Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista PNAS, le persone imparentate con Gengis Khan sono molto meno numerose di quanto ipotizzato in precedenza. Alcuni esperti, infatti, sostenevano che circa 1 uomo su 200 nel mondo fosse imparentato con Gengis Khan. Ma questo nuovo studio genomico rivela che il numero è assai inferiore.
Sei parente anche tu di Gengis Khan? Forse no

Il folklore kazako racconta che il corpo di Jochi, il figlio maggiore di Gengis Khan, si trovi in un mausoleo nella regione di Ulytau, da qualche parte negli altopiani centrali del paese. Recentemente gli archeologi hanno esaminato quel corpo presente nel mausoleo. Non hanno trovato esattamente Jochi, però hanno scoperto l’esistenza di una nuova linea genetica che potrebbe essere stata trasmessa dallo stesso Gengis.
Sappiamo che Gengis Khan e sua moglie Borte ebbero quattro figli maschi e cinque figlie femmine. Il loro figlio maggiore Jochi morì poco prima di Gengis. E la parte nord-occidentale dell’Impero Mongolo governata da Jochi divenne nota come l’Orda d’Oro.
Ayken Askapuli, antropologo biologico presso l’Università del Wisconsin-Madison, ha dichiarato a Live Science che l’Orda d’Oro fu governata dal figlio maggiore di Gengis Khan e dai suoi discendenti per molte generazioni. Solo che il DNA antico di questa stirpe si dimostra essere alquanto elusivo.

Per cercare di recuperare il DNA dei parenti stretti di Gengis, i ricercatori hanno così esaminato le antiche leggende e hanno provato a esaminare gli scheletri maschili provenienti da tre mausolei medievali nella regione di Ulytau. Questo perché le leggende narravano che potessero appartenere a Jochi o, quanto meno, a uomini dell’élite dell’Orda d’Oro.
Il team ha così recuperato il DNA, esaminando i dati del cromosoma Y, quello che è trasmesso da padre in figlio. La datazione al carbonio ha datato due degli scheletri fra il 1286 e il 1398, quindi è improbabile che fossero figli di Gengis Khan (Jochi nacque intorno al 1182 e morì intorno al 1227).
Tuttavia l’esame del DNA ha rivelato che i due condividevano una linea paterna. E tale linea era condivisa anche con un uomo che la datazione al carbonio fa risalire al XVIII secolo (e che si ritiene sia associata a Gengis Khan).
L’unico problema è che non è possibile confermare questa associazione. E questo perché non solo lo scheletro di Gengis Khan non è mai stato ritrovato, ma anche perché nessuno sa dove sia sepolto. Askapuli ha sottolineato che nessuno sa con precisione quale aspetto debba avere il DNA Y di Gengis Khan. E non solo: non si conosce il DNA neanche dei figli, dei nipoti e dei parenti più prossimi.
Uno studio precedente, pubblicato sull’American Journal of Human Genetics, aveva dimostrato che una insolita linea cromosomica Y, nata in Mongolia circa un millennio fa e chiamata C3*, è oggi comune nelle popolazioni che abitano nella zona che un tempo apparteneva all’Impero Mongolo.
I ricercatori avevano così conclusa che tale linea probabilmente era trasmessa dai discendenti maschi di Gengis Khan. E che lo 0,5% della popolazione maschile mondiale moderna, cioè 1 uomo su 200, potrebbe discendere dal conquistatore. Ma nel nuovo studio Askapuli e il suo team hanno scoperto che questi uomini sepolti nei mausolei dell’Orda d’Oro erano tutti imparentati per via paterna, condividendo un antenato recente nella linea C3. Solo che l’aplotipo del cromosoma Y che possiedono appartiene al cluster C3, quello che in precedenza si ipotizzava fosse quello di Gengis Khan. Ma questo aplotipo è molto raro nelle popolazioni moderne.

Questa discrepanza è facilmente spiegabile: nel 2003, anno del precedente studio, non si sapeva ancora che il cluster C3* fosse una famiglia genetica così ampia. Ad esso afferiscono molti rami genetici diversi. Il ramo specifico trovato negli scheletri del mausoleo è assai più raro rispetto a quello scoperto nel 2003.
Il che vuol dire che oggi ci sono molti meno uomini viventi imparentati con Gengis Khan rispetto a quanto immaginato in precedenza. E vuol anche dire che se oggi vi sentite particolarmente “Gengis Khan style”, probabilmente non è dovuta una vostra possibile parentela con il temibile conquistatore, ma forse solo a qualche caffè di troppo preso.




