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La leggenda della collina di Petřín a Praga

Se siete così fortunati da andare a Praga, non mancate di visitare la collina di Petřín. Ma se mentre vi trovate qui vi sentite un po’ a disagio, probabilmente state subendo l’influenza della leggenda che circola su questo posto.

La collina di Petřín e i sacrifici dei pagani

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Crediti foto: @Aktron, via Wikimedia Commons

Prima un po’ di geolocalizzazione. Con il nome Petřín si intende una collina alta 327 metri che si trova proprio sulla riva occidentale della Moldava, nel cuore di Praga. La collina è una meta turistica assai apprezzata, visto che è praticamente ricoperta di parchi e zone dedicate ai turisti.

In origine la collina si chiamava Laurenzberg, in onore dell’antica cappella di San Lorenzo. Solo successivamente, dal 1600 in poi, la ribattezzarono Petřín, da “petrus”, che in latino vuol dire roccia. Un tempo la zona era ricoperta da una fitta foresta che arrivava fino al fiume. Ma col passare dei secoli, gli alberi lasciarono posto a orti monastici e a giardini nobiliari.

Fra gli elementi di spicco c’è la funicolare di Petřín: inaugurata nel 1891, unisce la cima della collina al quartiere di Malà Strana. Da non scordare, poi, il muro della fame, fortificazione lunga 1.178 metri e alta 8 metri, eretta a metà del Trecento da re Carlo IV. Il nome deriva dal fatto che il re la fece costruire dai poveri della città, in modo da dare loro un lavoro.

C’è anche il monastero di Strahov, il giardino delle rose, la torre panoramica di Petřín (che sì, assomiglia alla Torre Eiffel perché è alla sua compagna più famosa di Parigi che si ispira. Tuttavia è più bassa: è alta “solamente” 60 metri), l’osservatorio astronomico Stefanik, la chiesa di San Lorenzo e anche la chiesa ortodossa di san Michele Arcangelo.

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Crediti foto: @Suisant7, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Fra l’altro la chiesa ortodossa di san Michele Arcangelo, in legno, la costruirono in Ucraina durante la seconda metà del XVII secolo. La smantellarono però negli anni Venti, trasportandola in Cecoslovacchia e poi ricostruendola nel 1929.

Fatta questa doverosa premessa, veniamo ora alla leggenda. Pare che qui, nell’antichità, si trovasse un altare su cui i sacerdoti pagani erano soliti sacrificare giovani e bellissime vergini agli dei. Tuttavia, durante il regno del principe Boleslav, l’altare fu distrutto. Al suo posto sorse la chiesa di San Lorenzo. Questa chiesa, nonostante sia di origine medievale, ha un curioso aspetto barocco.

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Crediti foto: @Aktron, via Wikimedia Commons

Ma la leggenda non è finita qui. C’è chi sostiene che i fantasmi di tutte quelle donne continuino a infestare la zona. Ma c’è anche chi sostiene che quegli antichi dei appaiano qui sotto forma di fuochi fatui. Curiosamente, però, nonostante queste divinità accettassero sacrifici umani, si dice che tali fuochi divini abbiano poteri magici e siano in grado di curare i reumatismi. Il che è una sfera di influenza forse un tantino troppo specifica per una divinità.

Questa è una leggenda, ma la collina di Petřín compare in alcuni resoconti scritti del 1108 in cui si ha la testimonianza di una storia altrettanto cruda. Si dice che qui, infatti, finirono decapitati tutti coloro che appartenevano alla dinastia reale dei Vršovec, ivi inclusi donne e bambini. Insomma, la collina di Petřín pare un tempo che non fosse un luogo molto salubre per le donne.