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La neurochirurgia ai tempi degli antichi Celti

Questa volta transitiamo a Masovia, in Polonia. Qui gli archeologi pare che abbiano trovato uno degli strumenti chirurgici più rari del mondo celtico. Quello che vedete in foto, infatti, è uno strumento da trapanazione del cranio in ferro, usato probabilmente dagli antichi Celti per operazioni di neurochirurgia.

I Celti e la trapanazione del cranio

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Crediti foto: @Dott. Bartłomiej Kaczyński/ PAP

La scoperta, avvenuta nel sito archeologico di Lysa Gora, è particolarmente importante in quanto dimostra che i gruppi celtici che vagabondavano nell’antica Polonia non si portavano appresso solo guerrieri e artigiani, ma anche medici specialistici in grado di eseguire interventi chirurgici al cranio. E questo accadeva più di 2mila anni fa.

A dare la notizia della scoperta è stato il Museo Archeologico Statale di Varsavia in collaborazione con la Facoltà di Archeologia dell’Università di Varsavia. Il dottor Bartłomiej Kaczyński, alla guida del team di scavo, ha rivelato che, finora, questi strumenti chirurgici sono stati trovati solamente in una manciata di siti celtici nell’Europa meridionale e centrale, fra cui Romania, Croazia e Austria, ma non in Polonia.

A dire il vero lo scopo di tale strumento non fu immediatamente chiaro. Quando i ricercatori estrassero per la prima volta questo oggetto di ferro ormai corroso, non capirono a cosa servisse. L’aspetto era quello di uno strumento specifico, ma la sua funzione rimaneva avvolta nel mistero.

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Crediti foto: @Dott. Bartłomiej Kaczyński/ PAP

Solo dopo un ulteriore esame dettagliato e solo dopo aver scandagliato in profondità la letteratura archeologica specializzata si è giunti a una soluzione. Quello strumento di ferro era utilizzata per le procedure di trapanazione del cranio.

Lo strumento presenta una lama affilata su un lato, che si trasforma però in una punta estremamente appuntita. Qui un tempo doveva esserci innestato un manico di legno. Tale conformazione consentiva a questi antichi chirurghi e neurochirurghi di tagliare e perforare le ossa craniche.

Ma c’è di più: le prove archeologiche dimostrano che tale procedura era assai frequente nei territori celtici. Druidi e guaritori specializzati utilizzavano spesso questi strumenti in combo con la medicina erboristica durante i loro interventi.

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Crediti foto: @Dott. Bartłomiej Kaczyński/ PAP

La presenza di questo strumento medico alquanto sofisticato ha poi suggerito che i Celti di passaggio a Lysa Gora non fossero un normale gruppo itinerante. Questo perché comprendeva un druido che praticava sia la medicina erboristica che la chirurgia.

Rimane però dubbia l’efficacia di tali interventi chirurgici. Secondo l’autore dello studio, questi interventi avevano più un alone di simbolismo magico che non una funzione realmente utile. Non conoscendo i concetti di infezione, anestesia o anatomia, probabilmente molte procedure di trapanazione combinavano un intento medico con rituali spirituali.