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leone ragazzo

Trovata la sepoltura di un ragazzo sopravvissuto all’aggressione di un leone

Spostiamoci per un attimo in Bulgaria perché qui gli archeologi hanno trovato la sepoltura di un ragazzo sopravvissuto all’attacco di un leone. Lo studio, pubblicato sul Journal of Archaelogical Science:Reports, ha spiegato che il ragazzo, di 16-18 anni, forse si trovava a caccia quando si imbatté in un esemplare di Panthera leo.

Ragazzo sopravvissuto a un leone, ma non senza conseguenze

leone ragazzo sopravvissuto
Crediti foto: @Veselin Danov

Cosa ci faceva un leone in Europa? A dire il vero questi grossi e ruggenti felini vagabondavano tranquillamente nell’Europa orientale durante l’età del Rame (4500-3500 a.C.). Anzi: alcuni segni da taglio su ossa di leoni trovati negli insediamenti preistorici lungo la costa del Mar Nero hanno suggerito che, talvolta, se l’occasione lo richiedeva, diventassero parte della dieta degli esseri umani.

L’analisi dei resti scheletrici del ragazzo ha suggerito che il leone aggredì l’adolescente, gettandolo a terra prima di mordergli ripetutamente la testa. Nadezhda Karastoyanova , archeozoologa presso il Museo Nazionale di Storia Naturale dell’Accademia Bulgara delle Scienze, ha spiegato a Live Science che il cranio mostrava uno schema specifico di lesioni da puntura e compressione, non compatibili con armi di fabbricazione umana o danni post mortem.

La forma, le dimensioni, la profondità e la spaziatura delle lesioni sono compatibili con un trauma causato dal morso di un grande carnivoro. A questo punto, però, i ricercatori hanno dovuto stabilire di quale carnivoro si trattasse.

leone ragazzo cranio
Crediti foto: @Karastoyanova et al., Journal of Archaeological Science: Reports

Così hanno esaminato le impronte dentali di diversi grandi carnivori e hanno scoperto che quei fori erano compatibili con la dentatura di un leone. Ciò che rende questo ritrovamento così particolare, però, non è l’aggressione di un essere umano preistorico da parte di un leone.

Vero, ritrovamenti di questo genere sono comunque rari. Ma la vera curiosità è che l’adolescente sia riuscito, in qualche modo, a sopravvivere a tale aggressione. Sul cranio del ragazzo, infatti, sono presenti inequivocabili segni di guarigione ossea. Il che vuol anche dire che ricevette delle cure mediche dopo l’attacco.

Tuttavia, lo stadio di guarigione non è molto avanzato. E questo significa che l’adolescente morì fra due mesi o qualche anno dopo l’attacco, per cause rimaste ignote. Lo studio ha poi sottolineato come una ferita in particolare sembra aver danneggiato le meningi, creando probabilmente danni al cervello.

leone

Anche gambe e braccio sinistro presentavano ferite profonde che, con ogni probabilità, causarono danni a muscoli e tendini. Questo vuol dire che l’adolescente rimase gravemente menomato dall’attacco, forse aveva bisogno anche di supporto per muoversi.

Pur essendo sopravvissuto per un lungo lasso di tempo, verosimilmente ricevette cure e assistenza da altri membri della comunità. Anche perché con quelle ferite non poteva certo svolgere lavori fisici. Inoltre è possibile che anche le sue funzioni neurologiche fossero compromesse.

Alla sua morte, poi, lo seppellirono vicino a un insediamento preistorico noto come Kozareva Mogila (Tumulo delle Capre), nella Bulgaria orientale. In effetti, precedenti studi effettuati in questo sito, hanno dimostrato che i suoi abitanti erano soliti curare malattie ed eseguire interventi chirurgici su crani di vivi e morti.

Gli archeologi hanno poi aggiunto di aver ritrovato l’adolescente sepolto in posizione accovacciata, con le mani davanti al visto. Alto circa 1,75 metri, non aveva corredi funerari con sé e la sua sepoltura era più profonda rispetto ad altre del luogo. Questo ha fatto ipotizzare ai ricercatori il fatto che il ragazzo non solo avesse uno status sociale basso, ma anche che era temuto dalla sua comunità dopo l’attacco.