D’accordo, ci vuole un po’ di fantasia, ma quello che vedete è un toro alato neo-Assiro che potrebbe essere facilmente considerato come il toro alato più grande mai ritrovato. Finora, almeno, in futuro non si sa. Il reperto in questione è riemerso dalle rovine dell’antica capitale assira di Ninive, nell’odierna città di Mosul, nord dell’Iraq.
Il toro alato più grande del mondo

All’interno delle mura cittadine di Ninive, esistono due principali tumuli. Uno era quello di Tell Kuyunjiq e l’altro quello di Tell Nabi Yunus. Proprio quest’ultimo fu a lungo venerato come sito di un santuario dedicato al profeta Giona (quello che la Bibbia ci spiega essere stato inghiottito da un grosso pesce o da una balena, un po’ come successo a Pinocchio e Mastro Geppetto insomma).
Durante alcuni scavi presso il tumulo di Tell Nabi Yunus, ecco che tornarono alla luce i resti del lamassu, un toro alato. Il lamassu in questione si trovava nei pressi della sala del trono del re Esarhaddon. Costui fu il terzo sovrano della dinastia Sargonide. Governò l’Impero neo-assiro dal 681 al 669 a.C.

Il suo regno è divenuto famoso soprattutto per la conquista dell’Egitto avvenuta nel 671 a.C. E anche per la ricostruzione della città di Babilonia, distrutta in precedenza dal re Sennacherib.
Ahmed Fakkak al-Badrani, ministro della Cultura iracheno, ha spiegato che il palazzo era stato progettato in modo da avere più sale che conducevano alla sala del trono. Ciascuna di esse, poi, era protetta a una coppia di lamassu.

Un comunicato stampa dell’Assyrian International News Agency ha poi rivelato che il lamassu è alto sei metri. Dunque è molto più grande degli esemplari esposti al British Museum o al Louvre. Questi, infatti, misurano dai 3,5 ai 4,2 metri.
Gli scavi hanno permesso di riportare alla luce anche depositi di tavolette cuneiformi recanti iscrizioni di testi provenienti da Sennacherib, Esarhaddon e Assurbanipal. Inoltre erano presenti anche parecchi manufatti, forse bottini di guerra originari dell’Egitto e del Levante.




