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strade romane antiche

I quattro tipi di strade romane

All’apice del suo potere, l’Impero romano ospitava qualcosa come 400mila chilometri di strade. Queste attraversavano tutto l’impero, permettendo il passaggio di eserciti e lo scambio di merci e cultura. Di questi, 80mila chilometri erano coperti da strade asfaltate. Quello che non tutti sanno è che nell’antico Impero di Roma esistevano quattro tipi specifici di strade romane, ciascuna progettata per assolvere a uno scopo ben preciso.

Le antiche strade romane

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Crediti foto: @Kritzolina, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Tutti e quattro i tipi di strade romane avevano dei punti in comune. Gli ingegneri, infatti, cercavano di costruirle il più rettilinee possibile. Inoltre costruirono anche parecchi ponti e acquedotti per cercare di ridurre i tempi di percorrenza.

Ovviamente la costruzione di tali strade non era semplice, ma i pragmatici Romani affrontarono con metodo la questione. In primo luogo, gli ingegneri usavano diversi strumenti per valutare distanze, angoli, altezza e orientamento, in modo da sfruttare il percorso più rettilineo. Una volta stabilito il percorso, ecco che iniziava la costruzione vera e propria. Le strade erano formate da quattro strati:

  • statumen: il primo strato. Era formato da grandi pietre di fondazione posate sul fondo della trincea appena scavata
  • rudus: il secondo strato. Sopra il primo strato i Romani posavano pietre più piccole unite fra loro, in modo da dare una maggior struttura alla strada
  • nucleo: il terzo strato. Era composto da pietrisco fine e doveva sorreggere l’ultimo strato
  • pavimentum: il quarto strato. Era quello più esterno, formato da lastre di pietra

Per aumentare il drenaggio della strada, gli ingegneri curvarono il pavimentum, aumentandone così anche la durata. Inoltre i materiali da costruzione preferiti erano la malta di calce e la pietra vulcanica, in quanto capaci di durare a lungo. Ma quali erano i quattro tipi di strade romane? Eccole.

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Crediti foto: @Wikimedia Commons

Viae Publicae – Sono quelle più note. Finanziate dallo Stato, queste strade lastricate attraversavano tutto l’Impero Romano. Costruite per usi ufficiali, erano interamente gestite dallo Stato. Erano costruite con i materiali migliori e avevano lo scopo di collegare fra di loro le città principali, i porti e le province remote.

Per facilitarne l’uso, il governo imperiale le corredò di cippi miliari, stazioni di sosta e pattuglie anti-banditi. La Viae Appia o Via Appia è l’esempio più famoso di questa tipologia. Fu costruita al censore Appius Claudisu Caecus durante le guerre sannitiche e collegava Roma a Brundisium (Brindisi).

Vie Militares – Queste erano strade costruite ad uso e consumo delle legioni. Erano un po’ più rudimentali rispetto alle precedenti, ma permettevano a legioni, messaggeri e rifornimenti di viaggiare velocemente. Collegavano fra di loro fortezze e accampamenti, attraversando anche aree contese e zone remote.

Erano finanziate da governatori provinciali/militari e non potevano essere usate dai civili, pena sanzioni. Fra di esse figura la Via Domitia, costruita nel 118 a.C. per collegare l’Italia alla Spagna attraverso la Gallia meridionale. Ma c’era anche la Via Diagonalis, costruita nel I secolo d.C. per collegare Singidunum (Belgrado) all’Asia Minore. Fra l’altro quest’ultima strada presentava una particolarità assai rara all’interno del sistema stradale romano: aveva due corsie lastricate in pietra.

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Crediti foto: @Johann Jaritz, CC BY-SA 3.0 AT, via Wikimedia Commons

Viae Private – Queste erano le strade private che collegavano ville, tenute e possedimenti vari. La loro qualità variava parecchio. Potevano essere delle semplici strade di pietrisco compresso o anche pavimentate. Ovviamente più era ricco il proprietario terriero che le aveva fatte costruire, più la strada era di maggior qualità.

I proprietari terrieri potevano anche inserirvi dei cippi o pietre di confine. In questo modo potevano delimitare i terreni privati, limitandone l’accesso.

Viae Vicinales – Queste erano le strade di quartiere. Erano strette vie di comunicazione che collegavano fattorie, insediamenti e piccole proprietà terriere. Erano i funzionari locali a gestire tali strade. Come le precedenti, erano di qualità variabile. Spesso erano formate solamente da terra battuta e solo occasionalmente erano pavimentate.

I piccoli insediamenti dipendevano da queste strade per trasportare prodotti agricoli, merci e per spostarsi. Erano comunque soggette al diritto romano e nessuno poteva bloccarle. Ad oggi troviamo queste strade senza nome come confini di campi o anche trincee.