Se pensate di avere un rapporto difficile con vostro padre, immaginate come doveva essere per i figli di Albert Einstein. E in effetti il loro rapporto fu alquanto complicato.
Albert Einstein non fu esattamente il padre dell’anno

Albero Einstein fu un genio assoluto per quanto riguardava la scienza, ma forse un vero disastro con la famiglia. Il fisico ebbe tre figli dalla sua prima moglie, Mileva Marić. E proprio a detta di quest’ultima, alla fine Einstein diede priorità alla scienza rispetto ai figli e alla famiglia.
Einstein e Marić si incontrarono nel 1896. Entrambi studenti del Politecnico Federale Svizzero di Zurigo, studiarono matematica e fisica. Marić era l’unica donna del programma e aveva un talento fuori dall’ordinario. La loro storia di amicizia si trasformò in una storia d’amore e alla fine si sposarono nel 1903. Tuttavia nel 1902 avevano già avuto una prima figlia, Lieserl. Oltre allo scandalo di questa nascita, di lei si sa pochissimo. E dopo il 1903 di lei si persero le tracce.
Nel 1904 nacque Hans Albert, il quale divenne poi un famoso ingegnere idraulico. Infine nel 1910 nacque Eduard. Anche lui aveva un talento notevole, ma soffriva di una grave malattia mentale. Ma che rapporto ebbero col padre?
Lieserl Einstein – A dire il vero, fino a quando nel 1986 non tornarono alla luce una serie di lettere private di Einstein, neanche si sapeva che avesse avuto una figlia. In queste lettere inviate a Marić, che all’epoca era ancora la sua fidanzata, ecco che si parlava di una bambina di nome Lieserl.
La bimba era nata il 27 gennaio 1902, verosimilmente nella casa dei genitori di lei, a Novi Sad, in Serbia. Non essendo ancora sposati, Lieserl era una figlia “illegittima”. Per questo motivo neanche i famigliari e gli amici della coppia sapevano della sua esistenza.
Nelle lettere, Einstein ad un certo punto dice di dover prendere “precauzioni” sulla registrazione della bimba, in modo da non avere problemi in seguito. Tuttavia una lettera forse di fine 1902 o inizio 1903, riferisce che la piccola aveva contratto la scarlattina. E come sa bene chiunque abbia letto Piccole Donne, all’epoca era una malattia potenzialmente mortale.
Quando Lieserl nacque, Einstein si trovava a Berna, in Svizzera. Marić partorì in Serbia, ma quando in seguito raggiunse Einstein a Berna, non aveva alcun bambino con sé. E da dopo il 1903, Lieserl non venne più menzionata. E non esiste nessun documento ufficiale che ne parli.

Hans Albert Einstein – Il secondogenito della coppia (tecnicamente il primogenito ufficiale) nacque il 14 maggio 1904 a Berna. Bambino brillante e curioso fin da subito, come i genitori amava la musica e la scienza. Divenne uno dei nomi importanti per quanto riguardava l’ingegneria idraulica.
Come i genitori, frequentò il Politecnico Federale Svizzero, ma studiando ingegneria civile. Laureatosi, ottenne un dottorato di ricerca in scienze tecniche. Nel 1938 emigrò insieme al resto della famiglia negli USA. Qui divenne un accademico e un professore emerito dopo essersi iscritto all’Università di Berkeley, in California.
Nonostante i successi ottenuti, il rapporto di Hans Albert non era esattamente rose e fiori. Certo, Einstein non lo si può certo classificare a livello Gendō Ikari, mai due non andavano d’amore e d’accordo. Hans Albert era arrabbiato per la decisione del padre di nascondere ai tribunali svizzeri i soldi che doveva alla madre per il divorzio.
La malattia del fratello (e il relativo comportamento del padre) non servì a placare gli animi, anzi, il contrario. E Einstein peggiorò le cose quando si oppose con veemenza al matrimonio del figlio con Freida Knecht nel 1927. E quando diciamo che si oppose, non vuol dire solo che espresse apertamente disprezzo per l’età della donna, ma che arrivò anche ad affermare che sarebbe stato un “crimine” per la coppia avere dei figli visti i “fattori ereditari sfavorevoli”.
Alla fine riuscì ad accettare il matrimonio, ma solamente alla fine degli anni Trenta e con molta, moltissima riluttanza. Lo scorrere del tempo, però, smorzò gli animi e alla fine i due intrapresero una corrispondenza cordiale dove manifestavano rispetto per i successivi avuti dall’altro. Nel 1973 un infarto stroncò la vita di Hans Albert.

Eduard Einstein – L’ultimo figlio della coppia fu Eduard Einstein. Nato il 28 luglio 1910 a Zurigo, sin da piccolo fu un bambino delicato e malaticcio, di bassa statura (e per questo soprannominato “Tete”). Nonostante questo, mostrò sin da subito segni di genialità. Era un pianista talentuoso, amava la letteratura e le poesie ed era un fan della psicoanalisi di Freud.
Eduard idolatrava il padre, ma in un secondo momento arrivò a confidare alla madre che non avrebbe mai e poi mai potuto perdonare il padre per aver abbandonato la famiglia quando era ancora un bambino. Iscrittosi alla facoltà di medicina dell’Università di Zurigo, sperava di diventare un psichiatra.
Tuttavia nel 1930, a seguito della fine di una relazione amorosa, fu colpito da una forma grave di depressione che arrivò fino a un tentato suicidio. L’anno successivo gli diagnosticarono una forma di schizofrenia dopo che la madre lo aveva convinto a ricoverarsi presso la clinica psichiatrica Burghölzli dell’Università di Zurigo.
I trattamenti elettroconvulsivi a cui lo sottoposero e i farmaci usati non furono d’aiuto. Anzi: peggiorarono le sue capacità cognitive e di linguaggio, abbassando nettamente a sua qualità di vita. Fu la madre a prendersi cura di lui fino al momento della sua morte. Quando Marić morì nel 1948, fu Carl Seelig, amico di vecchia data e suo assistente, a prendersi cura di lui.
E Einstein in tutto ciò? Se già con Hans non si era comportato come un padre amorevole, con Eduard fu ancora peggio. Dopo la diagnosi, infatti, Einstein andò a trovare il figlio una sola volta. E dopo che Einstein emigrò in America nel 1933, i due non si videro mai più.
Certo, Einstein continuò fino alla fine a contribuire alle spese finanziarie necessarie per supportare le cure di Eduard, ma i due interruppero ogni contatto. Eduard infine morì di ictus a Zurigo, nel 1965, in quella stessa clinica dove aveva trascorso la maggior parte della sua vita. Senza aver mai più rivisto il padre.




