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Anche la Francia ha la sua Ustica: la storia dell'incidente aereo di Antibes

Anche la Francia ha la sua Ustica: la storia dell’incidente aereo di Antibes

Nonostante la vicinanza geografica e culturale, la Francia delle volte sembra essere un paese “lontano” per alcune delle sue più radicate dinamiche sociali e politiche. Spesso eventi che accadono al di là delle Alpi, e che in qualche modo potrebbero attirare la nostra attenzione, finiscono invece per cadere nel silenzioso oblio della memoria, almeno per chi parla e osserva dallo Stivale. Un esempio lampante di ciò che sostengo proviene dall’incidente aereo di Antibes, meglio noto come incidente del volo Air France 1611. Esso fu un disastro aereo occorso a un volo di linea che l’11 settembre 1968 partì dalla Corsica senza mai raggiungere la sua destinazione, ovvero Nizza. Si schiantò prima, causando la morte di tutte le persone a bordo: 95 vittime. Ma se qualcuno si è spinto a definirla l’Ustica di Francia, beh, un motivo ci dovrà pur essere…

Anche la Francia ha la sua Ustica: la storia dell'incidente aereo di Antibes

Fu lo svolgersi dell’incidente aereo di Antibes a destare tanti, tantissimi dubbi, e a sollevare ipotesi ben più sciagurate della classica e fatale avaria di bordo. Non aiutò neppure il contesto storico in cui il disastro dell’11 settembre 1968 avvenne. In Francia, come altrove in Europa, i sommovimenti di massa del Sessantotto ebbero una risonanza eccezionalmente grande. Di fronte a brutti episodi di cronaca, potenzialmente dei vettori di destabilizzazione governativa, lo Stato rispondeva con il silenzio, se non quando con resistenze ufficiali pur di non far emergere verità scomode. La domanda che ancora oggi tutti si pongono è la seguente: l’atteggiamento del governo francese fu il medesimo per la tragedia del volo Air France 1611?

incidente aereo di Antibes volo Air France 1611

E se qualcosa fin qui non vi torna, è perché ho volontariamente ritardato la presentazione di un elemento narrativo, o meglio, di un’ipotesi fondamentale, in grado di spiegare da sola la gravità dell’incidente. Alcune voci, anche di un certo peso istituzionale e politico, imputarono ad un missile terra-aria l’abbattimento dell’aereo Sud-Aviation SE-210 Caravelle III, sul quale viaggiavano 95 occupanti (89 passeggeri, 6 dell’equipaggio). Fra questi vi era il generale René Cogny, membro della resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale. Ok un missile, ma partito da dove? E per quale motivo?

incidente aereo di Antibes generale francese

Impossibile capirlo senza ripercorrere gli ultimi momenti prima della tragedia. Il Caravelle si levò in aria dall’aeroporto di Ajaccio, in Corsica; destinazione previsa era Nizza. Il velivolo non era dei più nuovi, ecco. Prima di quel disgraziato 11 settembre ’68, aveva accumulato qualcosa come 1.001 ore di volo ed eseguito 579 atterraggi. A muoverlo erano due vecchi motori Rolls-Royce Avon 527B.

Passato tranquillamente ai controlli di rito in Corsica, il comandante dell’aereo segnalò delle criticità a 2 km d’altitudine. Accadde durante la lenta discesa verso Nizza, al largo della Costa Azzurra. Agli addetti della torre radio di Nizza si gelò il sangue quando udirono «On a… des ennuis», traducibile in «Siamo nei guai!». A quel punto si comprese come a bordo del Caravelle fosse scoppiato un incendio. Il comandante fece in tempo a dire che se fosse continuato così, l’aereo si sarebbe schiantato. Pochi minuti dopo il volo Air France 1611 scomparve dai radar del traffico aereo.

incidente aereo di Antibes tragitto di volo

Si schiantò in mare, a sud di Capo Antibes, inabissandosi per sempre. I soccorsi partirono nell’immediatezza e non ci misero molto tempo a rinvenire ciò che restava dell’aereo. Per le inchieste vennero racimolati 8 tonnellate di detriti rimasti in superficie. Da questi si evinse la causa dell’incidente aereo di Antibes: un incendio partito a poppa, sul lato destro, dove si trovava uno dei motori esterni. Quest’ultimo poté rappresentare una fonte di calore appetibile per un missile a guida infrarossa, i quali notoriamente sfruttano le emissioni termiche di un bersaglio per inseguirlo e colpirlo.

Un anno dopo il disastro, il ministro della Difesa Michel Debré dichiarò che l’11 settembre del ’68 “non erano in corso esercitazioni militari” sull’Isola di Levante. Piccola specifica: l’isola al largo di Tolone è sede di una base missilistica dell’esercito francese. Alcuni testimoni raccontarono una versione leggermente differente da quella del ministro Debré, asserendo come le esercitazioni fossero in corso, ma come avessero cessato di esserlo quando seppero dell’aereo civile scomparso dai radar.

incidente aereo di Antibes Costa Azzurra

Il mistero si infittì successivamente. Un tecnico dell’Office de Radiodiffusion-Télévision Française, dopo aver assistito al sequestro di una banda sonora del Caravelle da parte dell’esercito, disse la sua: quella banda avrebbe dimostrato la colpevolezza delle forze armate transalpine. L’inchiesta venne riaperta a tal riguardo. Dunque secondo questa teoria del missile, la colpa sarebbe ricaduta su un missile antiaereo lanciato per errore dall’esercito francese dall’Isola di Levante. Per queste ragioni, nel 2006 le famiglie delle vittime presentarono una petizione al Ministero della Difesa francese accusandolo di omicidio di massa.

incidente aereo di Antibes dolore famiglie

Ulteriori risvolti rafforzarono questa tragica e grottesca tesi. Nel 2011 l’ex segretario militare Michel Laty disse in un’intervista televisiva come un missile deviato dalla traiettoria avesse abbattuto il Caravelle. Ad oggi l’ipotesi è molto seria, ma difficile da corroborare con altre prove. Le somiglianze tra l’incidente aereo di Antibes e la strage di Ustica sono sotto gli occhi di tutti. Il fattore comune è il dolore dei familiari, i quali da decenni cercano solo ed esclusivamente la verità fattuale. Di recente il presidente Emmanuel Macron ha promesso la desecretazione di alcuni documenti d’archivio classificati come “secret-défense”. In essi sono contenute informazioni sensibili sulla guerra d’Algeria e sul disastro dell’Air France 1611.