Fotografia di anonimo, Alpi dell’Adamello e della Presanella, Italia, 16 luglio 1984. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini e Papa Giovanni Paolo II trascorrono una giornata sulle cime dell’Adamello, tra le province di Brescia e Trento. Normalissimo che le due massime cariche istituzionali dei rispettivi stati, in quel caldo giorno di luglio, passassero un po’ di tempo assieme, come due amici, quali Sandro e Karol sinceramente erano.

A rendere possibile l’incontro fu un semplicissimo e ordinario gesto: un uomo, in questo caso il Vicario di Cristo, che alzò la cornetta del telefono e compose il numero del Quirinale, dove se ne stava un altro uomo, ovvero il Presidente della Repubblica Italiana.
Andò più o meno così: «Vado a sciare in Adamello, vuole venire con me?». Alla domanda di Giovanni Paolo II, Pertini non poté che accettare. Abbandonare l’afosità di Roma per la rinfrescante aria offerta dalle Alpi Retiche era la scelta che chiunque avrebbe compiuto in quell’istante. La telefonata fu del venerdì 13, mentre la salita al rifugio “Ai Caduti dell’Adamello” sulla Lobbia Alta avvenne nella prima mattina del 16.

«Avevo bisogno di una pausa si distensione – si dice che Wojtyła abbia detto in via del tutto confidenziale a Sandro Pertini – ed ho pensato che sarebbe piaciuto anche a lei venire». Aereo da Ciampino fino all’aeroporto di Verona, poi elicottero fino a su, lì dove il bianco della neve si confonde con l’azzurro incontaminato del cielo. Neppure il tempo di arrivare e il papa indossa già gli sci. Il presidente dirà in seguito che il pontefice polacco sembrava volteggiare come una rondine.
Dopo la fatica dei muscoli, arrivò il piacere della bocca. A tavola strozzapreti cucinati dalla proprietaria del bivacco, la signora Carla. Verso la fine del pomeriggio Pertini dovette far ritorno a Roma, dati gli infiniti impegni istituzionali. Wojtyła si trattenne ancora un giorno, proseguendo nell’attività. Da ricordare come il Presidente della Repubblica, fresco di ritorno, volle far circolare dalla cancelleria del Quirinale una nota ufficiale in cui si diceva felice della giornata trascorsa assieme all’amico Karol. Quella nota, di neppure tre righe, costrinse i giornali di tutta la nazione a ribaltare le prime pagine.

Entrambi sapevano di aver fatto un forte strappo alla regola imposta dai protocolli incurvabili, eppure ne valeva l’azzardo, forti dell’affetto popolare di cui godevano e per il quale non perdevano occasione di ringraziare. Loro sapevano come sfuggire dai riti dei rispettivi Colli, e al tempo stesso erano in grado di onorare alla perfezione le cariche che rivestivano. Proprio nel bresciano lo avevano dimostrato anni prima. Pertini il 28 maggio 1982, commemorando l’anniversario della Strage di Piazza Loggia. Papa Giovanni Paolo II la domenica 25 settembre, a rendere omaggio al suo predecessore Paolo VI.




