Torniamo per un attimo nella recente sezione della Necropoli Ostiense appena riscoperta a Roma. Perché qui gli archeologi stanno scoprendo via via sempre nuovi dettagli. Per esempio, in una delle tombe era presente una sepoltura romana con un chiodo nel petto. Ma cosa si sa di questo misterioso rituale funerario?
Un chiodo conficcato nel petto come parte di un rituale funerario.

Come sappiamo, la Necropoli Ostiense si è sviluppata a Roma del corso dei secoli, ampliandosi sempre di più. Qui, accanto a imponenti mausolei imperiali, troviamo tombe decorate e anche sepolture più semplici. Gli archeologi della Soprintendenza Speciale di Roma, esaminando le tombe a inumazione di epoca tardo-antica (sono quelle sepolture in cui i corpi dei defunti erano deposti direttamente sul terreno), ecco che hanno notato un dettaglio assai particolare.
Alcuni scheletri, infatti, erano disposti nella consueta posizione di sepoltura dell’epoca. E fin qui, niente di strano. Quello che invece era bizzarro era la presenza di un piccolo oggetto di ferro che, chiaramente, era stato collocato intenzionalmente nel bel mezzo del torace.

L’oggetto non apparteneva né alla bara né alla struttura della tomba. Sembrava proprio essere stato posto sul petto del defunto come parte di un rituale. Essendo che la cosa si ripeteva in più sepolture, i ricercatori hanno stabilito che il gesto era simbolico e non accidentale.
Contestualizzando il tutto nell’ambito della cultura rituale romana, all’epoca si pensava che i chiodi fissassero o stabilizzassero un event o una condizione. In un contesto funerario, forse, questo poteva segnalare che quel defunto era inequivocabilmente morto.

Secondo i ricercatori, poi, tale pratica poteva anche avere uno scopo apotropaico. Detto in soldoni: serviva per allontanare le forze del Male. Mettere un chiodo dentro o sopra una tomba serviva a proteggere il defunto da disturbatori di natura sovrannaturale. E contemporaneamente impediva ai defunti di tormentare i vivi.
Questa scoperta sottolinea ancora una volta come le usanze funerarie romane tendessero a fondere la religione ufficiale con le credenze popolari e la magia protettiva. Questo piccolo chiodo di ferro era un modo per i vivi di assicurarsi che il confine fra i vivi e i morti rimanesse invalicabile.




