Questa maschera da satiro un tantino inquietante è riemersa dalle rovine della città di Phanagoria. E ci racconta parecchie cose del passato teatrale della cittadina. Perché proprio l’esistenza di questa maschera teatrale in terracotta offre prove convincenti del fatto che qui, un tempo, sorgesse un vero e proprio teatro.
Un’inquietante maschera da satiro

Phanagoria (o Fanagoria) all’epoca era la più grande città greca della penisola di Taman, sulla sponda orientale del Bosforo Cimmerio. I coloni Tei la fondarono nel 543 a.C. e ben presto divenne un importante snodo commerciale fra i paesi della costa meridionale del Caucaso e le paludi della Meozia.
La città è diventata il focus di alcuni recenti scavi finanziati dalla Fondazione Volnoe Delo. Proprio questi scavi hanno permesso di riportare alla luce il frammento di una maschera teatrale che, secondo i ricercatori, costituisce una vera e propria prova del fatto che, un tempo, a Phanagoria era attivo un teatro classico.
Il frammento in terracotta risalirebbe al II secolo a.C. La maschera raffigura un satiro, creatura della mitologia greca che aveva la parte superiore del corpo umana, mentre aveva gambe, coda e corna di capra. Corrispondente ai fauni della mitologia romana, i satiri erano associati a Dioniso, il dio del vino, della baldoria e dell’ebbrezza. Solitamente i satiri sono noti per il loro amore viscerale per il vino, la musica, la danza e le belle donne.

Un comunicato stampo rilasciato dalla Fondazione Volnoe Delo ha rivelato che la maschera presenta un foro dietro l’orecchio. Probabilmente qui un tempo si agganciava una cinghia che fissava la maschera alla testa dell’attore. Lunga circa 30 centimetri, come potete vedere presenta ampie aperture per occhi e bocca.
E indiscussamente si trattava di una maschera in un uso in teatro. Questo perché nell’antica Grecia gli attori erano soliti indossare maschere in modo da scambiarsi facilmente i ruoli e trasmettere emozioni. I tratti del viso e i colori permettevano al pubblico di riconoscere a colpo d’occhio la personalità di quel personaggio.

La maschera si trovava nel quartiere centrale della città. Secondo gli archeologi, proprio qui un tempo sorgeva il teatro principale. E anche alcune fonti storiche ne parlavano. Vladimir Kuznestsov, a capo degli scavi, non ha dubbi: Phanagoria aveva un teatro situato su una collina che dominava sia il mare che l’odierna Kerch, l’antica Pnaticapeo, capitale del Regno del Bosforo.
Alcuni scavi precedenti, poi, hanno permesso di ritrovare maschere rituali in miniatura, a volte alte anche meno di 10 centimetri. Queste maschere di solito erano collocate su pali e fungevano da offerte votive nei santuari.




