Storia Che Passione
Accadde oggi: 4 gennaio

Accadde oggi: 4 gennaio

Almanacco del 4 gennaio, anno 1809: nasce a Coupvray, nell’Île-de-France, l’inventore Louis Braille, ideatore dell’omonimo codice per non vedenti. Uno sfortunato incidente lo colse da bambino, costringendolo alla cecità. Non si diede per vinto, e anzi divenne un ottimo studente nella capitale Parigi. Lavorando sulla base di un’invenzione militare, elaborò un codice tattile con cui tutte le persone cieche potessero scrivere e leggere agevolmente. Una rivoluzione ottocentesca spesso passata in sordina, ma oggi, 4 gennaio, viene ricordata in un’apposita giornata mondiale.

Accadde oggi: 4 gennaio

In un 4 gennaio, ma di oltre due secoli fa, nacque Louis Braille, in un paesino ad est di Parigi. Venne al mondo in una famiglia i quali membri, tanto i genitori quanto i fratelli, potevano dirsi già avviati nell’età adulta. Il padre gestiva una selleria, e all’interno della bottega paterna Louis cadde vittima di un brutto imprevisto. Nel 1812 il bambino di 3 anni, volendo imitare il padre, prese a giocare con un punteruolo. L’oggetto gli scivolò dalle mani e lo ferì all’occhio destro. La lacerazione infettò, intaccando anche l’occhio sinistro. Morale della storia: a soli 5 anni Louis era completamente cieco.

Nonostante l’ostacolo apparentemente insormontabile, il ragazzino dimostrò una determinazione rara. A scuola era costretto ad assimilare le nozioni oralmente, non potendo fare altrimenti. L’abate locale notò l’acume del giovane e decise di sostenerlo nella prosecuzione degli studi a Parigi. Aveva sentito parlare di un istituto speciale per ciechi, dove veniva impartita una buona istruzione e insegnato loro un mestiere. Così la famiglia Braille, con la buona parola dell’abate e i soldi di un nobile filantropo di Coupvray, mandò nel 1818 Louis a studiare nella capitale del restaurato Regno di Francia.

4 gennaio Louis Braille

Direttore dell’istituto era tale Valentin Haüy, studioso da sempre sensibile alla condizione sociale dei non vedenti parigini. Fu lui a fondare la scuola nel 1786, sviluppando un metodo d’insegnamento innovativo per l’epoca. Nell’atto pratico, stampava le lettere dell’alfabeto singolarmente, ponendole in rilievo su dei fogli di carta, e insegnando la lettura delle stesse agli alunni. Il metodo però non garantiva l’apprendimento della scrittura. Braille ovviamente apprese in questo modo i rudimenti della lettura, e grazie ad una formidabile memoria si elevò all’interno dell’istituto in qualità di “allievo ripetitore”. Aveva quindi l’incarico di ripetere alla classe alcune lezioni impartite dall’insegnante in privato. Una sorta di assistente/supplente.

Anno della svolta fu il 1821. Alle porte della scuola per ciechi di Parigi si presentò un tale di nome Charles Barbier, ufficiale dell’esercito francese. Il graduato aveva sviluppato un sistema di trasmissione degli ordini in assenza di parola. Anche nota come “scrittura notturna“, essa serviva a fornire indicazioni di carattere operativo senza fare rumore e dunque senza rivelare la posizione all’eventuale nemico. La scrittura notturna si serviva di parole stampate in rilievo. Queste parole altro non erano che una sequenza logica di linee e punti. Vi ricorda qualcosa?

4 gennaio sistema Braille

L’idea di Barbier circolò nella scuola, ma gli alunni la trovarono, almeno inizialmente, un po’ troppo complessa e a tratti illeggibile (mancavano maiuscole e segni di punteggiatura). Louis Braille ci vide del potenziale; si adoperò col fine di perfezionare la tecnica. Prese il codice e ne fece la colonna portante sul quale poggiare il suo nuovo alfabeto, un alfabeto leggibile tramite l’uso delle dita con rapidità e immediatezza.

Per la fonetica base, il codice Braille richiedeva solo sei punti in rilievo (quello di Barbier ne usava dodici). La prima versione divenne pubblica nel 1829; una seconda, rivisitata e spogliata dei trattini, troppo complicati da leggere, uscì nel 1837. Il supporto materiale di Braille prevedeva un foglio di metallo o legno perforato come se fosse una sagoma con piccoli quadrati contenenti ciascuno sei punti. Poi si poneva un foglio di carta tra le due lamine, segnando i punti di rilievo con una stilo. Il risultato era quello che bene o male conosciamo oggi: una calligrafia ottimale che la persona non vedente poteva toccare con le mani.

Il metodo che oggi porta il suo nome ci mise un po’ di tempo a imporsi. Ci furono scuole che lo guardarono con sospetto, non credendo nelle sue potenzialità. Addirittura alcuni istituti lo ritennero controproducente, giungendo al bando dello stesso! Forse il segreto per la diffusione del metodo Braille fu proprio questo: per il classico meccanismo che invoglia le persone ad avvalersi del proibito, le persone non vedenti utilizzarono il codice segretamente, apprezzandone soprattutto l’immediatezza.

4 gennaio giornata mondiale Braille

Louis Braille divenne insegnante ma non visse abbastanza per osservare il successo della sua creatura. La tubercolosi se lo portò via il 6 gennaio 1852. Neppure due anni dopo e l’istituto a cui aveva dedicato la vita adottò il Braille. Da lì fu un percorso in discesa. Si diffuse alla fine dell’Ottocento in tutto il mondo francofono, e nel XX secolo si affermò universalmente. Il 4 gennaio, giorno in cui nacque l’inventore, è oggi la data in cui si celebra la giornata mondiale del Braille.