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Santa Barbara, la città californiana costruita da un corsaro

Santa Barbara, la città californiana costruita da un corsaro

Oggi Santa Barbara è una città di piccole-medie dimensioni situata nel sud della California, negli Stati Uniti d’America. Affacciata sull’Oceano Pacifico, la cittadina che non arriva a 90.000 abitanti si distingue prevalentemente per due fattori: uno economico-industriale, potendo contare sull’apporto produttivo di centri impegnati nella realizzazione di apparecchiature di precisione legati al settore aerospaziale; l’altro turistico, poiché Santa Barbara gode di un aspetto spagnoleggiante particolarmente apprezzato dai visitatori alla ricerca di un angolo di “Mexico” negli USA. Ed è su questa somiglianza che voglio costruire una narrazione storica a mio parere interessante. Sì, perché quando ancora l’Alta California era parte dell’Impero spagnolo (dunque fino al 1848), nella zona dove oggi sorge Santa Barbara erano particolarmente attivi pirati e corsari. Uno di questi, la città che vi ho introdotto, contribuì a costruirla! Roba da pazzi.

Santa Barbara, la città californiana costruita da un corsaro

Prendiamola alla lontana. All’inizio del XIX secolo l’Alta California rappresentava una delle aree più marginali e vulnerabili dell’Impero spagnolo. Lontana dai grandi centri amministrativi della Nuova Spagna e scarsamente presidiata dal punto di vista militare, la regione risentiva pesantemente delle tensioni generate dalle guerre d’indipendenza ispanoamericane. Esse avevano progressivamente isolato questi territori dal resto dell’apparato imperiale.

Le missioni cattoliche (soprattutto francescane) e i piccoli insediamenti civili erano quindi costretti a una difficile autosufficienza. In pratica producevano il proprio cibo, mantenevano le strutture e organizzavano forme di difesa rudimentali contro incursioni esterne. Teniamo bene a mente suddetto clima di precarietà, perché fece da contorno alla spedizione corsara di Hipólito Bouchard.

Scommetto che il nome non vi dirà nulla, ma tranquilli, ci sono io per questo. Francese di nascita, argentino d’adozione, Bouchard spese i suoi anni migliori a combattere le guerre rivoluzionarie in Europa e d’indipendenza nelle Americhe che infuriarono a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Una specie di Đorđe Šagić in salsa franco-argentina.

Santa Barbara missioni Pacifico corsari

Ingaggiato come capitano corsaro dall’Argentina, nel 1818 raggiunse la costa californiana con navi armate e centinaia di uomini. Colpì duramente Monterey e San Juan Capistrano nel tentativo di indebolire il controllo spagnolo sul Pacifico settentrionale. Arrivò addirittura ad issare la bandiera argentina su una porzione di territorio che, oggi, rientra in quello statunitense. L’Ottocento è un secolo incredibile.

Quello che a noi interessa però stava fra i membri del suo equipaggio. Il suo nome era Joseph Chapman. Nato a Boston nel 1784, carpentiere e fabbro di professione, già esperto di navigazione oceanica e di lavori tecnici a bordo, maturati anche durante le campagne nel Pacifico e nelle isole Sandwich. Le poche informazioni biografiche di cui disponiamo devono bastarci ad inquadrare il personaggio, poiché altro non si sa.

Santa Barbara mappa California oggi

Sappiamo tuttavia che le forze spagnole lo fecero prigioniero dopo l’attacco a Monterey. In catene, Chapman finì nella Città degli Angeli, Los Angeles per gli amici. Qui divenne una figura del tutto atipica in una società composta quasi esclusivamente da nativi, spagnoli e creoli. Conosciuto come José l’inglese, fu inizialmente ridotto a una condizione di servitù e impiegato nei lavori delle missioni, ma le sue competenze tecniche lo resero rapidamente indispensabile.

In una regione povera di artigiani specializzati, Chapman contribuì alla costruzione di mulini per la lana e per il grano presso le missioni di Santa Inés e San Gabriel. Tra le fonti si specifica a caratteri cubitali come fu lui a “preparare le travi per la prima chiesa di Los Angeles”. Stessi lavori di falegnameria servirono per altri edifici civili. Arrivò persino a svolgere mansioni di carattere medico, grazie alle conoscenze pratiche acquisite in mare. Capacità che gli valsero la libertà e, soprattutto, l’integrazione progressiva nel tessuto sociale californiano.

Santa Barbara Chapman e sua moglie

Il passaggio decisivo avvenne a Santa Barbara, centro di rilievo della California missionaria. Chapman entrò in contatto con famiglie di alto rango e consolidò la propria posizione attraverso il matrimonio con Guadalupe Ortega. Lei apparteneva a un’importante famiglia di origine spagnola.

Per unirsi in matrimonio, l’ex corsaro richiese il battesimo nel 1822. Adottò anche lingua e costumi locali, imparò a cavalcare e, dopo l’indipendenza del Messico, ottenne la cittadinanza messicana. Da questa unione nacquero cinque figli e Chapman divenne uno dei principali imprenditori della zona, acquistando terreni a Los Angeles e impiantando nel 1824 un vasto vigneto, mentre continuava a operare come costruttore e meccanico. Tali opere contribuirono velocemente alla costruzione e all’espansione della città di Santa Barbara.

Santa Barbara casa di Chapman

La vicenda personale di Chapman è secondo me lo specchio di ciò che poteva accadere nella “frontiera” d’America, una terra costantemente bagnata dal sangue e dalla sregolatezza, eppure gravida di libertà per chi era in grado di agguantarla e difenderla. Joseph Chapman era pur sempre un uomo giunto come membro di una spedizione corsara, il quale, per necessità, si trasformò in un pilastro della comunità locale, contribuendo in modo concreto allo sviluppo economico e materiale della regione.