I soldati romani di stanza al Vallo di Adriano avevano un piccolo problemino: la diarrea. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Parasitology ha evidenziato che la causa di questo disturbo intestinale che affliggeva i legionari era imputabile ad almeno tre diversi parassiti intestinali che infestavano il terreno vicino alle latrine.
Il Vallo di Adriano e quel problema enterico di diarrea

Le indagini effettuate hanno sottolineato come questi tre parassiti abbiano danneggiato gravemente le viscere romane. E questo nonostante il Vallo fosse corredato di un sistema fognario all’avanguardia per l’epoca.
La scoperta, in realtà, è stata fatta al forte ausiliario di Vindolanda. Tale forte sorgeva appena a sud del Vallo di Adriano, quest’ultimo costruito intorno al 122 d.C. per difendere il confine settentrionale dell’Impero Romano. Il forte, occupato dal I al IV secolo, è diventato un sito archeologico noto per i suoi strati di fango privi di ossigeno che hanno permesso di preservare per millenni materiali altrimenti deperibili. Fra questi materiali, per esempio, figuravano tavolette, scarpe di cuoio e anche cimici.

Nel nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Parasitology, ecco che i ricercatori hanno esaminato il terreno presente nei tubi di scarico delle latrine del forte. Gli archeologi hanno raccolto 58 campioni lungo il canale di scolo della latrina. Alcuni di essi contenevano ossa di animali, perline e ceramiche.
Poi si sono messi a setacciare i campioni alla ricerca di uova di parassiti. Hanno così scoperto la presenza di uova di ascaridi (Ascaris) e di tricocefali (Trichuris). In ambo i casi si tratta di Nematodi, vermi tondi caratterizzati da un ciclo oro-fecale. Il che vuol dire che le persone si infestano ingerendo cibo contaminato o mettendosi in bocca mani sporche contaminate dalle uova dei suddetti parassiti.
Ascaridi e tricocefali vivono nell’intestino umano (ma ci sono specie che contagiano anche cani e gatti). Più specificamente, gli ascaridi vivono nell’intestino tenue (soprattutto nel duodeno), mentre i tricocefali tendono a stabilirsi nell’intestino crasso. Entrambi causano febbre, dolori addominali e diarrea.
In un altro campione, poi, i ricercatori hanno rilevato anche la presenza della Giardia duodenalis, protozoi flagellati non specie-specifici che possono contagiare uomo e animali domestici. Anche la Giardia tende a risiedere nell’intestino tenue, soprattutto duodeno e digiuno dove causa la giardiasi, patologia talvolta asintomatica, talvolta con sintomi come diarrea, meteorismo, dolori addominali, dimagramento e steatorrea.

La presenza di tutti e tre i parassiti ha suggerito che il forte di Vindolanda avesse un problema di contaminazione fecale dell’acqua e del cibo. In realtà in passato ascaridi e tricocefali erano già stati identificati nella Britannia romana. Ma questa è la prima volta che saltano fuori anche i trofozoiti e le oocisti della Giardia.
Secondo Pier Mitchell, coautore dello studio, dei tre parassiti la Giardia era quella capace di causare maggiori problemi di salute. L’infezione a breve termine, infatti, poteva causare diarrea e disidratazione. Sul lungo periodo, però, avrebbe potuto causare anche IBS, allergie, danni agli occhi e dolori muscolari.
Particolarmente grave l’infezione a carico dei bambini, i figli dei soldati romani che qui vivevano. I ricercatori hanno poi fatto notare come nell’Impero Romano i problemi gastrointestinali fossero assai comuni. Tuttavia non è dato sapere quante persone soffrissero di queste infezioni.




