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Foto del giorno: la caduta della Repubblica Romana e il primo reportage di guerra della storia

Foto del giorno: la caduta della Repubblica Romana e il primo reportage di guerra della storia

Fotografia di Stefano Lecchi, Roma, Italia, 1849. Gli scatti, raffiguranti la città di Roma martoriata dal fuoco francese, appartengono al primo reportage di guerra della storia contemporanea. L’autore fu un milanese che, assieme a due britannici, è considerato tra i padri della fotografia bellica. Questo è vero, come è vero che Lecchi, per pura scansione cronologica, fu il primo in assoluto ad approcciarsi a questo campo della fotografia.

Foto del giorno: la caduta della Repubblica Romana e il primo reportage di guerra della storia

Dunque, come anticipato il primo reportage di guerra di cui si abbia notizia porta la firma di Stefano Lecchi. Nato nel 1803 – mentre Napoleone Bonaparte era ancora Primo Console, giusto per capirci – Lecchi studiò a Milano ma si formò a Parigi negli anni ’30 con Louis Daguerre. Purtroppo su di lui possediamo informazioni abbastanza frammentarie, emerse tra l’altro grazie a ricerche recentissime.

A metà degli anni ’40 dell’Ottocento, Lecchi presentò all’Accademia delle Scienze un apparecchio fotografico innovativo. Era privo di obiettivo, ma dotato di uno specchio periscopico in vetro ricoperto di stagnola amalgamata, capace di riflettere l’immagine sulla lastra ribaltandola. Il sistema consentiva una regolazione fine della messa a fuoco mediante il movimento coordinato della lastra e dello specchio, controllato da un indicatore graduato, pensato in particolare per la ritrattistica.

reportage di guerra Repubblica Romana 1849

Negli stessi anni Lecchi collaborò alla messa a punto del Diorama, lo spettacolo ideato da Daguerre, basato su grandi tele dipinte con parti trasparenti illuminate in modo variabile per creare effetti tridimensionali. Le sue peregrinazioni lo portarono in diverse città della Francia e dell’Italia per promuovere questa forma di intrattenimento visivo. Giusto perché è curioso dirlo, sappiate che nel 1864 risulta a Malta. Lo attesta un indirizzo apposto sul retro di una fotografia di Giuseppe Garibaldi durante una visita sull’isola.

Il primo reportage di guerra di Lecchi è una scoperta recente. Il nucleo fotografico, oggi conservato presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, è composto da 41 carte salate al bromuro di iodio. Sono tutte firmate e datate. Le immagini documentano altrettanti luoghi della città che, tra il 1848 e il 1849, furono teatro dei combattimenti contro le truppe francesi guidate dal generale Nicolas Charles Victor Oudinot, intervenute in difesa del potere temporale di papa Pio IX, su esplicita richiesta del pontefice alle potenze straniere.

reportage di guerra rovine di Roma

La maggior parte delle immagini fissa luoghi direttamente connessi alla difesa militare della Repubblica Romana. Altre invece si concentrano sul dopo, e documentano le “nuove rovine” di Roma, prodotte dai combattimenti dell’assedio. Lecchi realizzò il suo racconto fotografico con ogni probabilità già nel luglio del 1849, immediatamente dopo la fine delle ostilità.

reportage di guerra soldato francese Roma

Fino al 1997, infatti, si riteneva che il primo reportage fotografico di guerra fosse quello realizzato dall’inglese Roger Fenton durante la guerra di Crimea. Da quel momento in avanti, la fotografia divenne progressivamente il medium privilegiato per la rappresentazione dei conflitti armati, sebbene limitata alla documentazione dei luoghi dopo le battaglie, a causa dei lunghi tempi di posa richiesti dalle tecniche ottocentesche. Al contrario, la prima fotografia di una battaglia risale al 1870, ma se ci seguite da tempo, già lo sapete!