Storia Che Passione

L’inquietante Ossario di Sedlec

Nella Repubblica Ceca, in un sobborgo di Kutna Hora, sorge la chiesa del cimitero di Tutti i Santi, parte dell’ex abbazia di Sedlec. Proprio sotto la chiesa si trova una cappella a dir poco inquietante e macabra: l’Ossario di Sedlec. Che è proprio quello che dice il nome: un ossario che comprende gli scheletri i 40mila-70mila persone stimate, le cui ossa sono state prese e disposte artisticamente per decorare le volte e gli arredi della cappella stessa.

Quel sottile brivido che ci dà l’Ossario di Sedlec

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L’Ossario di Sedlec, fra l’altro uno dei posti più visitati dai turisti nella Repubblica Ceca, presenta quattro tumuli a campana disposti negli angoli della cappella. Proprio al centro della navata, dal soffitto pende un colossale lampadario di ossa che non stonerebbe affatto nella casa della Famiglia Addams. Pare che questo lampadario contengano almeno un tipo di ogni osso del corpo umano.

Le volte accanto al lampadario, poi, sono decorate con “festanti” ghirlande di teschi. Non mancano poi pilastri e ostensori accanto all’altare, tutti decorati a tema. Ma chi ha avuto la geniale idea di costruire una cappella e decorarla con orde di teschi? A quanto pare tutto inizia nel 1278 quando re Ottocaro II di Boemia spedì Enrico, l’allora abate del monastero cistercense di Sedlec, in Terra Santa.

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Crediti foto: @Gerd Eichmann, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Una volta tornato a casa, portò con sé un po’ di terra che aveva sottratto dal Golgota. Decise poi di spargere questo terriccio sul cimitero dell’abbazia. Questo atto, che adesso è vietatissimo (portarsi a casa come souvenir il terreno e rocce di alcuni luoghi o la sabbia di alcune spiagge o deserti famose è proibito), all’epoca lo interpretarono come un atto pio, che più pio non si può.

Così il cimitero di Sedlec divenne un luogo di sepoltura assai gettonato e ambito in tutta l’Europa centrale. Mentre ci figuriamo mentalmente orde di persone che sgomitavano pur di farsi seppellire in un terreno condito col terriccio del Golgota, ecco che a complicare le cose ci si mise la peste nera.

A metà del XIV secolo la peste nera mieté tantissime vittime. Come se non bastasse, all’inizio del XV secolo imperversarono le Guerre Hussite. Questa combo causò la morte di migliaia di persone, le quali furono seppellite proprio nel cimitero dell’abbazia. Solo che non c’era abbastanza spazio per tutti e dunque dovettero ampliare il cimitero.

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Crediti foto: @Jan Kameníček, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Intorno al 1400, poi, proprio al centro del cimitero, sorse una chiesa gotica. Il piano superiore era a volta, mentre a quello inferiore c’era una cappella che doveva fungere da ossario per le fosse comuni trovate durante la costruzione. E così iniziarono ad accumularsi le ossa nella cappella.

La leggenda vuole che poi, dopo il 1511, il compito di riesumare gli scheletri e di accatastarne le ossa nella cappella fu affidato a un monaco mezzo cieco dell’ordine. Fra il 1703 e il 1710, poi, per sostenere la parete frontale, inclinata verso l’esterno, dovettero costruire un nuovo ingresso. Inoltre ricostruirono anche la cappella superiore, ma in stile barocco ceco. Le ossa intanto si accumulavano in maniera anche disordinata.

Tanto che nel 1870, l’intagliatore di legno František Rint ottenne l’incarico da parte della famiglia Schwarzenberg di rimettere un po’ in ordine tutti quei cumuli di ossa. Cosa che fece, utilizzando ossa e teschi per decorare la cappella. Con un risultato alquanto discutibile, a dire il vero. A meno che non piaccia il genere, si intende. O che non ci si chiami Jack Skeletron.