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La Guardia dall'uniforme ricamata: la polizia segreta della dinastia Ming

La Guardia dall’uniforme ricamata: la polizia segreta della dinastia Ming

Per quasi tre secoli, dal 1360 al 1644, nella Cina dei Ming operò una di polizia segreta tanto temuta quanto rispettata, facente capo all’imperatore e a lui soltanto: il Jinyiwei, traducibile in “Guardia dall’uniforme ricamata“. Questa è la storia del corpo scelto nato per proteggere la persona dell’imperatore, sviluppatosi come entità di controllo di tutti gli apparati imperiali (nessuno escluso, beninteso) e terminato con la caduta della dinastia alla quale dovette assoluta fedeltà, almeno sulla carta.

La Guardia dall'uniforme ricamata: la polizia segreta della dinastia Ming

La Guardia dall’uniforme ricamata nasce in realtà prima dell’ascesa imperiale della dinastia Ming. Stando a quello che riportano le fonti, nel 1360, Zhu Yuanzhangprimo imperatore della suddetta dinastia col nome di Hongwu – scelse personalmente un gruppo di fidati guerrieri come guardia del corpo. Questi si rivelarono essere particolarmente incisivi durante le battaglie per il potere che precedettero l’incoronazione di Zhu Yuanzhang (1368).

Non appena l’imperatore Hongwu si assicurò il potere su Pechino, entrò in una tipica spirale di dubbi, preoccupazioni e allarmismo. E se qualcuno della sua cerchia avesse provato ad ucciderlo? Se a corte si stesse cospirando contro di lui? Così quella guardia del corpo che tanto e tanto strenuamente lo aveva difeso divenne la sua arma prediletta in funzione repressiva. Non è un caso che uno dei primi doveri dei Jinyiwei (nonché elemento fondamentale per distinguerli dalle Guardie imperiali propriamente dette, i Jingwei) fu quello di spiare i sudditi più eminenti per conto dell’imperatore.

Guardia dall'uniforme ricamata imperatore hongwu

Oltre ad essere degli abilissimi informatori, presto le Guardie dall’uniforme ricamata ottennero anche ruoli burocratici, rientrando nel notabilato di corte. Insomma, divennero funzionari addetti allo spionaggio di altri funzionari imperiali. Benché realtà concreta da circa 22 anni, fu solo nel 1382 che Hongwu concesse loro la patente celeste, dunque l’istituzione ufficiale del corpo di polizia. Ma di quanti uomini scelti stiamo parlando? Al momento del riconoscimento ufficiale, ne erano poco più di 500. In tre anni il loro numero aumentò vertiginosamente, sfiorando le 14.000 unità.

Guardia dall'uniforme ricamata dettaglio piastra

La luna di miele fra il Jinyiwei e l’imperatore suo fondatore durò fino al 1393. In quell’anno uno scandalo di dimensioni abnormi coinvolse il comandante in capo della polizia segreta. Senza scendere troppo nel dettaglio, sembrò che il generale fosse a conoscenza (se non addirittura tacitamente complice) di un complotto ai danni dell’imperatore, per cui tuttavia non fece nulla. Una volta che si scoprì il crimine, partirono le care buon vecchie purghe: il ruolo del Jinyiwei si ridimensionò per un decennio e in 40.000, fra collaborazionisti e diretti implicati, morirono giustiziati.

Guardia dall'uniforme ricamata scena di battaglia

Nonostante il duro colpo, con gli imperatori a venire (già con Yongle, figlio di Hongwu) la Guardia dall’uniforme ricamata riacquistò potere. Guardando al dettaglio, in cosa consisteva esattamente questo loro potere? Beh, per iniziare, una guardia personale dell’imperatore godeva dell’autorizzazione per annullare procedimenti giudiziari atti a perseguire i nemici dello Stato. Nel farlo, potevano tranquillamente arrestare, detenere, interrogare, torturare, senza la necessità di un processo equo.

In tempo di guerra, un ufficiale del Jinyiwei svolgeva anche la funzione di “commissario politico” (ovviamente non era questo il loro nome, ma rende alla perfezione lo scopo del loro impegno). Ogni comando impartito agli eserciti Ming passava sotto la loro supervisione.

Con gli ultimi sussulti della dinastia Ming, quindi nel pieno del XVII secolo, gli imperatori (o chi per loro, arrivati a questo punto valeva la parola del miglior offerente) sfruttarono il corpo di polizia segreta per eliminare oppositori politici o scomodi pretendenti. Naturalmente ciò avveniva sia con le maniere forti – omicidi pianificati – sia con quelle definibili buone – procedimenti giudiziari montati ad hoc.

Guardia dall'uniforme ricamata piazza Tienanmen

Dove oggi si nota la Grande Sala del Popolo, sul versante ovest di Piazza Tienanmen, Pechino, un tempo stava il quartier generale del Jinyiwei. La collocazione aveva una specifica spiegazione. L’area era piena di uffici imperiali, prossimi alla Città Proibita, dove risiedeva l’imperatore. In caso di necessità, egli sapeva dove rivolgere lo sguardo…