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Il Davy Crockett, l'arma nucleare meno potente mai realizzata

Il Davy Crockett, l’arma nucleare meno potente mai realizzata

Troppo facile parlare di armi atomiche e tirare in ballo le più potenti, come la Bomba Zar da ben 50 megatoni, o le più tristemente note, come quelle di Hiroshima e Nagasaki. Meno scontato è concentrarsi sul versante opposto, ovvero sugli ordigni nucleari meno potenti mai realizzati dall’uomo. Il “primato” in tal senso appartiene a Davy Crockett, in gergo conosciuto come sistema d’arma M28/29.

Il Davy Crockett, l'arma nucleare meno potente mai realizzata

Ovviamente furono gli Stati Uniti d’America in pieno clima da Guerra fredda a sviluppare l’arma nucleare tattica portatile in questione. Nell’atto pratico, Davy Crockett fu un po’ il tentativo più estremo di miniaturizzare l’atomica, così da portarla sul campo di battaglia e trasformandola da strumento strategico a arma tattica di prima linea.

Il sistema prese forma alla fine degli anni ’50, in un contesto dominato dal timore statunitense di una possibile offensiva corazzata sovietica in Europa. La dottrina NATO dell’epoca prevedeva l’uso di armi nucleari tattiche e strategiche (le seconde differiscono dalle prime per la loro natura deterrente) per compensare l’inferiorità numerica delle forze convenzionali occidentali rispetto al Patto di Varsavia. Ed è proprio in questo scenario che spuntò fuori la seguente idea: perché non dotare le unità di fanteria di un’arma nucleare a corto raggio, capace di arrestare o rallentare un’eventuale avanzata nemica con un singolo colpo?

Davy Crockett montato fuoristrada

Il risultato è quello che vedete nelle fotografie selezionate. Davy Crockett entrò ufficialmente in servizio nel 1961. Il cuore del sistema era il proiettile XM-388, una testata nucleare compatta, del peso di poco superiore ai 34 kg, lunga circa 70 cm e con un diametro di 27 cm. Al suo interno era alloggiata la testata W54. La più piccola mai prodotta dagli USA, con una potenza di circa 0,01 chilotoni, equivalente a una decina di tonnellate di TNT. In termini comparativi, si trattava di un’energia distruttiva infinitamente inferiore alle mostruosità atomiche create in casa o in Unione Sovietica. Per capirci, Davy Crockett era cinque milioni di volte più debole della Bomba Zar (dei quali effetti si è discusso un po’ di tempo fa).

Davy Crockett istruzioni uso

Il proiettile poteva essere lanciato mediante due versioni di un cannone senza rinculo: uno da 120 mm, con una gittata massima di circa 2 km, e uno da 155 mm, capace di raggiungere i 4 km. Attenzione al dettaglio tecnico, perché è proprio qui che si nasconde l’insidia più grande e, per certi versi, contraddittoria. La distanza di sicurezza per l’equipaggio era spesso inferiore al raggio effettivo delle radiazioni e dell’onda d’urto. Capito? Per dirla in altre parole, chi sparava col “fucile atomico” Davy Crockett rischiava, e non poco, di subire gli effetti della propria arma. Questo a condizioni ottimali, pensate cosa sarebbe potuto accadere se si fosse azionato il razzo non adeguatamente o in condizioni atmosferiche avverse…

Dal punto di vista operativo, il Davy Crockett era pensato per essere estremamente mobile. Un semplice veicolo leggero poteva trasportarlo e bastavano tre uomini per azionarlo. Gli USA ne produssero circa 2.100 esemplari. La NATO schierò l’arma in diversi teatri strategici: Germania Ovest, Corea del Sud, Giappone, Guam e Hawaii. Per fortuna non si sentì mai la necessità di utilizzare il sistema d’arma in un contesto di combattimento reale.

Davy Crockett esplosione testata

Le uniche detonazioni di cui siamo a conoscenza avvennero durante i test nucleari Little Feller I e II, condotti nel deserto del Nevada nel 1962. Tra le altre cose, questi furono gli unici esperimenti nucleari americani a coinvolgere truppe schierate in condizioni operative simulate. Non serve neppure specificarlo, ma è grazie ai test del ’62 che i limiti dell’arma vennero a galla in tutta la loro essenza.

Con il mutare della dottrina nucleare e una crescente consapevolezza dei rischi legati alla proliferazione e all’uso tattico dell’atomica, al nome Davy Crockett si associò l’aggettivo “obsoleto“. Il ritiro dal servizio è datato 1971. Una chiosa sull’argomento che mi sento di fare è la seguente: il Davy Crockett rappresenta al contempo il punto più basso – in termini di potenza – e uno dei vertici più alti in termini di inquietudine morale nella storia delle armi nucleari. Si trattò di un’atomica “portatile”, progettata per essere uno strumento di morte convenzionale. La follia dell’umanità partorisce mostri di questo calibro, ogni tanto è bene ricordarlo.