Storia Che Passione
accadde oggi: 20 febbraio

Accadde oggi: 20 febbraio

Almanacco del 20 febbraio, anno 1751: nell’undicesimo anno del pontificato di Benedetto XIV, quest’ultimo emana l’enciclica Elapso proxime anno. L’enciclica è da considerarsi una soluzione pratica, un’intervento chiarificatore in materia di asilo e protezione, fornita dai e nei luoghi santi e di culto. In sostanza una disposizione indirizzata al Santo Uffizio dell’Inquisizione, che si soffermava sul delitto d’Eresia. L’enciclica fa riferimento a una Costituzione emanata nel marzo dell’anno precedente sopra l’immunità locale delle Chiese.

accadde oggi: 20 febbraio

Benedetto XIV, al secolo Prospero Lambertini, aveva dimostrato sin dall’inizio della sua carriera ecclesiastica il suo interesse per l’intricata legislazione post-tridentina. I primi anni del suo pontificato sono contraddistinti dalla volontà di rinvigorire le strutture ecclesiastiche e incrementare l’attività missionaria. Diede vita a un efficiente sistema concordatario: nella preminenza di interessi religiosi più che a preoccupazioni istituzionali.

In conformità alle costituzioni dei suoi predecessori, Gregorio XIV, Benedetto XIII, Clemente XII, ed eliminati alcuni cavilli si stabiliva indiscusso, il diritto di estrazione dei rei rifugiati o rei. Qualunque colpevole, presunto tale per abbondanza di indizi, eccettuato in luogo immune ne doveva essere estratto: ma in quali circostanze?

20 febbraio, papa Benedetto XIV e Valente Gonzaga

L’estrazione doveva avvenire previo consenso del Vescovo e con l’intervento di una persona designata da lui stesso. Esisteva una gerarchia chiara nella dispensa dell’indulto: un vescovo o solo un suo superiore poteva intervenire, e in assenza, la competenza passava al vescovo viciniore.

A essere oggetto di maggiore attenzione nell’Enciclica del 20 febbraio era il delitto d’eresia. Nel caso eccettuato, il reo non gode del diritto d’asilo nella Chiesa, in conformità alla costituzione di Gregorio XIV. Il tema doveva essere affrontato in risposta a un dubbio sollevato nella Congregazione della Santa Inquisizione, sul modo in cui si dovesse effettuare l’estrazione di questi soggetti. Gli eretici, o gli ebrei convertitisi alla fede cattolica e caduti successivamente in apostasia, devono essere immediati estratti dall’Inquisitore. In tal caso non vengono forniti indizi al vescovo, ma nel rispetto della sua autorità, prima o dopo la cattura, si da notizia dell’operazione.

20 febbraio, Inquisizione in Sicilia

In altri casi, per altri delitti diversi da quello d’eresia, l’Enciclica dichiara che i presunti rei debbano godere dell’immunità, ed è indispensabile comunicare al vescovo gli indizi sufficienti alla tortura e per ottenere il permesso alla custodia. I casi in questione riguardano coloro che fuggono dalle carceri o dalle galere e altri luoghi di relegazione, e per i rei non eccettuati. L’indulto per l’estrazione dei non eccettuati poteva proveniva dal vescovo o in assenza dalla Sede Apostolica.