archaeological Excavation Team

La fase finale, invece, probabilmente comportava lo sfregamento con grasso e tessuti morbidi in modo da ottenere una superficie lucente e riflettente. A questo punto rimane da chiarire quale fosse lo scopo di questi specchi di ossidiana. Gli specchi ritrovati nelle tombe di Catalhoyuk erano accompagnati da pigmenti rossi, gialli, blu e verdi. Il che potrebbe significare che potevano essere usati in rituali collegati all’abbellimento del defunto.

Ma c’è anche chi sostiene che fossero una sorta di status symbol, strumenti di segnalazione o anche strumenti per reindirizzare la luce negli spazi architettonici (La Mummia non si è inventata niente). Verosimilmente, comunque, tali specchi appartenevano a individui di alto rango. Vista la complessità nella loro realizzazione, è improbabile che avessero uno scopo quotidiano.