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L’Isola del Diavolo esiste e si trova nella Guyana Francese

Non fatevi ingannare dalle immagini. Quella che vedete nelle foto è la famigerata Isola del Diavolo: non un paradiso tropicale, bensì la sede di un penitenziario disumano. E sì, se volete potete andare a visitare la suddetta prigione visto che oggi è una meta turistica.

Il penitenziario dell’Isola del Diavolo

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Crediti foto: @Bibliothèque Historique de la Ville de Paris, Fond Dreyufs, CC0, via Wikimedia Commons

L’Isola del Diavolo si trova nella Guyana Francese. In origine probabilmente era un paradiso tropicale, con quelle palme, la spiaggia, il mare… Solo che nel 1852 l’imperatore Napoleone III ebbe la bella idea di trasformare l’isola in una colonia penale.

Costruì qui il penitenziario che ancora oggi si può vedere, inviando migliaia di prigionieri. Il carcere aveva una fama sinistra, vuoi per i trattamenti disumani e le violenze inflitte dai carcerieri ai prigionieri, vuoi per le condizioni di vita pessime, vuoi per le malattie tropicali che falcidiavano i detenuti.

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Crediti foto: @Jeorgiaobrien, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Uno dei prigionieri più illustri fu Alfred Dreyfus, ufficiale dell’esercito francese. Condannato ingiustamente all’ergastolo sull’Isola del Diavolo per tradimento nel 1895, ecco che nel 1906 lo scagionarono. Vista la notorietà del prigioniero e la sensazionalità del suo caso, ecco che le brutali condizioni dell’Isola del Diavolo vennero a conoscenza del pubblico.

Ma non solo: l’aver scoperchiato questo vaso di Pandora è strettamente collegato al perché fallirono gli innumerevoli tentativi di estradare Eddie Guerin, rapinatore di banche seriale che aveva cercato rifugio nel Regno Unito dopo essere rocambolescamente fuggito dall’isola in un tronco d’albero cavo. Un degno compagno del Conte di Montecristo, non c’è che dire.

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Crediti foto: @Gfievet , CC BY-SA 4.0 , tramite Wikimedia Commons

Guerin fu lapidario sulla questione. Certo, era colpevole, ma, così come sottolineato anche da altre persone, disse che “qualunque cosa avessi fatto, non era abbastanza grave da condannarmi a una fossa avvelenata dove gli uomini marcivano e non si sapeva più nulla di loro per sempre”.

Pensate che la prigione rimase attiva fino al 1953, anno in cui il governo francese si decise a chiudere il penitenziario. Che è ancora lì in piedi, con le sue celle abbandonate spesso visitate dai turisti.