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cose pericolose cerusico

Cose pericolose che un tempo erano considerate medicine

La Medicina è in continua evoluzione. Quindi nessuno si stupirà nel sapere che un tempo medici, cerusici e guaritori utilizzavano cose e sostanze pericolose come medicine. Peccato solo che tali rimedi erano spesso più mortali della malattia che si prefiggevano di curare.

Cose pericolose usate come medicina

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Crediti foto: @Wellcome Collection

Molto prima dell’avvento della medicina moderna, i guaritori dell’epoca erano soliti utilizzare trattamenti discutibili, rischiosi e spesso mortali. E non parliamo dell’insana pratica di applicare sanguisughe per curare qualsiasi genere di malattia. Parliamo di sostanze e cose ben più letali.

Terapia al mercurio – I preparati a base di mercurio sono stati a lungo utilizzati per curare qualsiasi genere di malattia e condizione. Questo perché questo pericoloso metallo liquido, assai velenoso a dire il vero, fungeva da purgante visto che causava sudorazione, vomito e diarrea. Secondo gli antichi medici questo aiutava a liberare il corpo dal male.

Peccato solo che, in pratica, stavano avvelenando i loro pazienti. Fra l’altro questo rimedio era usato per curare anche la lebbra e la sifilide. Ed era un trattamento che costava caro ai pazienti, sia in senso di durata della vita che in senso economico.

Come era somministrato il mercurio? Tramite lozioni, pillole, in camere di fumigazione per inalare vapori di mercurio, tramite doccia o clistere. E si dice che un califfo avesse anche una piscina di mercurio.

Trapanazione – Altra antichissima pratica medica è quella della trapanazione. Che vuol dire praticare un foro direttamente nel cranio del paziente. Si tratta di una delle più antiche pratiche chirurgiche della storia umana. Tracce di essa risalgono a più di 7mila anni fa.

La trapanazione era anche essa usata per curare una vasta pletora di malattie: alleviare il dolore, far guarire le ferite o anche curare follia e malattie mentali. Il metodo si è ampiamente modificato con il passare del tempo.

Gli antenati preistorici tendevano a raschiare il cranio e non a praticare un foro. Gli antichi Greci, invece, essendo dotati di strumenti più mirati, praticavano forti perfetti nelle ossa craniche.

Considerate che tale pratica fu in uso fino al XIX secolo, fra l’altro spesso senza anestesia e in condizioni igieniche a dir poco discutibili. In pratica se non era la trapanazione a ucciderti, ci pensavano le infezioni post-operatorie.

Medicina del cadavere – Nel corso dei secoli gli antichi medici hanno consigliato ai pazienti di assumere ogni tipo e genere di sostanze sgradevoli e pericolose. Si va dagli escrementi umani e animali (gli antichi Egizi li usavano come contraccettivi, mentre i Romani per la cura della cataratta) ai clisteri di fumo di tabacco (nel XVIII secolo usati per la cura del colera).

Ma fra le medicine più ripugnanti mai inventati figura di sicuro la medicina del cadavere. Questa pratica, nota anche come cannibalismo medico, prevedeva il consumo di parti di corpi umani defunti. L’ipotesi è che ci si rifacesse all’antica teoria della medicina simpatica dove il simile curava il simile.

Per questo motivo il sangue era bevuto per curare le emorragie, mentre teschi macinati erano usati per curare il mal di testa. E si pensa che i Romani usassero un “liquore di capelli” per curare la calvizie.

I Romani usavano i capelli anche per curare l’ittero, mentre nell’antica Europa il grasso del boia, ovvero il grasso del cadavere di un impiccato, era usato per curare l’artrite. Re Carlo II d’Inghilterra pare che usasse le “gocce del re”, ovvero una tintura di cranio macinato mescolato con alcol, tutto da bere. Mentre l’Inghilterra vittoriana, affascinata dall’Egitto, era solita consumare mummie triturate come medicina.

Ovviamente i cadaveri non sono il top di gamma per quanto riguarda l’igiene e di solito la pratica di consumare parti di cadavere finiva con l’avvelenamento del paziente.

Trasfusioni di latte – Pima della scoperta dei gruppi sanguigni AB0, le trasfusioni di sangue erano un’attività assai rischiosa. Somministrare sangue di un gruppo sanguigno sbagliato, infatti, può scatenare crisi emolitiche mortali.

Fra il 1600 e il 1700 le morti causate dalla somministrazione di gruppi sanguigni incompatibili erano così frequenti che tale pratica fu condannata e la ricerca in merito rimase bloccata per più di un secolo.

Ma nel 1854 i medici canadesi James Bovell ed Edwin Hodder ebbero un’idea: perché non sostituire il sangue col latte? L’idea alla base era che il sangue del paziente avrebbe semplicemente assorbito il latte, trasformandolo in globuli bianchi. Il loro primo paziente, stranamente, riuscì a sopravvivere dopo aver ricevuto una trasfusione di 350 ml di latte vaccino. Solo che i successivi cinque pazienti morirono.

La ricerca in merito alle trasfusioni di latte andò avanti per altri due decenni. Ma la continua morte dei pazienti finì col far cadere fortunatamente questa pratica nel dimenticatoio.

morfina

Sciroppo di morfina – Era la fine degli anni Quaranta del 1800 e Charlotte Winslow, una signora di Bangor, nel Maine, sviluppò e brevettò un nuovo farmaco chiamato “Sciroppo lenitivo della signora Winslow”. Tale sciroppo era ampiamente pubblicizzato su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Giornali e manifesti mostravano neonati e bambini che dormivano felicemente, visto che lo sciroppo era pubblicizzato come “l’amico della mamma per la dentizione dei bambini”. Inoltre lo sciroppo si vantava di poter lenire i dolori di “qualsiasi essere umano o animale”.

Secondo la pubblicità della signora Winslow, lo sciroppo “calmava il bambino, ammorbidiva le gengive, alleviava il dolore, curava le coliche gassose ed era un ottimo rimedio per la diarrea“. Divenne un rimedio assai popolare, era vendutissimo ovunque.

Solo che all’inizio del 1900 si scoprirono i veri effetti di questa medicina. Un solo cucchiaino dello sciroppo conteneva la medesima quantità di morfina di 20 gocce di tintura di oppio. E all’epoca una dose sicura di laudano per un neonato erano considerate 2-3 gocce al massimo.

Questo voleva dire che una singola dose del farmaco conteneva una dose potenzialmente letale di morfina. Il problema fu che ci vollero decenni per collegare lo sciroppo all’improvvisa impennata di decessi infantili.

Ancora non si sa quanti bambini morirono a causa dello sciroppo di morfina della signora Winslow, ma si parla di migliaia di morti. Le proteste che seguirono a tale accaduto portarono alla creazione del Pure Food and Drug Act del 1906, il quale per la prima volta impose di indicare con precisione gli ingredienti dei prodotti sulle confezioni.