Storia Che Passione
Accadde oggi: 1° febbraio

Accadde oggi: 1° febbraio

Almanacco del 1° febbraio, anno 1713: ha luogo in Moldavia la cosiddetta “scaramuccia di Bender”, curioso episodio storico del primo quarto di Settecento che vide coinvolti gli alti dignitari dell’Impero ottomano e quelli che, almeno sulla carta, dovevano essere degli alleati in tempo di guerra, ovvero i rifugiati svedesi al seguito di re Carlo XII. In poche il 1° febbraio del 1713 i turchi tentarono di far sloggiare gli svedesi dalla fortezza strategica di Bender (in italiano nota anche come Tighina) dopo aver compreso quanto sconveniente e gravoso fosse il loro sostentamento. Il tentativo, rocambolesco e a tratti bizzarro, ebbe successo.

Accadde oggi: 1° febbraio

La scaramuccia di Bender – nota in Svezia come Kalabaliken i Bender, prestito dal turco kalabalık, traducibile come “folla” – è di per sé un evento marginale, soprattutto se messo in correlazione al ben più grande svolgimento della Grande guerra del Nord. Il conflitto che occupò i primi 21 anni del XVIII secolo, e che non sempre gode del risalto che invece meriterebbe, fu centrale nella storia europea visti i suoi risvolti finali. Decretò la definitiva ascesa sullo scacchiere continentale della Russia sotto lo zar Pietro il Grande e, conseguenzialmente, il declino della Svezia, sino ad allora regina del Mar Baltico e voce grossa nelle questioni nord europee.

Ma se la Grande guerra del Nord fu combattuta dalla potenza scandinava, sotto la guida del suo valoroso sovrano, re Carlo XII, contro una coalizione di Stati interessati all’egemonia nel quadrante settentrionale (Russia in primis, ma anche Polonia-Lituania, Danimarca e Sassonia), cosa c’entrava esattamente l’Impero ottomano?

1° febbraio mappa Grande guerra del Nord

Alla domanda si può rispondere in diversi modi; io sceglierò la via più semplice e diretta. È il 1709 e i russi infliggono una sonora batosta agli svedesi in quel di Poltava, oggi in Ucraina centrale, al tempo territorio dello zar. Re Carlo XII e all’incirca 1.500 uomini, sopravvissuti per miracolo al macello di Poltava, scappano per avere salva la pelle. Si dirigono a sud, addentrandosi in un’area geograficamente collocata fra i monti Carpazi e il fiume Dnestr. Era il Principato di Moldavia, entità regionale tributaria degli ottomani.

Il sultano Ahmed III non solo accettò di accogliere sotto la sua protezione gli svedesi, ma arrivò ad incrociare le armi con i russi per questo motivo. Tutto ciò in barba ai consigli dei Gran Visir, ai quali l’ospitalità concessa ai nobili “adoratori di Gesù” non andava giù. Per diversi mesi, dal 1710 al 1711, infuriò la guerra russo-turca. Promossa pubblicamente dal monarca svedese ospitato alla corte del sultano e condotta dagli ottomani con una certa dose di coraggio. Alla fine la spuntò la Sublime Porta, dimostrando di essere in grado, nonostante la parabola discendente, di poter dare ancora qualche colpo di coda. Eppure a Costantinopoli più di qualcuno brontolava…

1° febbraio scaramuccia di Bender

Mantenere il seguito scandinavo si rivelò quantomai oneroso, e col passare degli anni re Carlo si mostrò reticente nel tornare in patria. Anzi, il sovrano manipolò la corte, convincendo i turchi a scendere nuovamente in battaglia contro l’Impero russo. Ciò nel 1713. La brevissima contesa non portò a nulla, se non alla conferma di quanto stabilito due anni prima. Ahmed III si convinse finalmente a scacciare gli svedesi – i quali dal 1711 occupavano la fortezza di Bender, a nord-est – e, di fatto, a porre fine all’ospitalità concessa sino a quel momento.

Verso gli ultimi giorni del gennaio 1713, una forza d’assedio ottomana raggiunse la città di Bender, in Moldavia. I turchi prima intimarono a re Carlo di fare i bagagli. Ascoltato il rifiuto di quest’ultimo, iniziarono con l’assedio. Il 1° febbraio, dopo infruttuosi assalti, cominciarono con i colpi d’artiglieria e con le frecce infuocate. La tattica risultò decisiva, poiché costrinse gli svedesi alla resa, oltre che alla cattura.

1° febbraio re Carlo XII

Carlo rimase prigioniero per pochi mesi. Quando si diffuse la voce dell’importante vittoria svedese nella battaglia di Gadebusch – sì, perché nel mentre la guerra proseguiva, con o senza il sovrano – il re pianificò il suo ritorno in Svezia. Erano passati cinque anni dalla sua partenza. Vi avrebbe fatto ritorno, ma solo per poco tempo. Già nel 1718 lo si vide impegnato nell’invasione della Norvegia. Durante la stessa, un proiettile vagante lo uccise mentre ispezionava le truppe a Fredriksten. La dinamica poco chiara della sua morte generò un giallo che, a distanza di secoli, resta irrisolto. Ma questa è un’altra storia.