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Foto del giorno: per nulla inquietanti le maschere Kwakiutl

Foto del giorno: per nulla inquietanti le maschere Kwakiutl

Fotografia di Edward Curtis, Columbia Britannica, Canada, 1914-15. Nativi americani Kwakiutl indossano costumi e maschere cerimoniali. Le maschere Kwakiutl colpiscono a prima vista per via della loro capacità espressiva, senz’altro in grado di suscitare inquietudine nei cuori più suscettibili.

Foto del giorno: per nulla inquietanti le maschere Kwakiutl

I Kwakiutl (più correttamente definiti Kwakwakaʼwakw, “coloro che parlano il Kwak’wala”) costituiscono uno dei complessi culturali più articolati e studiati della costa nord-occidentale del Pacifico. Insediati prevalentemente nella Columbia Britannica, Canada, nella parte settentrionale dell’isola di Vancouver e lungo la terraferma affacciata sugli stretti di Johnstone e di Queen Charlotte, essi non formavano un popolo unitario in senso politico, bensì una costellazione di comunità autonome – originariamente circa 28 – accomunate da lingua, cosmologia e pratiche cerimoniali.

maschere Kwakiutl Canada

Nel corso del XIX secolo, a causa di epidemie, spopolamenti e fusioni forzate, il numero delle comunità si ridusse drasticamente, ma la continuità culturale non venne meno. Le testimonianze archeologiche indicano una presenza Kwakwakaʼwakw nell’area da almeno 8.000 anni. Prima del contatto europeo, l’economia era fondata su una gestione stagionale delle risorse: pesca intensiva del salmone, caccia a mammiferi marini e terrestri, raccolta di bacche e radici. L’abbondanza di cibo conservabile consentiva lunghi periodi di stabilità nei villaggi invernali, durante i quali si concentravano le attività rituali, artistiche e politiche più rilevanti. È in questo contesto che si svilupparono le cerimonie del potlatch, vero fulcro della vita sociale Kwakiutl.

Il primo contatto documentato con gli europei avvenne nel 1792, durante la spedizione del capitano George Vancouver, ma fu nel corso del secolo successivo che la presenza coloniale divenne sistematica. Anche qui, come altrove nelle Americhe, i vari morbi europei fecero il loro sporchissimo lavoro. Pensate che vaiolo, morbillo e la banale influenza causarono una riduzione demografica stimata intorno al 75% tra il 1830 e il 1880. A ciò si aggiunse una crescente pressione missionaria e governativa, mirata a smantellare le strutture sociali indigene.

maschere Kwakiutl nord-est Pacifico

Il potlatch, in particolare, venne percepito dalle autorità coloniali come un ostacolo all’assimilazione. Nel 1885 l’Indian Act canadese ne proibì formalmente la pratica, arrivando a criminalizzare non solo i capi che lo organizzavano, ma anche gli invitati che vi partecipavano. Nonostante la persecuzione e le varie forme che questa assunse (leggasi arresti, confische di oggetti rituali e violenze indiscriminate), il potlatch non scomparve mai del tutto. Sopravvisse in forma clandestina fino alla sua riabilitazione legale, avvenuta nel 1951.

Dal punto di vista simbolico e politico, il potlatch non era una semplice cerimonia di redistribuzione della ricchezza, ma un meccanismo complesso di legittimazione del rango, trasmissione dei diritti ancestrali, e messa in scena della storia mitica dei clan. La ricchezza non si misurava in accumulo, bensì nella capacità di donare e, se necessario, distruggere beni per affermare il proprio prestigio. Questo aspetto colpì profondamente gli antropologi, in particolare Franz Boas. Il nome è arcinoto per chi almeno una volta nella vita si è avvicinato all’antropologia. Egli, a cavallo tra Otto e Novecento, dedicò ai Kwakwakaʼwakw alcuni dei suoi studi più influenti. Fu un contributo decisivo alla nascita dell’antropologia culturale moderna.

maschere Kwakiutl danza cerimoniale

All’interno di questo sistema cerimoniale, le maschere Kwakiutl occupano un ruolo centrale. Guai a definirle solamente come meri oggetti di decoro! Esse sono strumenti di trasformazione, veicoli attraverso cui gli antenati mitici tornano a manifestarsi nel mondo umano.

Dal punto di vista tecnico e stilistico, l’arte Kwakwakaʼwakw raggiunge livelli di straordinaria raffinatezza. Il cedro rosso occidentale, abbondante nei territori costieri, era il materiale privilegiato per pali totemici, maschere e oggetti cerimoniali, grazie alla sua resistenza e lavorabilità.

Gran parte della documentazione visiva oggi disponibile è dovuta al lavoro del fotografo ed etnologo americano Edward S. Curtis. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, Curtis scattò immagini iconiche di danzatori, maschere e abiti cerimoniali Kwakwakaʼwakw.