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Il giorno in cui una mula imbizzarrita scatenò il panico a Roma

Il giorno in cui una mula imbizzarrita scatenò il panico a Roma

Dante Alighieri, avendo avuto (forse) l’onore di partecipate al Giubileo del 1300, nel XVIII canto dell’Inferno scrive “Come i Roman per l’essercito molto, / l’anno del giubileo, su per lo ponte / hanno a passar la gente modo colto, / che da l’un lato tutti hanno la fronte / verso ‘l castello e vanno a Santo Pietro, / da l’altra sponda vanno verso il monte”. Parole che ben rendono la moltitudine di pellegrini che in quel primo Giubileo affollarono la città di Roma, e nello specifico, ponte Sant’Angelo. Quest’ultimo d’altronde era l’unico collegamento fra San Pietro e i rioni oltre l’altra sponda del Tevere. Un secolo e mezzo esatto dall’esperienza dantesca, una mula imbizzarrita avrebbe scatenato il panico esattamente in quel posto, scrivendo una pagina curiosa (ma tragica) della storia di Roma.

Il giorno in cui una mula imbizzarrita scatenò il panico a Roma

Il 6 marzo 1447 il ligure Tommaso Parentucelli accettò l’elezione al soglio pontificio, assumendo la responsabilità della carica col nome di Niccolò V. La sua traccia negli annali della storia pontificia, italiana e europea è ben delineata.

Oggi ricordiamo papa Niccolò V per aver posto fine allo Scisma d’Occidente, riconciliandosi con i fuoriusciti di Basilea. Anche per aver dato formale inizio alla stagione artistica e culturale del Rinascimento romano e, infine, per l’indizione del Giubileo del 1450.

mula imbizzarrita papa Niccolò V

E proprio su quest’ultimo punto voglio attirare la vostra attenzione, dato che in data 19 dicembre avvenne un episodio davvero singolare, benché incredibilmente drammatico. A giustificare l’aggettivo ci furono morti e feriti. La colpa fu di una mula imbizzarrita su ponte Sant’Angelo.

Un testimone oculare del tempo, l’umanista Stefano Infessura, così scrisse nel suo diario: «Tornando il popolo da S. Pietro, dove si era mostrato il Sudario, e data la benedizione da papa Niccolò V, avvenne la terribile sciagura, che per la calca si ruppero le sponde del ponte e 172 persone perirono, in parte soffocate sul ponte stesso, in parte annegate nel fiume; onde quel papa all’ingresso del ponte fece erigere due picciole cappelle rotonde dedicate a S. Maria Maddalena e ai SS. Innocenti; poi restaurò il ponte e perciò il suo nome N[iccolò] P[ontefice] M[assimo] V si legge sopra uno de’ piloni nella faccia rivolta al Vaticano».

mula imbizzarrita ponte sant'angelo

È quantomeno paradossale leggere nelle fonti cronachistiche dell’epoca come, tutto sommato, il Giubileo del 1450 fu un bel successo. Infatti migliaia di cristiani provenienti da ogni parte d’Europa convennero a Roma, contribuendo al rimpinguamento delle casse papali.