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Foto del giorno: emigrare dalla Spagna franchista

Foto del giorno: emigrare dalla Spagna franchista

Fotografia di Manuel Ferrol, La Coruña, Spagna, 27 novembre 1957. Padre e figlio piangono a bordo della nave che li condurrà a Buenos Aires, Argentina. Lasciano la Spagna, abbandonano – forse per sempre – la loro casa, i loro ricordi, le radici. Sono i volti in lacrime di una nazione, o per per meglio dire, di una parte di nazione alla ricerca di un futuro in cui poter credere col sorriso e non più con l’animo in pena. Emigrare per sperare. Quello di Ferrol è lo spaccato visivo del fenomeno migratorio spagnolo concentratosi in tre decenni, dai primi anni ’50, fino alla fine degli anni ’70.

Foto del giorno: emigrare dalla Spagna franchista

La fotografia El Padre y el Hijo (Il padre e il figlio) fa parte di un più ampio reportage, intitolato Emigración. Manuel Ferrol lo portò a termine negli ultimi mesi del 1957 come incarico della Commissione cattolica per l’emigrazione. Su una molteplicità di scatti, quella del padre e del figlio pronti a salpare a bordo della Juan de Garay, direzione Sudamerica, è forse la più impattante.

Xan e Xurxo Calo sono i nomi di quel padre e di quel figlio. Identità precise e al contempo emblematiche di tante storie: che esse siano di ieri, di oggi, o di domani. Certamente è iconica di un’epoca in cui si era obbligati ad abbandonare tutto – casa, famiglia e affetti – pur di vivere nel segno della più elementare dignità. Noi italiani sappiamo benissimo di cosa si parla…

emigrare El Padre y el Hijo

Allontanandoci per un attimo dal significato più intimo della fotografia, cerchiamo di analizzare le cause intrinseche della suddetta. L’emigrazione economica spagnola tra gli anni ’50 e ’70 è stata un fenomeno di massa che ha trasformato radicalmente il volto della Spagna franchista. Il Paese iberico proprio in quegli anni stava passando da un’economia rurale e autarchica a una moderna e industrializzata. Un cambiamento affatto svincolato dalle negative implicazioni socio-economiche.

La partenza della famiglia dal porto di La Coruña in quel 1957 era il risultato diretto di un fallimento chiamato “autarchia“, un modello economico di autosufficienza che generò solamente stagnazione e povertà. Emigrare significava dunque scappare dallo strazio della miseria.

emigrare partenza da La Coruna

Prima del Piano di Stabilizzazione del 1959 (Plan de Estabilización de 1959), prodromico del celebre “Desarrollo” (“Sviluppo”), la Spagna di Franco navigava a vista in termini di programmazione economica, industriale e commerciale. E neppure dopo le riforme del ’59 si risolse il problema: la modernizzazione agricola e industriale lasciò senza lavoro milioni di braccianti, creando una massa di persone pronta a emigrare per necessità. Effetti collaterali che quindi non fermarono lo svuotamento demografico, finendo anzi per accentuarlo.

Il regime franchista smise di ostacolare le partenze e iniziò a regolarizzarle attraverso l’Istituto Nazionale di Emigrazione (INE), firmando accordi con i paesi europei in pieno boom economico. Il ragionamento valeva in prevalenza per la Germania Ovest, la Svizzera e la Francia. Da qui provennero le principali rimesse che diedero concretezza al miracolo economico. Ferrol tuttavia fotografò uomini e donne in partenza per il Sudamerica; cosa garantiva questa destinazione?

emigrare consolazione a bordo

La fine degli anni ’50 segnò l’ultima grande ondata migratoria spagnola verso l’America Latina. Chiamiamolo “periodo di transizione”, dato che si passò dai rifugiati politici del dopoguerra ai migranti economici in cerca di fortuna. Il Sudamerica d’altronde era visto come una terra di opportunità dove la lingua e la cultura comuni facilitavano l’integrazione.

Si faccia l’esempio del Venezuela, “terra promessa” di quell’epoca grazie al boom del petrolio. Migliaia di spagnoli (specialmente canari e galiziani) vi emigrarono per lavorare nell’industria estrattiva e nel commercio. Il Brasile per gli stessi motivi; poi l’Argentina, benché in declino rispetto all’inizio del secolo, rimaneva una meta storica per i ricongiungimenti familiari, consolidando la più grande comunità spagnola all’estero.