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Foto del giorno: i piccoli frantumatori di carbone della Pennsylvania

Foto del giorno: i piccoli frantumatori di carbone della Pennsylvania

Fotografia di Lewis Hine, South Pittston, Pennsylvania, USA, 1911. Un folto gruppo di piccoli frantumatori di carbone (in gergo Breaker Boys) posa per uno scatto fotografico all’interno dell’impianto industriale Ewen Breaker, proprietà della Pennsylvania Coal Company. La fotografia di Hine rende esplicita la condizione del lavoro minorile negli Stati Uniti del primo Novecento, ed è attraverso di essa che affronteremo il discorso da un punto di vista strettamente storico.

Foto del giorno: i piccoli frantumatori di carbone della Pennsylvania

Il tema del lavoro era molto caro a Lewis Hine. Uno che abbiamo imparato a conoscere grazie a opere fotografiche dall’impatto sociale impressionante. Ma quello del lavoro minorile, probabilmente, rappresentava un’accezione di maggiore interesse. Nei primi del XX secolo, Hine lasciò il suo lavoro di insegnante prendendo in mano una macchina fotografica e lavorando al servizio del National Child Labor Committee.

Per la commissione governativa documentò il lavoro minorile negli States. In qualità di sociologo, Hine fu uno dei primi a credere nel potere della fotografia. Quale è presto detto: quello documentare le condizioni di lavoro e contribuire ad un cambiamento, anche radicale, del medesimo. Forte di questa convinzione, viaggiò per il Paese. Visitò campi, fabbriche e miniere (a volte lavorando sotto copertura) così da scattare foto di bambini costretti a lavorare. Alcuni avevano compiuto da poco 4 anni d’età e già avevano il viso sporco di carbone.

piccoli frantumatori fotografia di Lewis Hine

Accostandoci alla fotografia in copertina, cosa sappiamo di questi piccoli frantumatori di carbone? L’etimologia del termine inglese già dice molto. Breaker Boys si riferisce a giovani lavoratori, spesso di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, impiegati per separare manualmente le impurità (come ardesia e roccia) dal carbone estratto. Sedevano per ore su assi di legno sopra scivoli o nastri trasportatori dove scorreva il carbone appena frantumato.

L’ambiente era saturo di polvere di antracite, così densa che Hine annotò come spesso “oscurasse la vista”. Questo portava precocemente a gravi malattie polmonari come la silicosi; la celeberrima malattia del “polmone nero”. Il lavoro era fisicamente estenuante e pericoloso. Per dirne una: i ragazzi rischiavano costantemente di perdere dita, o addirittura interi arti, negli ingranaggi dei macchinari.

piccoli frantumatori 1911 lavoro minorile

Nelle descrizioni di Hine relative alla Ewen Breaker, egli menziona spesso la presenza di un sorvegliante. Esso è descritto come una sorta di “schiavista” (dice proprio “slave-driver”), in posizione rialzata rispetto ai ragazzi, pronto a colpirli o prenderli a calci per mantenerli obbedienti e produttivi. Il dettaglio sottolinea la natura coercitiva e brutale del sistema industriale di inizio secolo.

Le fotografie di Hine in Pennsylvania furono decisive per sensibilizzare l’opinione pubblica americana. Sebbene le prime riforme – cito ad esempio il Keating-Owens Act del 1916 – furono inizialmente dichiarate incostituzionali, il lavoro di Hine gettò le basi per le protezioni federali introdotte definitivamente con il New Deal negli anni ’30.