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Hans

La storia di Hans: il cavallo che sembrava saper contare

La storia di Hans è una delle più famose e controverse nel campo della psicologia animale. Nel 1891, il professore di matematica tedesco Wilhelm von Osten decise di dimostrare che gli animali erano in grado di apprendere a contare e addirittura di rispondere a domande matematiche. 

Dopo aver tentato di addestrare gatti e orsi senza successo, decise di lavorare con un cavallo di nome Hans, un dravere dell’Orlov di origine russa.

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Le incredibili capacità di Hans

Von Osten insegnò a Hans a riconoscere numeri e simboli matematici, addirittura il simbolo della radice quadrata. Il cavallo imparò a rispondere a domande matematiche e a indicare il risultato corretto con il suo zoccolo. 

In seguito, il cavallo imparò anche l’alfabeto e poteva addirittura scrivere il nome di compositori o artisti che gli venivano presentati. Hans sembrava anche in grado di riconoscere i colori, leggere l’orologio e rispondere a domande sulle date future. 

Von Osten portò Hans in giro per la Germania per fare spettacoli gratuiti e il cavallo divenne famoso in tutto il paese.

Il mistero svelato: la verità dietro le abilità

Non tutti erano convinti delle abilità eccezionali di Hans. Alcuni dubitavano di Von Osten e accusavano il professore di fornire al cavallo segnali impercettibili per farlo rispondere alle domande. 

Sigmund Freud, ad esempio, ipotizzò che il rapporto tra Von Osten e questo cavallo fosse basato su una sorta di telepatia. Nel 1904, una commissione di esperti fu creata per indagare sulle abilità di Hans. 

Hans

La commissione, guidata dal filosofo e psicologo Carl Stumpf, condusse ricerche approfondite e concluse che questo cavallo non era in grado di compiere operazioni matematiche o di leggere l’alfabeto. Tuttavia, il cavallo era in grado di leggere i segnali inconsci delle persone che gli facevano le domande e utilizzava queste informazioni per rispondere correttamente.

L’eredità di Hans

La storia di Hans ha avuto un impatto significativo sulla ricerca psicologica sugli animali. Ha dimostrato l’importanza di considerare le influenze dell’ambiente e delle aspettative dell’addestratore nelle abilità degli animali. 

Inoltre ha portato a una maggiore attenzione sulla comunicazione non verbale e sui segnali inconsapevoli che gli esseri umani possono inviare agli animali. Nonostante le sue abilità eccezionali fossero state smentite, questo cavallo è ancora considerato un esempio di come gli animali possano essere addestrati e di come le loro capacità cognitive siano ancora oggetto di studio e discussione.