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fiume arney biscotti

Sì, c’è stata anche la battaglia del Guado dei Biscotti

La battaglia del Guado dei Biscotti (in inglese Battle of the Ford of the Biscuits) si è svolta sul serio. E i biscotti citati non sono solamente un modo di dire: presenziarono davvero sul campo di battaglia, tanto da finire col dare il nome a questo singolare scontro.

La battaglia più dolce della storia: quella dei Biscotti

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Crediti foto: @ Suse, Geograph.org.uk, via Wikimedia Commons

La Battaglia del Guado dei Biscotti si svolse il 7 agosto 1594 in Irlanda, nella contea di Fermanagh. Per capire meglio il contesto, è bene ricordare che in quel periodo i Tudor introdussero diverse riforme anche in Irlanda. Fra di esse figurava la sottomissione dei signorotti locali alla Corona inglese.

Anche la contea di Fermanagh dovette sottostare a queste nuove leggi inglesi. Ma Hugh Maguire, il signore di Enniskillen, precedente signore della zona, prese malissimo questa intromissione. Maguire si ribellò a queste norme che riducevano il suo potere e che lo ponevano sotto il controllo del capitano Humphrey Willis, lo sceriffo locale.

Maguire iniziò a saccheggiare le terre dei vicini. La cosa non passò certo inosservata e il governo spedì Sir Henry Bagenal, il maresciallo d’Irlanda, a riportare l’ordine nella zona. Ma i ribelli di Maguire non dovettero avere a che fare solamente con gli inglesi.

Anche Hugh O’Neill, conte di Tyrone e signore irlandese dell’Ulster, guidò i suoi uomini contro i ribelli nella Battaglia dei Guadi di Erne, nel 1593. Enniskillen, capitale di Maguire, cadde nelle mani inglesi nel 1594. Qui il capitano John Dowdall ordinò di massacrarne gli abitanti, dove averli costretti alla resa.

Maguire stesso accettò la resa, ma il conte di Tyrone ruppe subito l’accordo. Così Maguire, Red Hugh O’Donnell e Cormac MacBaron, fratello di Tyrone, misero Enniskillen sotto assedio qualche mese dopo.

Gli inglesi dovettero così inviare subito delle truppe per rompere l’assedio. Erano guidati da Sir Henry Duke e Sir Edward Herbert. Queste truppe erano formate da 600 fanti e 40 cavalieri. I due comandanti erano sicurissimi che quegli uomini sarebbero stati sufficienti.

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Crediti foto: @Dr.James O’Neill, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La colonna, anche a causa dei rifornimenti, ci mise quattro giorni ad arrivare a Enniskillen. Gli irlandesi, ovviamente, non stettero a guardare e la notte precedente allo scontro fecero continue incursioni nel campo inglese, utilizzando anche i cannoni. Gli irlandesi fecero poi anche continue sortite contro la colonna man mano che questa si spostava verso nord.

Ma la strategia di Maguire e MacBaron prevedeva ben altro. Gli irlandesi organizzarono un’imboscata presso il fiume Arney. Ovviamente gli inglesi avevano messo in preventivo la possibilità di un agguato e così avevano mandato avanti la cavalleria in avanscoperta.

Nel frattempo i carri si avvicinarono al guado, ma qui trovarono un nemico inaspettato: il terreno paludoso. Per poter permettere ai carri di passare, dovettero alleggerirli, rallentando ulteriormente la marcia.

E fu allora che gli irlandesi sferrarono il loro attacco. Erano le 11 circa e la testa della colonna arrivò al guado. Gli irlandesi scatenarono l’artiglieria dalla sponda opposta, mentre Maguire e MacBaron assaltarono la retroguardia della colonna col grosso delle truppe. Le ali laterali degli inglesi provarono ad allargarsi, ma furono ricacciate nella colonna dalle picche irlandesi.

I picchieri irlandesi e i mercenari scozzesi, vedendo la disorganizzazione dell’armata inglese, incalzarono. Caricarono e finirono al centro della colonna inglese. La maggior parte delle forze inglesi collassarono su loro stesse, visto che erano bloccate dal guado. Tuttavia alcuni picchieri inglesi erano già riusciti a oltrepassare il guado. Questi iniziarono a incalzare l’artiglieria irlandese, dando così il tempo al resto dei soldati inglesi di riorganizzarsi a nord del fiume.

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Il capitano Fuller, però, era rimasto ucciso durante il contrattacco. Visto che la maggior parte dei rifornimenti giacevano abbandonati lungo il fiume, per evitare di appesantire la marcia, ecco che Duke ed Herbert dovettero ritirarsi con la coda fra le gambe, non senza ulteriori perdite a causa del fuoco nemico.

E gli sarebbe andata ancora peggio se gli irlandesi, al posto di dargli la caccia e incalzarli, non si fossero distratti razziando i rifornimenti lasciati dagli inglesi. Questo anche perché pare che la regina Elisabetta I avesse rifornito bene i suoi soldati, includendo anche dei biscotti fra le razioni. Biscotti che stavano felicemente galleggiando verso valle, in attesa di essere recuperati dai famelici irlandesi. Da qui derivò proprio il nome di Battaglia del Guardo dei Biscotti.