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Mappati i tunnel di Veio, la città etrusca rivale di Roma

Finalmente gli archeologi sono riusciti a terminare la prima mappatura tecnologica completa del sistema di galleria sotterranee di Veio, la città etrusca rivale di Roma. Ma per farlo hanno dovuto avvalersi niente meno che di tecnologie spaziali.

I rover aerospaziali svelano i segreti sotterranei dell’antica Veio

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Crediti foto: @Ministero dei Beni Culturali

In pratica gli archeologi hanno sfruttato rover autonomi originariamente ideati per le missioni aerospaziali per mappare e ricostruire la complessa rete di tunnel sotterranei che sorge sotto la città etrusca di Veio.

Questo sistema sotterraneo è assai intricato e comprende sistemi idraulici, bacini rituali, canali nascosti, pozzi, cisterne e gallerie. Per lungo tempo ci si è dimenticati di tale paesaggio sotterraneo, il che è un vero peccato in quanto Veio era una delle città più sofisticate e avanzate dell’Italia preromana.

L’indagine archeologica si è concentrata soprattutto sul Santuario di Portonaccio, uno dei complessi religiosi più importanti dell’antica Etruria. Sede del famoso tempio di Apollo, ecco che la mappatura ha rivelato come queste reti sotterranee non erano parte di scavi casuali, bensì erano frutto di progetti ingegneristici ben mirati a migliorare la difesa, la mobilità e le attività rituali.

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Crediti foto: @Ministero dei Beni Culturali

Per arrivare a scoprire ciò, gli archeologi hanno sfruttato le potenzialità del rover autonomo Magellano. Questo rover è dotato di un sistema di sospensioni a bilanciere ispirato alla NASA. In tal modo è stato possibile esplorare gli stretti e irregolari cunicoli sotterranei di Veio.

Fra l’altro il rover trasmetteva dati e immagini in tempo reale, grazie al collegamento radio, permettendo così ai ricercatori in superficie di tenere sotto controllo l’avanzata del dispositivo nelle aree troppo strette e pericolose per farci entrare degli esseri umani.

Così, per la prima volta in assoluto, si è riusciti a documentare digitalmente tutta l’infrastruttura idraulica sotterranea che collega l’altopiano dei Campetti, la terrazza del santuario e la Valle del Cannetaccio.

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Crediti foto: @Ministero dei Beni Culturali

Ma perché Veio è così importante? Considerate che ben prima che Roma diventasse una potenza rivale, la città di Veio rivaleggiava con la sua importanza. Situata a soli 12-15 km di distanza dal Foro Romano, Veio controllava il corridoio fluviale del Tevere, una zona ricca di terreni agricoli e risorse minerarie.

Durante la prima età del Ferro e il periodo arcaico era una delle principali città della Lega Etrusca. L’influenza di Veio si estese a tutta l’Italia centrale, dominando le rotte commerciali e producendo notevoli sculture di bronzo e terracotta. E fra di esse figura proprio il famoso Apollo di Veio.

Non da meno era la sua potenza militare, capace di tenere testa a Roma in parecchi conflitti culminati nell’assedio decennale narrato da Tito Livio. Veio cadde poi nel 396 a.C. grazie al generale romano Marco Furio Camillo.