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peggior lavoro seconda guerra mondiale

Foto del giorno: il peggior lavoro durante la Seconda guerra mondiale

Fotografia ufficiale della Royal Air Force, fra il 1942 e il 1945, Birmania. Nello scatto fotografico potete vedere il Sergente Maggiore Kent R. West mentre entra nella torretta sferica da mitragliere del suo aereo da combattimento, forse il peggior lavoro in assoluto durante la Seconda guerra mondiale.

Mitragliere da torretta sferica: forse il peggior lavoro della Seconda Guerra Mondiale

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Crediti foto: @Royal Air Force official photographer, Public domain, via Wikimedia Commons

Se vi state chiedendo cosa sia quella sfera tonda sotto la carlinga di quell’aereo da combattimento, è presto detto: uno dei peggiori posti dove trovarsi durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella foto, infatti, il sergente maggiore Kent R. West, infatti, si sta infilando, incastrandosi un po’ a fatica nel limitato spazio a sua disposizione, nella sua postazione da mitragliere.

Quella, infatti, è una torretta sferica da mitragliere, struttura che si trovava sotto la “pancia” di alcuni aerei da combattimento durante la Seconda Guerra Mondiale. In particolare, quella che vedete è una torretta sferica di un B-24 della RAF, usata in Birmania, probabilmente appartenente al 358° Squadrone. Tuttavia dal dicembre del 1944 in poi lo squadrone iniziò a utilizzare il Liberator Mk Vi.

Durante la Seconda Guerra Mondiale diverse postazioni mettevano a rischio la vita dei soldati. Uno dei posti peggiori dove stare era però di sicuro quello del mitragliere delle torrette sferiche. Come potete ben immaginare, la torretta sferica era l’epitome della definizione di pericolo: piccola, stretta, poco spazio di manovra, con praticamente inesistenti possibilità di fuga e con visibilità ridotta. Non ci va un esperto di tattiche militari per capire che volare in una palla di vetro e acciaio appesa sotto la pancia di un aereo da guerra durante un blitz, non era certo la cosa più sicura da fare. Ma chi ebbe la geniale idea di creare una struttura del genere?

La torretta sferica da mitragliere fu inizialmente ideate da due aziende diverse, la Emerson Electric e la Sperry Corporation. In origine questa torretta era stata aggiunta ai Boeing B-17 Flying Fortress e al Consolidated B-24 Liberator. Tuttavia questa attrezzatura era equipaggiata anche sui PB4Y-1 Liberator e sui Consolidated B-32 Dominator.

Queste torrette avevano un diametro di 1,2 metri. Ma a dispetto delle loro dimensioni risicate, erano assai potenti. Il motivo per cui erano così piccole, derivava da un questione aerodinamica: riducevano la resistenza in volo. La torretta era circondata da piastre corazzate che, in teoria, dovevano proteggere lei e il suo occupante dalle azione nemiche.

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Crediti foto: @Royal Air Force official photographer, Public domain, via Wikimedia Commons

Solo che la sua posizione la rendeva particolarmente vulnerabile in caso di abbattimento dell’aereo. Ciascuna torretta era equipaggiata con due mitragliatrici Browning AN/M2 calibro.50, con mirino ottico Sperry e due contenitori per munizioni da 250 colpi ciascuno.

La torretta poteva ruotare di 360 gradi, permettendo al mitragliere di individuare i bersagli e mantenerli fissi, indipendentemente dalla loro posizione. E sì, lo sappiamo a cosa state pensando: assomiglia terribilmente alle torrette da mitragliere del Millenium Falcon. Ma supponiamo che da qualche parte George Lucas abbia pur preso l’ispirazione.

Ma torniamo alla nostra torretta. A causa degli spazi ridotti della torretta, il sistema di maniglie delle Browning era alquanto difficile da manovrare. Per ovviare a tale problema, idearono un sistema di carrucole per facilitarne l’uso.

Il design delle torrette non era però sempre uguale, c’erano differenze a seconda del velivolo sulle quali erano innestate. Per esempio, il tipico carrello d’atterraggio del B-17 richiedeva un supporto non retrattile, mentre il carrello d’atterraggio del B-24 richiedeva l’installazione di un supporto retrattile verticale. Il che tornava utile per impedire alla torretta di colpire il terreno durante decolli e atterraggi instabili.

Per quanto riguarda la scelta dei mitraglieri, ovviamente solitamente erano scelti quelli più bassi e dalla corporatura più esile. Questi mitraglieri indossavano giubbotti antiproiettili e tute da volo riscaldate elettricamente. Per entrare nella torretta, i mitraglieri dovevano entrare da una porta situata nel pavimento del velivolo, posizionando la torretta in modo che i mitraglieri fossero puntati verso il suolo.

Poi dovevano appoggiare i piedi sui poggia-talloni all’interno, abbassandosi. Una volta entrati, dovevano mantenere una posizione fetale, con le ginocchia piegate vicino al corpo e schiena e testa appoggiate alla parete posteriore. Pensate che alcuni di loro dovevano mantenere questa posizione scomoda anche durate missioni che duravano fino a 10 ore.

Il mitragliere teneva due joystick in ciascuna mano: uno serviva per ruotare la sfera della torretta, l’altro per sparare. I pedali sul pavimento servivano sia per controllare il mirino tra le gambe, sia per azionare l’interfono. Fra l’altro quest’ultimo era l’unico modo in cui poteva comunicare con il resto dell’equipaggio.

torretta mitragliere
Crediti foto: @Valder137, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Come se non bastasse, la torretta era così piccola che non si poteva posizionarvi all’intero un paracadute. Questo si trovava fuori dal portello, il che capirete bene che era una situazione pessima: in caso di necessità, il mitragliere avrebbe dovuto aprire il portello della torretta, entrare nella fusoliera e allacciarsi le cinture. Il tutto possibilmente prima che l’aereo si schiantasse. Per questo motivo alcuni mitraglieri presero l’abitudine di indossare un paracadute pettorale.

Infine, ciliegina sulla torta, anche ipotizzando che il mitragliere fosse scampato al fuoco nemico e che i crampi non lo stessero uccidendo, ecco che arrivava anche il momento dell’atterraggio. Le torrette, infatti, non si ritraevano mai del tutto dentro l’aereo.

Quindi non erano solamente un bersaglio facile per i nemici, ma diventavano anche un problema quando non erano attive. Infatti sporgevano sempre dal fondo, rendendo difficile l’atterraggio. Durante un atterraggio difficile, il mitragliere doveva assumere una posizione particolare, altrimenti la sfera avrebbe toccato terra prima del carrello. Il che è male, molto male.

Stessa cosa per gli atterraggi in acqua: la torretta era la prima a finire sott’acqua. E non era impermeabile. Ecco perché il lavoro del mitragliere da torretta sferica era considerato uno dei più pericolosi per un soldato dell’epoca.