Storia Che Passione
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Faide storiche: J.R.R. Tolkien e quel disprezzo verso Walt Disney

Non tutti sanno che J.R.R. Tolkien, autore de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit (solo per citare i due titoli più famosi), disprezzava così tanto la Disney da alimentare una faida che continuò per decenni contro l’azienda ideata da Walt Disney. Praticamente Walt Disney fu uno dei arci nemici di Tolkien, fino alla morte di quest’ultimo.

Perché Tolkien ce l’aveva tanto con Walt Disney?

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Crediti foto: @Catherine McIlwaine, Tolkien Archivist, Bodleian Library), Public domain, via Wikimedia Commons

In questa storia, in realtà, oltre a Tolkien e a Disney, troviamo un terzo protagonista: C.S. Lewis, autore delle Cronache di Narnia. Tolkien e Lewis erano nemici-amici. I due avevano alcune divergenze religiose in corso. Inoltre litigavano spesso in merito a dettagli e sfumature delle terre da loro create, rispettivamente la Terra di Mezzo e Narnia.

Tuttavia su una cosa andavano d’accordissimo: l’odio verso Walt Disney e la Disney in generare. Tuttavia col passare del tempo Lewis si ammorbidì un poco e la sua posizione nei confronti della Disney si attenuò. Ma questo non accadde con Tolkien: portò con sé nella tomba il suo disprezzo per la Disney.

La faida decennale fra gli scrittori e Walt Disney iniziò nel 1938, quando i due andarono a vedere al cinema Biancaneve e i sette nani. Lewis ammise di non avere per niente una buona opinione di Disney e del suo lungometraggio.

Queste le sue parole: “I nani dovrebbero essere brutti, certo, ma non in quel modo. E la festa a suon di jazz dei nani era piuttosto brutta. Immagino che a quel poveraccio non sia mai venuto in mente di offrire loro un altro genere di musica… Cosa non ne sarebbe venuto fuori se quest’uomo fosse stato istruito o, quanto meno, cresciuto in una società perbene?”.

Insomma, Lewis non le mandò certo a dire a Walt Disney. Ma la sua fu una critica alquanto blanda paragonata a quella di Tolkien. Considerate che Tolkien pubblicò Lo Hobbit nel 1937, pochi mesi prima dell’uscita negli USA di Biancaneve e i sette nani.

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Crediti foto: @Abilene Paramount Theater

Sia lui che Lewis prendevano molto sul serio le fiabe e i nani. Avevano infatti una precisa visione del mondo, delle filosofie e delle dottrine basate sulle fiabe, sulla loro venerazione e sulle loro radici popolari.

Per questo motivo sostennero che Walt Disney avesse semplificato troppo le cose, sminuendo così qualcosa che loro consideravano sacro. In effetti, se ci pensate, i nani di Tolkien sono un popolo le cui radici affondano direttamente nella mitologia nordica, dalle tendenze bellicose e quasi sinistre a volte. I nani di Disney, invece, erano comici, dei buffoni praticamente.

Crediti foto: @CS Lewis sculpture, Belfast by Albert Bridge, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Alla fine Lewis se ne fece una ragione, ma Tolkien si irritò sempre di più nei confronti di Disney e delle sue continue incursioni nel mondo delle fiabe. Per il resto della sua vita si lamentò a gran voce del fatto che Disney avesse commercializzato e infantilizzato fiabe folkloristiche che un tempo erano serie, creando adattamenti che le “corrompevano irrimediabilmente”.

Secondo Tolkien, gli studiosi e i nerd erano gli unici in grado di capire e apprezzare veramente le fiabe, mentre Disney si era limitato a rendere queste storie popolari accessibili al grande pubblico, semplificandole troppo. Tale faida andò avanti fino all’ultimo giorno di vita di Tolkien, ma la cosa strana è che fu unilaterale. Non esistono infatti prove che indichino che Walt Disney si preoccupasse o anche solo sapesse di ciò che Tolkien pensava dei suoi lavori.