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frode e truffa romana

Una truffa dall’antica Roma: come falsificare la tintura viola di lusso

Il falso Made in Italy a quanto pare ha radici parecchio antiche. Possiamo quasi parlare di un falso Made in Roma. Questo perché ai tempi dell’antica Roma c’era chi si dilettava nella truffa della tintura viola di lusso. In pratica: presunti indumenti pregiati, tinti di un colore viola di lusso, spesso erano tinti non con le costose lumache murici, bensì con materiali vegetali poco costosi. In tal modo i cittadini comuni potevano ostentare indumenti viola in precedenza riservati all’élite (ma pagati molto di meno).

La truffa del colore viola nell’antica Roma

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Crediti foto: @ Israel Antiquities Authority

Secondo una ricerca condotta dall’Israel Antiquieties Authority, la moda romana era assai più nazional popolare e ingannevole rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. In origine la tintura viola era una tintura di lusso. E questo perché, per ottenerla, era necessario usare la porpora di Tiro estratte dalle lumache di mare del Mediterraneo.

Per tale motivo gli indumenti e tessuti di colore viola erano estremamente cari: solamente i nobili e i membri dell’élite più ricchi potevano permettersi di indossare quel colore. Ma ad un certo punto qualcuno scoprì che era possibile replicare tale tonalità sfruttando un sistema di doppia tintura utilizzando piante di robbia e guado, decisamente più economiche e a buon mercato.

Così facendo questi truffatori dell’antica Roma creavano imitazioni convincenti a costi decisamente minori. Tanto che anche le fasce di popolazione meno abbienti potevano permettersi di andare in giro sfoggiando indumenti tinti col falso porpora di Tiro. Nel mondo classico i vestiti non servivano solamente per proteggersi dagli elementi e per evitare di andare in giro nudi. Tessuti, colori e decorazioni servivano anche per indicare immediatamente lo status sociale, la ricchezza e il potere.

frode viola
Crediti foto: @ Israel Antiquities Authority

Il viola, per esempio, era un colore riservato ai ricchi. Questo perché la porpora di Tiro che permetteva di tingere i tessuti di questo colore doveva essere estratta tramite un processo alquanto laborioso dal Murex trunculus e da altre lumache di mare affini presenti nel Mediterraneo. La dottoressa Naama Sukenik ha spiegato che “la tintura a base di murici era un processo difficile, che richiedeva diversi giorni e grandi quantità di lumache”.

Per tali motivi il colore viola raggiungeva cifre astronomiche e poteva essere utilizzato solamente da imperatori, senatori e autorità religiose. Immaginate dunque lo sconcerto degli archeologi quando, analizzando alcuni tessuti viola trovati nelle grotte del deserto della Giudea, si sono trovati di fronte non all’autentico colorante derivante dai murici bensì a sostanze del tutto diverse.

Le analisi di laboratorio hanno dimostrato che la maggior parte dei tessuti viola esaminati non conteneva neanche la più piccola parte di tintura di murici. Quello che gli antichi tintori furbescamente fecero fu di sfruttare una tecnica a doppia tintura basata su due piante reperibili ovunque. La prima era la robbia (Rubia), la quale produce una tintura rossa partendo dalle radici e la seconda era il guado (Isatis tinctoria) che produce un pigmento blu noto anche come “indaco del Vicino Oriente”.

Immergendo i tessuti prima nella tintura di robbia e poi nel guardo (forse anche nell’ordine inverso) ecco che era possibile creare tonalità viola che, a occhi inesperti, poteva essere scambiata per l’autentico colore viola. Certo, anche questo procedimento necessitava di un certo livello di competenza tecnica. Tuttavia non era necessario procurarsi le costosissime lumache di mare. E non servivano neanche procedimenti di estrazione chimica e giorni di preparazione.

frode romana
Crediti foto: @ Israel Antiquities Authority

Il che rendeva possibile abbattere i prezzi e rendere il colore viola accessibile a tutti. Il che potrebbe non sembrare apparentemente una cosa negativa, se non fosse che si trattava di una vera e propria contraffazione. Ma la cosa interessante è che questa “truffa” in realtà non era neanche poi così stigmatizzata. Anzi, era considerata una cosa quasi normale. Il che non ci rende poi così dissimili da questi antichi Romani.

Come detto dal dottor Sukenik, la natura umana non è affatto cambiata nel corso dei secoli. Nell’antichità, esattamente come al giorno d’oggi, le persone vogliono far sembrare di appartenere a una classe sociale più elevata della loro. E per farlo non esitano a utilizzare falsi prodotti.

Non a caso i ricercatori hanno definito questi tessuti colorati con il falso viola come “Prada per le masse”, ovvero versioni accessibili di beni d’élite che permettevano alle persone di classi sociali modeste di apparire più ricche e importanti di quanto non fossero in realtà.