Storia Che Passione
Foto del giorno: 5 luglio 1980, Borg vs. McEnroe

Foto del giorno: 5 luglio 1980, Borg vs. McEnroe

Fotografia di Robert Dear, Wimbledon, Londra, Regno Unito, 5 luglio 1980. Björn Borg, inginocchiato sull’erba con le braccia appena abbassate e la racchetta ancora in mano, non sta solo celebrando un punto. Affatto! Il suo è uno sfogo, lo scarico istantaneo di una tensione accumulata in quasi quattro ore di battaglia, al termine di quella che molti storici dello sport considerano la più grande finale della storia del tennis. Negli annali agonistici è ricordata con lo stringato “Borg vs. McEnroe“, terminologia che nasconde una storia ben più ricca e corposa.

Foto del giorno: 5 luglio 1980, Borg vs. McEnroe

La sfida tra Björn Borg e John McEnroe rappresentava lo scontro perfetto tra due mondi opposti. Borg, svedese, glaciale, metodico, incarnava l’ideale di autocontrollo e disciplina. McEnroe, americano, geniale e imprevedibile, era l’antitesi. Emotivo, polemico, capace di esplosioni tecniche e verbali.

Già nel 1979 i due si erano affrontati in una memorabile finale a Wimbledon, vinta da Borg in quattro set. Ma nel 1980 la rivalità era ormai diventata epica, alimentata da stili di gioco, personalità e visioni del tennis radicalmente divergenti. La finale del 1980 durò 3 ore e 53 minuti. Borg vinse i primi due set (6-1, 7-5), dando l’impressione di avere il controllo totale dell’incontro. McEnroe reagì nel terzo (6-3), ma fu il quarto set a entrare nella storia.

Borg vs. McEnroe finale 1980

Nel tiebreak, Borg arrivò a sette match point, uno dopo l’altro. Ogni volta McEnroe riuscì a salvarsi, giocando colpi di una precisione e di un coraggio quasi irreali. Il tiebreak si concluse 18-16 per McEnroe, il più lungo mai disputato a Wimbledon fino a quel momento. Il Centre Court, tradizionalmente composto, esplose in un coinvolgimento emotivo raramente visto prima.

Nonostante il colpo psicologico subito, Borg non crollò. Nel quinto set, con una calma quasi sovrumana, tornò a imporre il proprio ritmo. Borg vs. McEnroe si concluse con un 8-6. Il sipario sull’incontro tennistico del secolo si chiuse con un passante. È subito dopo quel colpo che nasce la fotografia. Borg cade in ginocchio sull’erba, il corpo finalmente libero da un controllo che aveva mantenuto ferreo per tutta la partita. Il pubblico, visibile sullo sfondo, esplode in un’esultanza collettiva che rende l’immagine potentissima.

Borg vs. McEnroe Wimbledon

Con quella vittoria, Borg conquistò il suo quinto titolo consecutivo a Wimbledon. Ultimo atto di una striscia gloriosa iniziata nel 1976. Impresa che all’epoca sembrava destinata a rimanere irripetibile. Sembrava! Comunque entrò di diritto nella leggenda dello sport. Paradossalmente, quella vetta segnò anche l’inizio della fine. Appena due anni dopo, Borg si ritirò dal tennis professionistico. Aveva 26 anni. Lasciò un vuoto e un’aura mitica che ancora oggi circondano la sua carriera.

Lo scatto di Robert Dear è diventato una delle immagini simbolo dello sport del Novecento. Non mostra l’esplosione gioiosa tipica delle vittorie, ma un momento di collasso emotivo, in cui l’atleta appare vulnerabile, incredibile a dirsi: umano.