Quando si pensa ad Ares, ci si ricorda sempre che era il dio della guerra, che aveva una tresca con Afrodite alle spalle di Efesto e poco altro. Persino nel cartone animato Pollon Ares latita. Per questo motivo oggi andremo a conoscerlo meglio.
Ares, il dio della guerra della mitologia greca

Un altro dio della guerra? Perché fra gli Olimpi, di cui Ares fa parte, c’era un’altra divinità della guerra, la dea Atena. Tuttavia i due incarnavano due aspetti diversi della guerra. Atena, infatti, rappresentava la guerra in senso strategico, mentre Ares rappresentava la frenesia bellica e la guerra nel suo lato più cruento. Ares era la rappresentazione degli orrori della guerra e della brama di combattere.
Spesso in battaglia era servito dai suoi figli, Fobos e Deimos, rispettivamente gli dei della paura e del terrore. Noto anche come “Uccisore di uomini”, si vantava della sua abilità con le armi ed era crudele e violento. La sua controparte romana è rappresentata da Marte.
Nascita di Ares – Anche per quanto riguarda la genesi di Ares ci sono diverse versioni. Secondo Esiodo, Ares è figlio legittimo di Era e Zeus. Secondo Ovidio, invece, Ares nacque da Era per partenogenesi (un po’ come fece Efesto). Ovidio racconta che Era rimase sconvolta dal fatto che Atena fosse nata direttamente da Zeus senza intervento da parte della moglie. Così decise di ripagarlo con la stessa moneta.
Chiese l’aiuto di una ninfa di nome Flora, la quale raccontò alla regina degli dei dell’esistenza di un fuori a Oleno, nel Peloponneso, capace di far restare incinta una mucca sterile. Flora lo testò e la mucca rimase incinta. Poi raccolse il fiore e con esso toccò Era, la quale rimase incinta. Era andò in Tracia per dare alla luce Ares, in segreto. Zeus non si accorse di nulla e si convinse che Ares fosse suo figlio.
Ares contro Leto – Quando Leto rimase incinta di Zeus dei gemelli divini Apollo e Artemide, Era decise di punirla per via della sua relazione con Zeus. Prima ordinò alla dea del parto di prolungare il travaglio di Leto. Non paga, poi, inviò Ares a minacciare qualsiasi città in cui Leto avesse cercato di rifugiarsi per partorire. Visto che uno dei soprannomi di Ares nell’Iliade era “Distruttore di città”, ecco che ogni città si guardò bene dall’ospitare Leto.

Ares e Afrodite – A dire il vero, oltre al fatto che Ares era il duo della guerra, l’unico altro mito per cui lo ricordiamo di solito è quello della tresca clandestina con Afrodite, la dea dell’amore. Persino Omero ne parla nell’Odissea.
Afrodite all’epoca era sposata con Efesto, non esattamente di propria volontà. Così la dea dell’amore intraprese una relazione segreta con Ares. A scoprirli fu Elio, il dio del sole, il quale andò subito a spifferare a Efesto l’infedeltà della moglie.
Pur essendo infuriato, Efesto sapeva benissimo di non essere all’altezza del dio della guerra. Quindi, al posto di optare per uno scontro diretto, ideò una trappola. Essendo il fabbro degli dei, creò una rete di bronzo così sottile da essere quasi invisibile e la posizionò sopra il letto dei due amanti. Quando Ares e Afrodite andarono a letto insieme, la trappola scattò e la rete imprigionò i due. Efesto allora convocò tutti gli altri dei per umiliarli, liberandoli solo poi su richiesta di Poseidone.
Una versione successiva della storia racconta che Ares, per evitare che Elio, dio onniveggente, potesse scoprire l’adulterio, avesse in realtà piazzato fuori dalla camera da letto Alettrione. Questi aveva un solo compito: avvertire la coppia nel caso avesse avvistato Elio. Solo che Alettrione si addormentò, permettendo così a Elio di scoprire i due. Per punizione Ares trasformò Alettrione in un gallo, il che spiega perché ogni mattina i galli cantano al sorgere del sole.
I Giganti Aloadi – Gli Aloadi era i figli di Poseidone e della mortale Ifimedea, moglie di Aloeo, un principe della Tessaglia. Oto ed Efialte, questi i loro nomi, crescevano a un ritmo impressionante: a nove anni erano alti più di cinque piani. I due divennero così arroganti che decisero di provare a rovesciare gli dei. Nel tentativo di raggiungere l’Olimpo, impilarono diverse montagne l’una sull’altra. Anzi: minacciarono di ammassarne così tante da trasformare il mare in terraferma e la terra in mare.
Riuscirono persino a catturare Ares in una giara di bronzo, tenendolo prigioniero per 13 mesi. Il che non depone a favore del dio della guerra che, talvolta, nei miti che lo riguardano sembra essere tutto fumo e niente arrosto. Fu solamente grazie all’aiuto di Ermes se Ares riuscì a essere liberato, ma rimase alquanto imbarazzato dalla cattura. Il temibile dio della guerra che si vantava a destra e a manca della sua abilità con le armi e nella lotta che si fa catturare e imprigionare in un vaso per più di un anno? Altro che imbarazzo.
Cadmo e la fondazione di Tebe – Cadmo era un principe della Fenicia e fratello di Europa. Quando quest’ultima scomparve (a causa dell’ennesima scappatella di Zeus), il padre spedì tutti i suoi figli a cercarla, intimando loro di non azzardarsi a tornare indietro se non l’avessero trovata.
Cadmo e i suoi fratelli la cercarono a lungo, ma invano. Così non resto loro che rinunciare e cercare di stabilirsi altrove. Cadmo e la madre si stabilirono in Tracia. Quando la madre morì, Cadmo provò a chiedere all’Oracolo di Delfi se avesse notizie di Europa. L’Oracolo gli disse di non preoccuparsi per Europa e gli consigliò, anzi, di usare una mucca come guida e di seguirla. Quando la mucca fosse caduta esausta, ecco che lì Cadmo avrebbe dovuto fondare una città.
Cadmo acquistò così una mucca da un pastore di nome Pelagone e la seguì. Questa si fermò in Beozia e così Cadmo decise di sacrificare la mucca ad Atena. Così spedì alcuni dei suoi compagni a prendere dell’acqua in un fiume. Solo che questo fiume era proteggo da un drago che era figlio di Ares.
Il drago uccise parecchi uomini di Cadmo. Venuto a sapere dell’accaduto, Cado si infuriò e uccise il drago. Su ordine di Atena, poi, Cadmo seminò i denti del drago nella terra. Dai denti uscirono uomini armati e corazzati chiamati Spartoi. Questi iniziarono a uccidersi fra di loro. Ne sopravvissero solo cinque che aiutarono Cadmo a Fondare la città di Tebe.
Cadmo dovette poi espiare l’uccisione del drago, servendo Ares per otto anni. Solamente alla fine di questo periodo di servizio gli concessero di governare Tebe. Fra l’altro Zeus gli diede anche in moglie Armonia, la figlia di Ares e Afrodite.
Ares, Alcippe e il tribunale per omicidio – Alcippe era figlia di Ares e di una principessa di Atene. Un giorno Alcippe stava facendo il bagno in una sorgente vicino all’Acropoli quando fu aggredita da Alirrozio, un figlio di Poseidone. Il dio della guerra accorse in aiuto della figlia e uccise Alirrozio.
Poseidone, sconvolto dalla morte del figlio, organizzò così il primo processo per omicidio, organizzando un tribunale a cui parteciparono gli Olimpi. Tuttavia Ares fu assolto dal crimine. La collina di Atene dove si tenne il processo fu ribattezzata Areopago, la collina di Ares.
Ares vs Ercole – A dire il vero i due figli di Zeus si scontrarono in almeno tre occasioni. Così come raccontato da Esiodo, Ares combatté una prima volta contro Ercole nella città di Pilo. Fu ferito dall’eroe alla coscia, costringendolo alla ritirata.
Il secondo scontro avvenne quando Ercole, aiutato da Atena, combatté contro Cicno, figlio di Ares e di Pelopia. Cicno aveva l’abitudine di decapitare gli stranieri di passaggio in modo da costruire un tempio in onore del padre. Istigato da Apollo e sostenuto da Atena, Ercole si scontrò con Cicno, il quale era aiutato dal padre.
Cicno scagliò una lancia contro Ercole, che però la bloccò con lo scudo. Cicno cercò allora di colpire nuovamente Ercole, lanciandosi contro di lui, ma questi riuscì a conficcargli la lancia nel collo. Ares allora si infuriò e scagliò pure lui una lancia contro Ercole. Questa volta fu però Atena a deviarne la traiettoria, dando così tempo a Ercole di ferire Ares alla coscia. Ares dovette per la seconda volta fuggire di fronte a Ercole.
Il terzo scontro avvenne di nuovo a causa di un figlio di Ares, pure questo chiamato Cicno (fantasia portami via). Figlio di Pirene, Cicno II, lo chiameremo così, viveva in Macedonia. Mentre Ercole e Cicno II stavano per scontrarsi, Zeus decise di interrompere il combattimento scagliando un fulmine fra di loro. Ercole riuscì comunque a uccidere Cicno II, il che scatenò di nuovo l’ira di Ares. Ma nuovamente quando Ercole e Ares stavano per iniziare a lottare, ecco che Zeus li bloccò di nuovo scagliando un altro fulmine.

Ares nell’Iliade – Essendo il dio della guerra, Ares ebbe il suo bel daffare durante l’Iliade. Mentre gli altri dei si schierarono o dalla parte dei Greci o dalla parte dei Troiani, tutto quello che interessava ad Ares era la battaglia. Per questo motivo continuò a cambiare schieramento, combattendo dalla parte di chi aveva la meglio.
Inizialmente promise alla madre Era di sostenere i Greci, ma poi, su istigazione di Afrodite, cambiò schieramento e si mise a sostenere i Troiani. Questo suo continuo saltellare da un lato all’altro del campo di battaglia fece sì che nel poema epico lo definissero bugiardo e rompitore di giuramenti.
Un episodio lo vide scontrarsi contro Diomede. Quest’ultimo era figlio di Tideo e re di Argo. Come capacità combattiva era quasi al livello di Achille. Atena spinse Diomede a scontrarsi con Ares. I due si affrontarono sui carri e Ares scagliò la sua lancia contro Diomede.
Atena, indossando l’elmo di Ade per rendersi invisibile, afferrò e deviò la lancia. Così Diomede trafisse il dio della guerra con la sua lancia, colpendolo allo stomaco. E indovinate un po’? Ares fuggì sull’Olimpo. In pratica sono più le volte che Ares viene sconfitto e scappa con la coda fra le gambe sull’Olimpo rispetto alle volte in cui vince.
Comunque sia, ad un certo punto Ares affrontò Atena in combattimento. In teoria all’inizio Zeus aveva proibito agli dei di partecipare direttamente alla guerra. Successivamente, però, revocò quella regola e diede loro il permesso di scendere sulla Terra e aiutare lo schieramento preferito. In quel momento Ares era schierato con i Troiani, mentre Atena era dalla parte dei Greci.
Per vendicarsi dell’aiuto fornito dalla dea a Diomede, la attaccò. La colpì direttamente al petto, ma l’egida, l’armatura forgiata da Efesto che neanche il fulmine di Zeus poteva danneggiare, la protesse. Così Atena prese una pietra e colpì al collo Ares. Questi cadde a terra, decretando così la vittoria di Atena. Fu poi Afrodite a portare via uno sconfitto Ares dal campo di battaglia.




