Quello che vedete in foto è quello che resta di un antico salvadanaio da polso di un legionario. Scherzi a parte (ma neanche poi troppo), quelli sono i resti di una borsa da polso di un soldato romano, trovati in quello che rimane di un accampamento romano temporaneo nella Moravia meridionale, nella Repubblica Ceca.
Il soldato romano e il suo salvadanaio da polso

L’accampamento in questione apparteneva alla X Legione che, fra il 172 e il 180 d.C si trovava di stanza qui durante le guerre Marcomanniche. I Romani avevano infatti intrapreso una campagna militare contro i Marcomanni germanici, i Quadi e gli Iazigi Sarmati.
Il ritrovamento di questo borsello da polso è alquanto importante in quanto l’accampamento si trovava al di fuori dei confini tradizionali dell’Impero Romano. Ma ormai sappiamo che per i Romani il Limes (cioè i confini dell’Impero) era solo un qualcosa di indicativo e non di invalicabile.

Balazs Komoroczy dell’Accademia Ceca delle Scienze, ha spiegato che quel borsello fungeva da piccolo salvadanaio portatile. Solitamente era tenuto sul braccio (in questo caso sul braccio sinistro, in modo che la mano destra fosse libera di usare la spada o il gladio): in questo modo la tensione esercitata dal braccio faceva sì che stesse chiuso.
Purtroppo dentro la borsa non c’erano monete, ma nel sito in realtà gli archeologi hanno trovato un piccolo tesoro di monete. La borsa poteva contenere fino a 50 denari d’argento, poco meno dello stipendio annuale di un legionario romano.

Probabilmente nella borsa il soldato teneva sia fondi privati che “soldi di servizio”, questi ultimi usati per acquistare razioni ed equipaggiamento per le truppe. Al momento la borsa si trova esposta presso il centro visitatori del Musov a Pasohlavky, insieme a una ricostruzione dettagliata e a parte delle monete trovate nel sito dell’accampamento militare.