Quel deserto dell’Arabia è decisamente inospitale e inabitabile. Tuttavia, 12mila anni fa, un ignoto artista (o un gruppetto di intrepidi artisti), decise che fosse una buona idea realizzare queste incredibili pitture rupestri in un luogo così inadatto alla vita umana. Immaginatevi questi antichi artisti mentre se ne stavano in piedi su una stretta sporgenza, sotto il sole cocente, con in mano strumenti primitivi per incidere nella roccia l’immagine di un dromedario a grandezza naturale.
Pitture rupestri spettacolari in Arabia

Fra l’altro, quel dromedario (perché ha una sola gobba e non due come i cammelli) non era neanche da solo. Sulla parete rocciosa alta 39 metri, era presenta una fila intera di incisioni raffiguranti altri dromedari.
Gli agenti atmosferici e il passare dei secoli non sono riusciti a distruggere queste incisioni, anche se le hanno erose fino a farle quasi scomparire. Ma il team di ricercatori che ha pubblicato lo studio su Nature Communications si è imbattuto in queste incisioni mentre si trovava in zona.
L’area interessata si trova vicino al margine meridionale del deserto del Nefud, in Arabia Saudita. Secondo i ricercatori queste pitture potrebbero essere state fatte per segnalare ai viaggiatori la presenza di fonti d’acqua nel deserto.
Ricerche precedenti hanno dimostrato che 10mila-6mila anni fa l’Arabia era un po’ più umida di oggi. Aree oggi desertiche all’epoca erano vaste praterie e i pastori usavano tali pascoli per le mandrie.

Gli archeologi sapevano che in zona c’erano esempi di arte rupestre grazie anche al fatto che qui ci sono ben due siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Gli archeologi avevano notato che proprio in questi siti erano presenti incisioni rupestri ancora più antiche, grandi e dettagliate. Queste incisioni raffiguravano dromedari e asini selvatici a grandezza naturale. Fra l’altro gli animali erano realizzati in maniera molto realistica.
Tuttavia non era ben chiaro quanto fossero antiche. Così nel 2023 il team si è recato sul campo per cercare altre incisioni e indizi, in modo da riuscire a capire l’età di queste esempi di arte rupestre.
Immaginate la loro sorpresa quando si sono imbattuti in queste nuove incisioni. I ricercatori hanno identificato più di 60 pannelli di arte rupestre, contenenti 176 incisioni in tre zone inesplorate. Le nuove incisioni trovate a Jebel Arnaan, a Jebel Mleiha e a Jebel Misma raffigurano dromedari, stambecchi, asini selvatici, gazzelle e uri. Alcune di queste incisioni sono veramente imponenti, lunghe quasi tre metri e alte più di due metri.

Per raggiungere il primo pannello hanno dovuto percorrere una pista sterrata che si dipanava lungo un paesaggio montano, il tutto sotto il sole del deserto. Questo pannello mostrava due grandi dromedari, raffigurati uno sopra l’altro. Il dromedario più anziano sembrava in movimenti, quasi come se fosse sul punto di alzarsi. L’altro, invece, sembrava camminare a grandi passi.
Inoltre in uno strato sigillato hanno anche ritrovato uno degli strumenti usati per realizzare queste incisioni rupestri. La datazione ha poi permesso di stabilire che lo strato in cui si trovata lo strumento risaliva a 12mila anni fa. Nel medesimo strato, poi, erano presenti anche manufatti come piccole punte di freccia, perle di pietra e una perla ricavata da una conchiglia.




