Fotografia di autore sconosciuto, 1942, località sconosciuta. La foto, presente nella collezione dell’Imperial War Museum, raffigura Wojtek, un orso bruno siriano che divenne la mascotte della 22ª Compagnia di rifornimento dell’artiglieria del II Corpo polacco durante la Seconda Guerra Mondiale. E non solo: per poterlo portare con sé, l’Esercito polacco dovette ufficialmente arruolarlo come soldato semplice e inserirlo fra i soldati della suddetta compagnia. Motivo per cui Wojtek divenne noto con il soprannome di orso-soldato.
Wojtek, come arruolare un orso

La storia di Wojtek inizia nel 1942. L’orso nacque vicino ad Hamadan, in Persia. Alcune versioni della storia raccontano che a trovare per prima questo cucciolo fu Irena Bokiewicz, una giovane ragazza che aveva seguito l’esodo dei polacchi dai gulag di Stalin alla Persia.
Irena viveva nell’accampamento dei civili placchi e si era imbattuta in questo cucciolo di orso rimasto orfano di madre (uccisa dai cacciatori). La ragazza decise di adottare quell’orsetto e lo chiamò Wojetk, diminutivo di “Wojciech”, vecchio nome slavo che vuol dire “colui a cui piace la guerra” o “guerriero sorridente”.
Irena si prese cura di lui fino a quando, notando che stava crescendo parecchio, dovette cederlo. Lo diede così ai soldati della 22ª Compagnia di rifornimento dell’artiglieria del II Corpo polacco. Il generale Boruta Spiechowitz lo accolse ben volentieri, pensando che potesse migliorare il morale degli uomini.

E in effetti fu così: i soldati adottarono subito Wojetk, trasformandolo nella mascotte del reparto. E al caporale Piotr Prendysz fu affidato il ruolo di guardiano del cucciolo. All’epoca l’orso aveva meno di un anno e fu incredibilmente viziato. I soldati lo vezzeggiavano dandogli frutta, marmellata, miele e sciroppo. Gli fecero poi assaggiare la birra (che gli piaceva parecchio e che i soldati usavano come ricompensa e rinforzo positivo) e pare che gli piacesse masticare le sigarette.
Adorava anche fare la lotta (amichevole) con i soldati, i quali gli insegnarono a restituire il saluto militare. Nelle foto lo possiamo vedere mentre gioca/si allena con i soldati e mentre riceve premi durante le sessioni di educazione, circondato da soldati che lo guardano sorridenti.
Wojtek divenne ben presto un’attrazione per i civili della zona e per le altre unità di stanza in zona. Ma non solo: la compagnia ormai gli era così affezionata che decise di portarlo con sé durante i suoi spostamenti in Iraq, in Siria, in Palestina e in Egitto. Ma qui sorse un problema. Arrivata in Egitto, infatti, la compagnia ricevette l’ordine di salpare per unirsi all’8ª Armata britannica durante la Campagna d’Italia. Solo che non era prevista una procedura specifica che permettesse di imbarcare un orso su una nave da trasporto britannica.
Per questo motivo, per poterlo trasportare, ecco che Wojtek fu arruolato ufficialmente nell’Esercito polacco con il ruolo di soldato semplice. E come tale compariva nell’elenco dei soldati della 22ª Compagnia rifornimenti di artiglieria del Secondo Corpo Polacco. Durante questa fase i suoi guardiani furono Henryk Zacharewicz e Dymitr Szawlugo. In quanto soldato arruolato, l’orso viveva insieme agli altri soldati nelle loro tende, alloggiando in una apposita cesta di legno che era trasportata su camion. Wojtek divenne così popolare che il quartier generale permise che la 22ª Compagnia utilizzasse lo stemma di un orso che trasportava un proiettile di artiglieria come simbolo ufficiale del reparto.

Ma cosa successe alla fine della Seconda Guerra Mondiale? Nel 1945 Wojtek si trasferì nel Berwickshire, in Scozia, insieme ai membri della II armata. Qui divenne anche membro onorario della Polish-Scottish Association.
Nel 1947 la compagnia su smobilitata e dunque si decise di ospitare Wojtek presso lo zoo di Edimburgo. Qui riceveva visite dai giornalisti e da ex soldati polacchi che mantennero l’abitudine di regalargli sigarette. Morì poi il 2 dicembre 1963 all’età di 22 anni (al momento della morte pesava circa 500 kg ed era lungo più di 1,8 metri). E in suo onore, non solo si trovano placche commemorative presso lo zoo di Edimburgo, l’Imperial War Museum di Londra e il Canadian War Museum di Ottawa, ma anche una statua in bronzo a Edimburgo, in Princes Street Garden.




