In Louisiana, lungo il corso del fiume Mississippi, si trova Poverty Point, un sito patrimonio dell’umanità UNESCO caratterizzato dalla presenza di insoliti tumuli. Per anni si è dibattuto su cosa fossero e a cosa servissero questi enormi cumuli di terra. Ma adesso, un nuovo studio realizzato dal team di archeologi guidati da Tristram Kidder, hanno proposto delle nuove teorie.
Il mistero dei tumuli di Poverty Point

Kidder ha ricordato che per costruire questi enormi tumuli, all’epoca i cacciatori-raccoglitori trasportarono qualcosa come 140mila carichi di terra. Il tutto senza usare cavalli o ruote. Fu un lavoro incredibilmente duro e monumentale. Ma perché adoperarsi tanto?
Così Kidder e il suo team ha nuovamente esaminato il sito, effettuando altre datazioni al radiocarbonio e rivalutando tutti i dati archeologi. In questo modo il team di archeologi ha proposto nuove teorie in merito a questo sito, teorie che, fra l’altro, rimettono in discussione tutte le precedenti ipotesi.
Poi ha pubblicato queste teorie in due articoli sulla rivista Southeastern Archaelogy. Poverty Point non è costituita solamente da questi enormi e visibili tumuli. Anche i dettagli più piccoli sono intriganti.

Per esempio, gli archeologi hanno trovato migliaia di sfere da cucina in argilla cotta. Erano anche presenti materiali provenienti da regioni lontane, come i cristalli di quarzo dell’Arkansas, la pietra ollare di Atlanta e ornamenti personalizzati in rame dei Grandi Laghi.
Questo suggerisce che quella originaria comunità di cacciatori-raccoglitori fosse solita commerciare e viaggiare su lunghe distanze. In passato si pensava che a costruire Poverty Point fosse stata una società molto complessa e gerarchica, con diverse generazioni di lavoratori all’opera.
Ma Kidder si è fatto un’idea diversa. Al posto di pensare a Poverty Point come un insediamento occupato da tempo, con capi e braccianti, bisognerebbe pensare al sito come un luogo di ritrovo temporaneo. Qui migliaia di persone provenienti da tutto il Sud-est e il Midwest si riunivano per commerciare, socializzare, lavorare e pregare.

In tale ottica questi cacciatori-raccoglitori avevano tutti uno status egualitario, non erano sudditi di un capo potente. Il che vuol anche dire che i giganteschi tumuli non erano monumenti dedicati alla classe dirigente. Erano invece il frutto di sforzi cooperativi duranti anni per ottenere il favore dell’universo.
Secondo Kidder gli abitanti di Poverty Point costruivano i tumuli per eseguire rituali e poi lasciarvi oggetti di valore come offerte spirituali. In effetti a Poverty Point non sono stati ritrovati siti di sepoltura o resti di abitazioni. Se si fosse trattato di un villaggio permanente, allora avrebbe dovuto esserci qualche segno in tal senso.




