Storia Che Passione
Accadde oggi: 6 gennaio

Accadde oggi: 6 gennaio

Almanacco del 6 gennaio, anno 1907: la pedagogista Maria Montessori apre la sua prima “Casa dei Bambini” nel quartiere San Lorenzo, a Roma. In un edificio modesto, collocato in una delle zone più povere e problematiche della capitale, prese forma un’esperienza destinata a rivoluzionare il modo di concepire l’infanzia, l’apprendimento e il ruolo stesso dell’educatore. Solo per queste esemplificative ragioni, la data del 6 gennaio è da segnare annualmente in rosso.

Accadde oggi: 6 gennaio

Quando la Casa dei Bambini aprì le sue porte, Maria Montessori non era una pedagogista propriamente detta. Calzava meglio il ruolo di “medica”, formatasi però nell’ambito della psichiatria e della neuropsichiatria infantile. Negli anni precedenti aveva lavorato con bambini definiti all’epoca “frenastenici” (aggettivo obsoleto usato in campo medico per indicare individui con deficit intellettivi profondi), sperimentando materiali e strategie educative ispirate alle ricerche di Jean-Marc-Gaspard Itard e Édouard Séguin.

I risultati ottenuti la condussero su convinzioni radicali per l’epoca. Montessori pensò “se bambini considerati inermi possono raggiungere livelli di apprendimento paragonabili a quelli dei coetanei normodotati, allora il problema non è il bambino, ma il metodo educativo”. La proverbiale luce fra le tenebre del pregiudizio.

6 gennaio Maria Montessori

Proprio questa riflessione la portò a interrogarsi sulla possibilità di applicare i principi sperimentati con l’educazione speciale anche ai bambini senza disabilità. L’occasione concreta giunse nel 1906, quando l’ingegnere Edoardo Talamo, presidente dell’Istituto Romano dei Beni Stabili, la coinvolse in un progetto di riqualificazione urbana del quartiere di San Lorenzo. L’idea di Talamo era alquanto pragmatica. Si volle creare un asilo interno agli edifici popolari per sottrarre i bambini più piccoli all’abbandono e al degrado.

All’apertura, la Casa dei Bambini non appariva ancora come una rottura radicale con la scuola tradizionale. Tuttavia, nel giro di pochi mesi, l’osservazione attenta dei bambini trasformò profondamente l’esperienza. Montessori iniziò a seguire i comportamenti spontanei dei piccoli, anziché imporre programmi o ritmi prestabiliti. Non è un dettaglio da poco, perché progressivamente l’ambiente educativo fu ripensato. Talvolta in modo integrale. Quindi si installarono mobili leggeri e di dimensioni ridotte, facilmente maneggiabili dai bambini. Il gruppo introdusse materiali sensoriali progettati per favorire l’autocorrezione. Da sottolineare la totale assenza di punizioni, così come di premi. Infine si diede tanta centralità all’autonomia e alla libera scelta dell’attività.

6 gennaio cortile Casa dei Bambini 1907

Il punto di svolta fu la scoperta di quella che Montessori avrebbe chiamato “disciplina interiore”. Cosa significa è presto detto. Bambini lasciati liberi di scegliere e ripetere le attività sviluppavano concentrazione, ordine e autocontrollo, senza bisogno di interventi coercitivi dell’adulto. E allora cambia la prospettiva, dato che la Casa dei Bambini smette di essere il prodotto di un metodo già definito, ma l’officina in cui il metodo prende vita. Una grande verità che circola quando si parla dell’esperienza cominciata il 6 gennaio 1907 è che:

“Non fu il Metodo Montessori a creare la Casa dei Bambini, ma la Casa dei Bambini a generare il Metodo Montessori”.

Il 1909 rappresenta l’anno in cui l’esperienza di San Lorenzo si consolidò e divenne patrimonio pubblico. Montessori pubblicò infatti Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, opera che sistematizzava teoricamente quanto sperimentato sul campo. Il testo ebbe un successo immediato e internazionale. In pochi anni venne tradotto in numerose lingue e attirò a Roma educatori, studiosi e riformatori da tutto il mondo.

6 gennaio Metodo Montessori

Con quella pubblicazione, l’esperimento di San Lorenzo cessava di essere un episodio locale e diventava un modello educativo globale. Montessori vi rivendicava un approccio scientifico fondato sull’osservazione, sull’ambiente e sulla libertà del bambino, ribaltando l’idea tradizionale dell’insegnamento come trasmissione dall’alto di saperi precostituiti.

Attenzione però, perché il significato storico della Casa dei Bambini va oltre la dimensione educativa. San Lorenzo, fino ad allora percepito come “ghetto” abitativo degradato, divenne improvvisamente un laboratorio internazionale di innovazione pedagogica. Da quel piccolo edificio in Via dei Marsi 58 sarebbe partito un movimento destinato a diffondersi in ogni continente. Oggi si contano circa 60.000 scuole Montessori nel mondo, ma l’origine di questa espansione globale resta indissolubilmente legata a Roma.

6 gennaio celebrazione centenario Casa dei Bambini

Non è secondario che quella prima Casa dei Bambini sia ancora oggi una scuola attiva, testimonianza concreta della continuità storica di un’esperienza nata oltre un secolo fa. La scelta del 6 gennaio, giorno dell’Epifania, assume così un valore simbolico profondo. Mi permetto di dire che fu una vera “rivelazione” non solo per i bambini, ma per l’intera pedagogia moderna.