Storia Che Passione
Accadde oggi: 15 marzo

Accadde oggi: 15 marzo

Almanacco del 15 marzo, anno 493: durante un banchetto a Ravenna, Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, assassina Odoacre, patrizio d’Occidente, autoproclamatosi augusto e comandante de facto della diocesi d’Italia. Nel concreto il 15 marzo del 493 cessò la guerra tra gli Ostrogoti e le forze dello stesso re delle genti germaniche nella penisola. Fu quindi l’inizio del dominio ostrogoto in Italia, il quale a sua volta terminerà alla metà del VI secolo con l’esaurirsi delle guerre greco-gotiche.

Accadde oggi: 15 marzo

Dopo aver deposto Romolo Augustolo nel 476, Odoacre aveva governato l’Italia per quasi 17 anni, mantenendo formalmente un legame di subordinazione all’imperatore d’Oriente Zenone. A volerla dire tutta, il suo potere in quel lungo arco di tempo si era progressivamente consolidato. Aveva sconfitto i Rugi oltre il Danubio, occupato la Dalmazia e dimostrato una capacità militare e politica che iniziava a preoccupare Costantinopoli. Il sospetto di contatti con il ribelle Illo compromise definitivamente i rapporti con Zenone, che nel 488 affidò a Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, il compito di invadere l’Italia e rimuoverlo.

Teodorico non se lo fece ripetere due volte. La sua campagna militare fu rapida e, perché no, brutale. Nel 489 Odoacre fu sconfitto sull’Isonzo e poi a Verona; nel 490 subì un’ulteriore disfatta presso l’Adda. Ripiegò allora su Ravenna, città formidabile dal punto di vista difensivo, circondata com’era da paludi, protetta da canali e facilmente rifornibile via mare. Inespugnabile era un aggettivo che calzava bene alla futura capitale dell’Esarcato.

15 marzo mappa regno di Odoacre

L’assedio durò 3 anni. Durante questo periodo la guerra conobbe fasi alterne, tradimenti (come quello del generale Tufa), interventi esterni (i Burgundi in Liguria, i Vandali in Sicilia) e momenti di grave difficoltà per entrambe le parti. Col tempo, tuttavia, la posizione di Odoacre si fece sempre più fragile. Il blocco navale ostrogoto, organizzato nel 492, ridusse le possibilità di rifornimento di Ravenna. Una sortita notturna nel luglio 491 si concluse con un fallimento sanguinoso e la perdita di uomini scelti. Alla fine, stremate entrambe le fazioni, si giunse a una trattativa mediata dal vescovo di Ravenna, Giovanni.

L’accordo, raggiunto nel febbraio 493, prevedeva una soluzione apparentemente conciliatoria: Odoacre e Teodorico avrebbero governato insieme l’Italia. La diarchia appariva a entrambi come una formula di compromesso, forse necessaria per evitare ulteriori devastazioni, ma intrinsecamente instabile. Il 5 marzo 493 Teodorico fece il suo ingresso a Ravenna. Dieci giorni dopo, il 15 marzo, invitò Odoacre a un banchetto a palazzo per celebrare la pace. Fu lì che si consumò il tradimento.

15 marzo Odoacre e Teodorico

Secondo le fonti, mentre i due sovrani banchettavano, una congiura contro Odoacre avrebbe dovuto essere messa in atto dai sostenitori di Teodorico. Fallito il piano, il re ostrogoto intervenne personalmente. Si avvicinò a Odoacre e lo colpì con la spada alla clavicola, infliggendogli un fendente così violento che, così si racconta, la lama quasi lo attraversò.

Alla domanda del morente, «Dov’è Dio?», Teodorico avrebbe risposto: «Così hai fatto ai miei amici», alludendo all’uccisione del re dei Rugi Feleteo e della moglie Giso, fatta eseguire da Odoacre anni prima. In questa prospettiva, l’assassinio veniva presentato come vendetta e giustizia secondo un codice germanico dell’onore, più che come semplice eliminazione politica.

15 marzo giostra Odoacre morte

Si passò prestissimo alla repressione e all’eliminazione di ogni alleato, presunto o meno, del rex Odoacre. I principali sostenitori di quest’ultimo sparirono o vennero fatti sparire; dipende dai punti di vista. Uccisero la moglie Sunigilda, il fratello Onoulfo. Il figlio Thela tentò la via dell’esilio, salvo incappare nella giustizia ostrogota non appena tentò di rientrare dalla proverbiale finestra.

Con la morte di Odoacre si chiudeva una fase cruciale della storia peninsulare. Il suo regno, pur nato da un atto di forza contro l’ultimo imperatore occidentale, aveva cercato una continuità amministrativa con il sistema romano, mantenendo il Senato e collaborando con l’élite italica. Teodorico, dal canto suo, seppe poi costruire un regno che combinava autorità gotica e tradizione romana, ma il gesto del 15 marzo 493 rimane un atto fondativo segnato dal sangue. L’uccisione di Odoacre si risolse nella consacrazione del dominio ostrogoto in Italia e rappresentò uno degli episodi più emblematici della trasformazione del mondo romano in regni romano-barbarici.