Il legame tra genialità e ossessione emerge con particolare evidenza quando si osservano da vicino alcune figure simbolo della storia del pensiero, dell’arte e della scienza, passando per la filosofia, la musica e la letteratura. Più che una regola universale, sembra trattarsi di una costante ricorrente. Menti straordinarie spesso sviluppano abitudini, rituali o intolleranze che, agli occhi dei contemporanei, appaiono eccentriche o persino incomprensibili. Spulciamo in alcune di queste.

Un piatto di pasta e fagioli per Pitagora, per favore! – Un esempio emblematico è quello di Pitagora, il cui nome è indissolubilmente legato al celebre teorema geometrico, oltre che alla fondazione della scuola di Crotone e alla teoria musicale basata su rapporti numerici. Per questi ed altri motivi, attorno alla sua figura si intrecciano i più disparati elementi: matematici, religiosi e mistici. Tra questi, spicca il celebre divieto delle fave (o, secondo altre versioni, i legumi in generale): una proibizione così radicale da estendersi anche ai suoi discepoli. Le ragioni di questa avversione restano oscure. Forse simboliche, forse legate a credenze sulla purezza dell’anima. Certo è che la la tradizione ha trasformato questa ossessione in leggenda, attribuendole perfino un ruolo nella sua morte, quando avrebbe rifiutato di attraversare un campo di fave pur di salvarsi.
Ti ritrovi di fronte Beethoven, nudo e bagnato, che fai? – Se ci spostiamo nel campo musicale, incontriamo personalità altrettanto singolari. Ludwig van Beethoven, uno dei più grandi compositori della storia, è spesso descritto come immerso in una dimensione creativa totalizzante, tanto da estraniarsi dal mondo circostante. Ok, estraniarsi, ma secondo alcune testimonianze (verificate e attendibili) il genio nato a Bonn e spirato a Vienna andava un tantino oltre. Le testimonianze raccontano abitudini eccentriche, come andare in giro per casa completamente nudo o versarsi delle tinozze colme d’acqua sulla testa. Così, perché no.

48 espressi, macchiati se possibile, grazie – Ancora più estrema appare l’ossessione di Honoré de Balzac. Per sostenere un ritmo di lavoro straordinario, lo scrittore faceva ricorso a quantità enormi di caffè, arrivando, secondo le fonti, a consumarne decine di tazze al giorno. In più di una lettera a lui intestata, si fa riferimento a 48 caffè giornalieri. E questo ci permette di fare un calcolo veloce: ammettiamo che dormisse le canoniche 8 ore quotidiane, nell’arco di una giornata buttava giù un caffè ogni 20 minuti. Adesso si spiega come scrisse la Comédie humaine.
Stravinskij sulle orme di San Pietro – Nel mondo musicale russo, Igor’ Fëdorovič Stravinskij offre un altro esempio di strana ritualità personale. Le cronache riportano comportamenti peculiari. Qualche esempio veloce: prima di ogni concerto, un uovo sodo, così per tappare il buchetto nello stomaco. Durante le sessioni di composizione, era solito trascorrere un quarto d’ora a testa in giù, in posizione verticale. Il motivo? Liberare il cervello e facilitare la velocità di ragionamento.

Leonardo da Vinci, inventore anche del sonno polifasico – Anche il genio universale di Leonardo da Vinci sembra accompagnato da pratiche fuori dall’ordinario. Il suo presunto ricorso al sonno polifasico – brevi riposi distribuiti nell’arco della giornata – riflette un’esigenza tipica delle menti eccezionalmente produttive, ovvero massimizzare il tempo disponibile per la creazione e la ricerca. Non abbiamo certezza che il genio toscano alternasse 20 minuti di sonnellini ogni 4 ore di lavoro, ma non sarebbe l’unico fra i Grandi della Storia. Come lui anche Edison, Napoleone e Churchill.
Scemo chi si siede! – Giusto concludere con Friedrich Nietzsche, rappresentante di un caso abbastanza singolare. Egli lavorava, studiava e ragionava in piedi. Vi dirò di più: provava una certa repulsione per chi faceva le stesse identiche cose, ma da seduto. I motivi li spiegò il diretto interessato. Sosteneva fortemente che da posizione eretta il cervello umano funzionasse meglio. Ossessione particolare di un pensatore particolare.




