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Cosa ci fa questo antico muro di 7.000 anni sott’acqua, al largo della Bretagna?

In effetti è curiosa la presenza di un antico muro di queste dimensioni sott’acqua, al largo della costa della Bretagna. Escludendo per forza di cose Atlantide e il regno di re Tritone, giustamente ci si chiede cosa ci faccia sott’acqua un muro risalente a circa il 5000 a.C.

A cosa serviva questo muro subacqueo?

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Crediti foto: @AMM, 2023 / Yves Fouquet et al., International Journal of Nautical Archaeology

Il muro in questione si presenta come una struttura granitica lunga 12 metri. Fra l’altro precede di circa 500 anni i più celebri monumenti megalitici della regione. Il muro si trova vicino all’isola dell’Île de Sein, la quale si trova all’estremità occidentale della Bretagna e che ora è sommersa sotto nove metri d’acqua.

Lo studio, pubblicato sull’International Journal of Nautical Archaeology, ha spiegato che tale muro fu “costruito da una società strutturata di cacciatori-raccoglitori”. L’alternativa è che a costruirlo furono popolazioni neolitiche, sbarcate in zona intorno al 5000 a.C.

Il merito della scoperta va attribuito al geologo Yves Fouquest. Costui, studiando carte delle profondità marine create utilizzando una tecnologia radar avanzata, si era accorto che, al largo di Sein, c’era una linea di 120 metri che bloccava una valle sottomarina. E tale linea non appariva affatto naturale.

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Crediti foto: @AMM, 2023 / Yves Fouquet et al., International Journal of Nautical Archaeology

Così, fra il 2022 e il 2024, un team della Society of Archaeology and Maritime Memory (SAMM) ha organizzato 59 immersioni, trascorrendo un totale di 35 ore sott’acqua. Hanno così potuto scoprire e documentare la presenza di un muro largo in media 20 metri e alto 2 metri, per un totale di circa 3.300 tonnellate di blocchi di granito accatastati in ordine.

A intervalli regolari erano presenti grandi menhir o monoliti che sporgevano dal muro in due linee parallele. Assomigliavano sospettosamente ai menhir della Bretagna, ma erano molto, molto più antichi. I monoliti, alcuni dei quali arrivano anche a 1,7 metri di altezza, in origine erano posizionati sulla roccia madre. Ma poi costruirono il muro intorno a loro, usando lastre e pietre più piccole.

Ma adesso viene il bello: a cosa caspiterina poteva servire un muro del genere? Finora i ricercatori hanno preso in considerazione due ipotesi principali. La prima sostiene che fosse una trappola per pesci. I monoliti sporgenti avrebbero sostenuto una rete fatta di bastoni e rami adatta alla cattura dei pesci durante il ritiro della marea. In effetti, le dighe per la pesca erano strutture fondamentali per le comunità costiere mesolitiche.

Inoltre strutture lignee similari, risalenti al 6150-5750 a.C., si trovavano anche in Irlanda. Anche se, ad onor del vero, appare strano fare tutto questo lavoro per creare una trappola per pesci.

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Crediti foto: @AMM, 2023 / Yves Fouquet et al., International Journal of Nautical Archaeology

Più intrigante la seconda teoria, la quale sostiene che il muro fosse una diga di protezione contro l’innalzamento del livello del mare. Considerate che all’epoca il livello del mare si alzava anche di 8,4 millimetri all’anno. Possibile che quando il muro fu costruito, questi si trovasse sulla linea di costa, posizionato fra i livelli di alta e bassa marea.

Col passare del tempo, però, il muro sarebbe finito sott’acqua. Mentre si interrogano sulla sua funzione, gli archeologi hanno anche esaminato le pietre. L’80% dei blocchi di granito proviene da aree pianeggianti, mentre i monoliti sembravano derivare dalle vicine barriere coralline.