Storia Che Passione
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Mozart e le sue innumerevoli cause di morte

Se interpellassimo dr. House di sicuro lui inserirebbe anche la sarcoidosi e il lupus nell’elenco di possibili cause di morte di Mozart. Questo perché nessuno sa di cosa sia morto Wolfgang Amadeus Mozart. Motivo per cui per la sua dipartita nel corso dei decenni si sono proposte minimo 140 possibili cause di morte, alcune che addirittura sfiorano la sfera cospirazionista.

Mozart è morto di…

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Crediti foto: @Barbara Krafft, Public domain, via Wikimedia Commons

… non si sa. Tutto quello che sappiamo è che morì giovane, a 35 anni, il 5 dicembre 1791, dopo due settimane di malattia. Ma nessuno è mai riuscito a identificare tale malattia,. Per questo motivo sono circolate le ipotesi più varie. Si va dai tentativi di assassinio al presunto coinvolgimento di Antonio Salieri, fino ad arrivare a malattie strane e improbabili.

Non si sa neanche quando sia iniziata la malattia del compositore. Questo anche perché le testimonianze e le fonti primarie spesso sono in contrasto fra di loro. Per esempio, le testimonianze sostengono che la sua salute stesse declinando da mesi, a causa anche del suo stile di vita. Presagendo la propria morte, avrebbe riversato tale consapevolezza nella sua ultima produzione. Ma tale storia appare improbabile, probabilmente era solo narrativamente più interessante.

Solo che poi le fonti primarie e l’epistolario non indicano nessuna forma di depressione o malattia. Anzi: parlano di un singolo malanno da niente avvenuto a Praga, ma che non fu tanto grave visto che riuscì comunque a dirigere il Don Giovanni. Fra l’altro le sue ultime lettere indicano che stesse bene di salute.

Bisogna anche considerare che le testimonianze sono postume, basate su aneddoti anche di persone che non assistettero ai fatti o che cercarono di sfruttare il mistero aleggiante sulla sua morte per ottenere fama e soldi.

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Crediti foto: @Saverio Dalla Rosa or Giambettino Cignaroli, Public domain, via Wikimedia Commons

Arriviamo così agli ultimi giorni di vita. Tutte le versioni concordano su un fatto: Mozart cadde malato il 20 novembre 1791. O giù di lì. Secondo la biografia di Nissen (contestata da parecchi), la malattia iniziò con un edema distale degli arti superiori e inferiori. Tale edema costrinse il compositore a letto. Successivamente comparvero diversi episodi di vomito.

Sophie Weber, la sorella di Constanze, la moglie di Mozart, sostiene che sabato 3 dicembre le condizioni del cognato migliorassero, salvo peggiorare subito dopo. Proprio in quei giorni Mozart doveva ricevere una visita di Salieri.

I racconti postumi (e probabilmente alterati) del locandiere Joseph Deiner sostengono che il dottor Thomas Closset, insieme al collega Mathias von Sallaba, visitò Mozart il 28 novembre. Secondo il medico Eduard Guldener von Labes, il quale in una lettera a Giuseppe Carpani aveva voluto smentire l’ipotesi di un avvelenamento, durante quel consulto i due dottori stabilirono che non ci fosse più nulla da fare.

Guldener fra l’altro conosceva Closset, di cui era amico. Probabilmente non conobbe Mozart, ma ebbe l’occasione di esaminarne il corpo. Fra l’altro Closset apparteneva alla scuola di Maximilian Stoll. Costui, in casi come questi, prescriveva solitamente una dieta leggera, tanti liquidi, lassativi, emetici, clisteri e salassi (sia mai che all’epoca non si applicassero salassi per curare qualsiasi cosa).

Solo che secondo lui, se dopo tre salassi, la “febbre infiammatoria” non migliorava, ecco che la situazione era grave. Probabile che Closset abbia prescritto anche a Mozart tale trattamento. In effetti Sophie confermò sia il salasso, sia l’applicazione di impacchi freddi alla testa, sostenendo che questa combo potesse aver fatto entrare in coma il cognato.

Alla fine Mozart morì la notte del 5 dicembre 1791, dopo un breve coma. Non solo non è chiaro quale fu la causa della morte, ma neanche se abbia ricevuto o meno i sacramenti. Sophie disse a Nissen di aver chiamato i preti, ma questi avevano esitato in quanto non era stato il malato a richiederne la presenza. Come avrebbe potuto fare, visto che ormai era morto e prima della morte era stato in coma, non è dato saperlo.

Successivamente, si trovano indicazioni secondo le quali Mozart ricevette l’estrema unzione, ma non il viatico. A questo punto ci si potrebbe aspettare un’autopsia, visto che nessuno sapeva di cosa si fosse ammalato. Ma non ci fu neanche quella: il suo corpo pare che fu solo ispezionato post mortem, ma senza sottoporlo ad alcuna autopsia. E nel referto di morte di parla di “febbre miliare acuta”.

Il giorno successivo fu organizzato il corteo funebre, mentre per la traslazione delle spoglie nel cimitero di St. Marx è indicata la data del 6 o 7 dicembre. La leggenda vuole che nessuno accompagnò Mozart in questo ultimo viaggio, se non un cagnolino. Tuttavia bisogna considerare che in quell’epoca, a Vienna, la sepoltura vera e propria non era così importante quanto il precedente corteo funebre. A quello, in effetti, presenziarono parenti, amici, colleghi (fra cui anche Salieri) e mecenati.

Inoltre il cimitero distava 4,5 chilometri dalla cattedrale ed era raggiungibile solo percorrendo strade di campagna, non certo agevoli da percorrere a piedi. Inoltre il trasferimento poteva avvenire solamente di sera. Il che rende normale che nessuno andò ad assistere alla sepoltura vera e propria.

Giuseppe II, poi, aveva imposto di rendere più sobrie ed economiche le esequie. per questo aveva raccomandato di seppellire i corpi in tombe che potessero ospitare più salme, senza bare. Mozart fu così seppellito in una tomba a pozzo, insieme ad altre cinque o sei salme (non si trattava dunque di una fossa comune).

Purtroppo non si sa neanche quale fosse esattamente il luogo della sua sepoltura. In quell’epoca tali tombe non erano contrassegnate. Inoltre vigeva anche la pratica di spostare i resti dei defunti.

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Crediti foto: @Johann Nepomuk della Croce, Public domain, via Wikimedia Commons

Tralasciando per un attimo le (purtroppo) inevitabili teorie di complotti e omicidi che seguirono alla morte inspiegabile di Mozart, ecco che dal punto di vista medico, quella diagnosi finale di febbre miliare acuta è quanto meno vaga. Quello che è certo è che ebbe come sintomi edemi distali, impossibilità di movimento (non si trattava di paralisi, ma non si sa se a impedire il movimento fosse un’ascite, dolore o astenia), vomito, delirio e coma finale.

Probabilmente ci furono anche sintomi come eruzioni cutanee, febbre e sudorazione, ma si tratta di deduzioni ricavate dai sintomi precedenti e dalla causa di morte indicata. Permangono dubbi sulla presenza di dolore e infiammazione. Visti i sintomi, tralasciando l’omicidio, fra le possibili cause potrebbe esserci stata un’intossicazione accidentale da mercurio, arsenico o antimonio. Difficili però da provare in assenza del corpo. Solo che nulla indica che Mozart avesse assunto del cloruro mercurico (era usato per curare la sifilide) e non ci sono sintomi come atassia, tipici di questi avvelenamenti.

Se si pensa a una causa di morte naturale, da questi sintomi, mancando il corpo e non essendo possibile svolgere ulteriori esami, è impossibile stabilire quale fu.

Idem dicasi per chi sostiene che rimase vittima di una malattia cronica, cioè che soffrisse di una malattia pregressa che si aggravò progressivamente fino a causare danni a cuore e reni. Fra queste malattie croniche si è parlato di febbre reumatica che causò un infarto, endocardite e insufficienza renale (da piccolo soffrì di glomerulonefrite o pielonefrite, probabilmente provocata dallo Streptococco).

Si parla anche di insufficienza renale da porpora di Schonlein-Henoch, la quale avrebbe causato ipertensione e ictus. Per quanto riguarda le malattie acute, fra le candidate figurano la sifilide, la trichinosi (consumo di carne infetta cruda), una forma di glomerulonefrite acuta, la febbre tifoide o anche la sindrome nefrosica. Ma c’è anche chi ha parlato di setticemia, scarlattina, tifo, tubercolosi, una forma di micotossicosi o anche un’intossicazione da piombo causata dalla consumazione di vino adulterato. Insomma, di tutto un po’.