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L’Egitto rimpatria 36 reperti rubati dagli USA

Una buona notizia sul fronte delle antichità trafugate. L’Egitto è riuscito a rimpatriare ben 36 reperti rubati dagli USA nel corso del tempo. I manufatti recuperati, che coprono un arco di tempo di millenni di civiltà egizia, erano stati contrabbandati illegalmente fuori dal paese. Solamente tramite la coordinazione delle autorità egiziane e americane si è potuto ottenere tale successo.

Il viaggio dei reperti rubati dagli USA

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Crediti foto: @MOTA

Tutti questi reperti rubati troveranno ora una nuova casa nel Museo Egizio del Cairo. Ma non subito: prima di essere esposti al pubblico dovranno essere restaurati. Ma come si è svolta questa importante operazione di recupero e rimpatrio? Beh, tramite tre canali separati.

L’Unità per il Traffico di Antichità del Procuratore Distrettuale di Manhattan (guidata dal Procuratore Distrettuale Alvin Bragg) ha consegnato undici reperti. Fra di essi, figurano una maschera di mummia di epoca romana che raffigura un giovane uomo, risalente al 100-300 d.C. Insieme ad essa, di particolare rilievo anche il vaso a forma di Bes, il dio nano, risalente al 650-550 a.C.

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Crediti foto: @MOTA

Il secondo gruppo di reperti recuperati è quello formato da 24 manoscritti rari con testi copti e siriaci. In questo caso è stato il Metropolitan Museum of Art a decidere di restituirli volontariamente al Consolato egiziano di New York. Si tratta di documenti storici di inestimabile valore, risalenti al primo periodo cristiano dell’Egitto.

Il terzo canale, invece, ha riguardato un manufatto singolo. Si trattava di un pannello in gesso dipinto, risalente alla XVIII dinastia (circa 1525-1492 a.C.). In questo caso è stato il Procuratore Generale dello Stato di New York a confiscarlo, dopo che le autorità avevano dimostrato che il manufatto aveva lasciato illegalmente l’Egitto. Questo pannello, risalente a più di 3mila anni fa, raffigura una donna in piedi.

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Crediti foto: @MOTA

Fra gli altri reperti rimpatriati, poi, figurano anche statue di bronzo, stele funerarie in pietra calcarea, alcuni pendenti a forma di falco e diversi vasi decorati. Queste operazioni di recupero sono rese possibili da un Memorandum d’intesa in vigore fra Egitto e USA, progetto che, però, sarà valido solo fino al 2026 se non sarà rinnovato.